Dario D'Elia

Chi di spyware ferisce di spyware guadagna

Polemiche negli USA per un intervento del Garante del mercato contro un produttore di spyware: nessuna sanzione, lo sparapop-up non si può multare

Roma - Negli Stati Uniti urge al più presto una nuova legge per far fronte al problema degli spyware. Lo reclamano i milioni di utenti che hanno dovuto subire i giochetti della cricca di AdultFriendFinder.com. Come riportano le cronache, l'ultimo buffetto della Federal Trade Commission ai danni di quello che si considera come "The World's Largest Sex & Swinger Personals Community" ha lasciato piuttosto perplessi.

In pratica, numerosi siti e sitini a luce rossa di proprietà Various Inc. - società a cui fanno capo le più note piattaforme social del settore - hanno utilizzato a lungo spyware per campagne pubblicitarie dai contenuti erotici. Inoltre, come se non bastasse, FTC ha scoperto che bastava una semplice ricerca online con i termini "fiori", "viaggi" e "vacanze" per imbattersi in pop-up di ogni genere... Insomma, chiunque - compresi i minori - sono entrati in contatto con pubblicità porno invasive.

Il problema è che di fronte ad una tale situazione il Garante è privo di armi. La legge infatti consente l'applicazione di sanzioni economiche solo nei casi di reiterazione di reato, e anche in questo caso solo se è dimostrabile il danno economico dei consumatori o il profitto di un'impresa.
Various Inc. ha dovuto solo promettere di cambiare le proprie metodologie di marketing. Le pubblicità pornografiche saranno visualizzate solo se gli utenti lo desidereranno. Inoltre, sarà attivato un sistema di segnalazione online per eventuali abusi e per consentire alla FTC di monitorare la situazione.

Si continua così a parlare di misure troppo blande, che in alcuni casi possono rasentare anche il ridicolo. L'Authority sta cercando da tempo di convincere il Congresso ad ampliare i suoi poteri, ma la strada appare ancora in salita. Lo scorso giugno la Camera dei Rappresentanti ha approvato una nuova Legge per aumentare le pene, ma il Senato non si è ancora espresso al riguardo.

Lo scorso ottobre è stato affrontato il tema del "furto d'identità" con una nuova legge bipartisan, ma dietro allo spyware sembra essersi materializzata una lobby decisamente più forte.

Dario d'Elia