Luca Annunziata

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Unità di archiviazione esterne che non possono condividere file multimediali. Una questione di DRM e di prevenzione. Ma che si può aggirare

Roma - Le unità esterne della serie MyBook World Edition, prodotte da Western Digital, non possono condividere i file multimediali in Rete. Almeno non utilizzando il software fornito a corredo per farlo. La notizia, partita dalle pagine di BoingBoing e rimbalzata un po' ovunque, ha fatto il giro del cyberspazio: tutto vero, salvo qualche precisazione.

MyBook World Edition di Western DigitalIl problema è legato al software Anywhere Access (fornito da MioNet), offerto a corredo delle unità e indicato come necessario ad avviare la condivisione remota: che si viaggi per lavoro o per piacere, ovunque ci si trovi basta una connessione ad Internet e il codice d'accesso per fruire di tutto quanto si è archiviato a casa sul proprio megadisco da un Tera. Purché non si tratti di filmati e musica. Qualunque musica, anche le vecchie tracce .it realizzate con il caro vecchio Impulse Tracker, un applicativo pensato per la Sound Blaster AWE32.

Il motivo è spiegato sulle pagine del sito di assistenza Western Digital: "A causa dell'impossibilità di verificare l'autorizzazione alla riproduzione - si legge - i seguenti tipi di file non potranno essere condivisi da diversi utenti utilizzando Anywhere Access". Quello che succede è che se si prova ad accedere in remoto ad una cartella contenente documenti dei circa 30 tipi elencati in questa pagina, i file incriminati risulteranno completamente invisibili.
Western Digital sceglie il blocco preventivo: poiché in 500 o 1000 giga ci stanno davvero tanti video e file musicali, e poiché c'è il rischio che questi filmati e questa musica possano essere di origine dubbia e vengano condivisi illecitamente su Internet, meglio bloccare tutto. Un sillogismo che scricchiola, e che cozza ad esempio con le necessità di chi in viaggio desideri modificare il contenuto del proprio lettore MP3 senza doversi trascinare dietro l'intera libreria musicale posseduta. O con sentenze inerenti a casi simili emesse nel recente passato dalla magistratura a stelle e strisce.

Apparentemente, dunque, l'applicazione scelta da Western Digital applica una sorta di DRM trasversale preventivo, senza distinzione tra ciò che è coperto da diritto d'autore e ciò che non lo è. Niente orge di sharing tra gli MP3 di tutti gli amici, nonostante tutto quello spazio direttamente collegato al router farebbe gola a molti. Ma, si sa, fatta la legge trovato l'inganno: la limitazione sui file da scambiare dipende dalla applicazione utilizzata per condividere, non dal disco.

Come sottolineato da Wired, nell'appendice del manuale la stessa Western Digital guida all'installazione di SAMBA: grazie al protocollo celeberrimo, qualsiasi tipo di file potrà essere condiviso ovunque e comunque dai proprietari di un MyBook World Edition. E se ciò non fosse abbastanza, c'è un intero wiki a disposizione per raccogliere ogni sorta di suggerimento ed hack per sfruttare al meglio il proprio storage su network.

Luca Annunziata
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