Luca Annunziata

La lunga notte dei PageRank

I link a pagamento fanno a pezzi la rete, il web ne risente e Google interviene. Calata la mannaia, c'è chi si ribella: BigG vuole stritolare la concorrenza

Roma - Altro che soap opera. Quella di PageRank è una telenovela bella e buona. Dopo declassamenti, conferme e sospetti, finalmente Google l'ha messo nero su bianco: a Mountain View i link a pagamento non piacciono, quindi si farà piazza pulita.

"Alcuni SEO e webmaster fanno a gara nella pratica di comprare e vendere link per migliorare il proprio PageRank, ignorando la qualità dei link, le fonti e l'impatto a lungo termine sul proprio sito", si legge in un recente update alle linee guide per i webmaster: "Comprare o vendere link per migliorare il PageRank viola le regole di Google e può influire negativamente sul posizionamento nelle ricerche di un sito".

Certo, Google vive nel mondo reale e fa delle differenze: che si possa comprare o vendere link è una prassi accettata ed accettabile, purché ciò avvenga per evidenti e palesi scopi pubblicitari. Per renderlo chiaro è fondamentale rispettare una o più condizioni: aggiungere un tag rel="nofollow" nel link, oppure escludere la pagina che contiene i link da quelle analizzate dai crawler, manipolando il proprio robots.txt.
Ignorare queste regole significa finire nell'inferno dei declassati. Una misura drastica ma necessaria, per evitare che l'indicizzazione delle risorse web - che Google e altri motori di ricerca basano anche sulla quantità e la qualità dei link che ogni sito possiede in entrata e in uscita - venga stravolta da certe pratiche. Per evitare, insomma, che ai primi posti delle ricerche ci finiscano siti scadenti o che non c'entrano nulla con l'argomento.

Ma PayPerPost Izea contrattacca. Il suo CEO Ted Murphy si scaglia contro la decisione di azzerare il PageRank di molti utenti del network di blogger prezzolati sponsorizzati, accusando Google di concorrenza sleale: "Noi (Izea, ndR) offriamo a chiunque una alternativa allettante ad AdSense (...) Al contrario del meccanismo misterioso di AdSense, siamo sempre molto chiari quando si tratta di dare ai blogger la parte di guadagni che spetta loro". Murphy si spinge anche oltre, pronunciando a chiare lettere la parola censura e invitando tutti a protestare con Google e con i propri rappresentanti al Congresso.

Per opporsi allo strapotere del PageRank e di BigG, Izea ha anche pronta l'arma segreta: si chiama RealRank e secondo i suoi creatori è in grado di descrivere meglio e con maggiore precisione il reale traffico dei blog e l'influenza dei blogger. Una ricetta per combattere la crisi, che rischia di colpire un'azienda come Izea che basa i suoi guadagni sulla presenza nel suo network di weblog di spessore e di blasone.

Di neutralità della rete, sulle pagine di Izea non si parla: parrebbe quasi che sia soltanto Google a doversene preoccupare.

Luca Annunziata
6 Commenti alla Notizia La lunga notte dei PageRank
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  • Premetto che non sono molto informato sulla questione di questa azienda che protesta però voglio dire la mia.

    Mi sembra che vendere link sia un modo per guadagnare ma provoca confusione agli utenti che si vedono link che non c'entrano nulla e anche nelle ricerche che risultano sballate.

    Se ho soldi non mi pare giusto che il mio sito entri al top di google quando i contenuti del mio sito sono scarsi. Per esempio se Forza italia o il partito democratico decidesse di farsi pubblicità alle elezioni e investisse in acquisto di link non sarebbe molto democratico per il senso che ha la parola attualmente nella rete (senso che google ha determinato).

    Insomma non va bene l'acquisto di link e google sta facendo la cosa giusta. Poi ci sarà il mercato nero, sicuro, come i post indipendenti per pubblicizzare un prodotto, come lo spam e tanti altri aspetti negativi.
  • Google è un monopolista e come tale si comporta.

    il tag nofollow? è una iposizione di fatto, infatti è inutile dire "noi non ti obblighiamo, ma sappi che se non lo usi sei fuori da google" ... essere fuori dall'archivio di google significa non esistere (virtualmente parlando) ...

    che poi si voglia mascherare il tutto con delle serp più pulite è tipico ...

    Google guadagna (anche) dalla pubblicità e ovviamente non vuole concorrenti

    inoltre fatta la legge trovato l'inganno, sicuramente nascerà una sorta di mercato nero dei links senza il famigerato nofollow e a prezzi altissimi presumo

    il pr è morto viva il pr !
    non+autenticato
  • Grave che venga presa cosi sottogamba questa notizia. Siamo in un monopolio di informazioni, ben più grave di quello SO di Microsoft. Google sta piano piano mostrandosi per quello che è, anche se non ci piace.
    Vuole per sè tutti i guadagni AdWords/AdSense. Se è in grando, come dice, di stabilire se un link è stato pagato o meno, sarà in grado di ignorare quel link. Invece lo declassa. mah...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Henry
    > Grave che venga presa cosi sottogamba questa
    > notizia. Siamo in un monopolio di informazioni,
    > ben più grave di quello SO di Microsoft. Google
    > sta piano piano mostrandosi per quello che è,
    > anche se non ci
    > piace.
    > Vuole per sè tutti i guadagni AdWords/AdSense. Se
    > è in grando, come dice, di stabilire se un link è
    > stato pagato o meno, sarà in grado di ignorare
    > quel link. Invece lo declassa.
    > mah...


    fatemi indovinare, tu e questo qui sotto come professione fate i SEO?Rotola dal ridereRotola dal ridere

    Google sta mettendo alla porta una intera classe di spammatori d'alto bordo, io la trovo una cosa saggia e giusta.

    Questo IMHO

    Fan LinuxFan Apple
    non+autenticato
  • Ave.

    Gradirei molto essere rankizzato come "illustre sconosciuto".

    GRAZIE. Non ho nulla da vendere.

    A chi realmente glie ne frega qualcosa del "rank"?

    A presto
    Nilok
    http://informati.blog.tiscali.it/
    http://it.youtube.com/Nilok1959
    Nilok
    1925
  • ma si, chi se ne frega, è sufficiente spammare il link al proprio blog sul forum di punto informatico Rotola dal ridere
    non+autenticato