Philip Morris rivendica Marlboro online

Al gigante delle sigarette non piacciono le iniziative commerciali online di chi cerca di spacciarle sottocosto in giro. Quindi tuona dall'alto

New York (USA) - Circondata da grane legali di diverso livello e dall'opinione pubblica di molti paesi sempre più ostile al suo core business, la produzione di sigarette, ora Philip Morris fa sentire la propria tosse tonante per prendersela con chi abusa del nome dell'azienda per vendere online proprio le sigarette.

Nelle scorse ore sono otto le denunce che l'ufficio legale di Philip Morris ha fatto partire nei confronti di altrettanti rivenditori di sigarette online. L'accusa è che questi abbiano abusato del nome dei marchi dell'azienda, come il celebre "Marlboro", per farsi pubblicità e rivendere prodotti a costo ridotto.

Su siti come CheapMarlboro le stecche di sigarette dell'azienda sono vendute a 33 euro. Ma ci sono in ballo anche altri siti che, già nel nome a dominio del proprio negozio, sfruttano i trademark Philip Morris, come DiscountMarlboroCigarettes, dove si vende (quasi) tutto il fumabile con stecche a 18,49 dollari l'una.
Secondo Philip Morris in alcuni casi i siti rivendono sigarette importate illegalmente e vi sarebbero situazioni in cui le aziende coinvolte avrebbero persino falsificato i documenti commerciali.
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