mafe de baggis

NoLogo/ Monetizzare l'anarchia?

di Mafe de Baggis - Il fondatore di Blogger.com, Odeo e Twitter svela il suo nuovo criterio di progettazione: togliere tutte le funzionalità e vedere cosa rimane

Parigi, Leweb3: quarta edizione del più importante evento europeo dedicato a quella strana commistione tra sogno/idealismo e commercio/profitto che caratterizza la maggior parte delle persone che hanno scelto di lavorare in rete, per la rete o con la rete. 1700 persone registrate che si distribuiscono tra due grandi sale: una dedicata ai relatori, l'altra per le start up che sono state selezionate per presentare i loro progetti a dei venture capital. In mezzo, una enorme lobby dedicata al cazzeggio (che gli americani chiamano "networking"); in un altro padiglione si mangia e si lavora. Due giorni chiusa qui dentro e torni a casa con la sensazione che sia davvero possibile fare business e non "essere cattivi", come da mission di Google; che la fantasia è davvero arrivata al potere; che "monetizzare l'anarchia", come sintetizzato da Gerd Leonhard, non è la parolaccia che sembra, ma l'unica strada percorribile se vogliamo far sì che l'anarchia comunque continui a caratterizzare i comportamenti di chi vive la rete, invece di essere rimpiazzata da mere logiche di profitto.

Io sono un'idealista di mio, ma è difficile non esserlo mentre uno dietro l'altro scivolano discorsi che altrove sarebbero considerati ingenui e senza costrutto. Gli speaker non sono ragazzini senza arte né parte che sognano di cambiare il mondo: sono protagonisti del nostro tempo come Philippe Starck, che ha dato vita a una divertentissima performance nel suo francesissimo inglese partendo da una constatazione: il 90% dei prodotti che sono in vendita sono inutili, anzi, hanno una sola utilità: "rubarci dei soldi", comportamento senza futuro perché "le aziende ciniche sono obsolete". Difficile crederci, bello sperarci.

Qui a Parigi sfila la simbiosi tra business e Internet di cui parlavo la settimana scorsa e a vederla da vicino non è poi così male: Jason Calacanis (Mahalo, Weblogs) che invita gli imprenditori a non inquinare la rete sommergendola di messaggi inutili, Doc Searls (Cluetrain Manifesto) che ridefinisce il rapporto tra venditore e cliente, convincendo quest'ultimo a prendere in mano la situazione e a usare il potere che ha, Loic Le Meur (Seesmic) che chiede gentilmente scusa per aver imposto l'anno scorso Sarkozy alla platea, Joi Ito (Creative Commons) che passa con nonchalance da World of Warcraft all'evoluzione del copyright, Kevin Rose (Digg) che seduce la platea con un fascino da rockstar, la serenità di Emily Bell (Guardian) nel ribattere alle provocazioni nichiliste di Andrew Keen, Yossi Vardi (ICQ) che dimostra con uno stile da IgNobel che una lumaca è un carrier di dati molto più efficiente di un'ADSL media. Il tutto illuminato dalla presentazione di Hans Rosling (GapMinder), l'uomo che riesce a rendere divertente la statistica, che ci ha dimostrato quanto sia miope e semplificatore il nostro sguardo sulla realtà e che ragionare per stereotipi ci impedisce di comprendere pienamente ciò che ci succede intorno.
Una nota dominante: la leggerezza, a partire da Evan Williams, il fondatore di Blogger.com, Odeo e Twitter, che ci ha svelato il suo nuovo criterio di progettazione: togliere tutte le funzionalità finché non rimane qualcosa di estremamente semplice e comunque talmente potente da voler essere usato. È la stessa indicazione di Starck, che a differenza di tutti gli altri progetta oggetti fisici, non digitali: "rifiutate di consumare, rifiutate di produrre, se proprio dovete consumare o produrre, che il vostro impatto sia minimale". Ancora Calacanis: "Se inquinate l'ambiente in cui vivete, prendetevi le vostre responsabilità", che sia la rete o il pianeta, infatti, c'è spazio anche per Tom Raftery che fa un punto della situazione sull'innovazione tecnologica in grado di ridurre l'impatto ambientale.

E torniamo sulla terra con un venture capital che dice alle startup presenti "Dovete creare dipendenza": missione compiuta per la maggior parte delle applicazioni di rete, ma siamo sicuri che non si tratti in realtà di complicità?

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72 Commenti alla Notizia NoLogo/ Monetizzare l'anarchia?
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  • sempre un maggior numero di persone, adulti o bambini che siano, sono dipendenti de questa terribile tecnologia che prende il posto della vita reale. Riflettiamo gente Riflettiamo
  • - Scritto da: caipirinha2000_11
    > sempre un maggior numero di persone, adulti o
    > bambini che siano, sono dipendenti de questa
    > terribile tecnologia che prende il posto della
    > vita reale. Riflettiamo gente
    > Riflettiamo

    D'accordo, però...
    In tantissimi internauti questa dipendenza dalla rete non si traduce nel consumismo che le multinazionali spererebbero: gratta gratta le uniche cose che gli internauti "consumano" in massa in rete sono 5; Windows, non per scelta, Google, YouTube, eBay e il porno. Su tutto il resto il popolo della rete è veramente disperso, non è incanalato né intruppato proprio per niente, ognuno ha i suoi gusti particolari e perfino a livello mondiale le più grandi realtà collettive, tipo SL, MySpace, WoW, etc., raccolgono numeri che sia in assoluto che ancor meno in share sono decisamente inferiori a quelli delle grandi reti televisive, prima di comprare qualcosa cerca in lungo e in largo il prezzo minore, spesso andando a comprare usato o nuovo in micronegozi appunto su eBay e quel che è peggio per le multinazionali, il tempo passato in rete fa calare molti altri consumi, perché poi spesso e volentieri l'internauta "consuma" contenuti prodotti da altri internauti gratis, o meglio, quasi gratis, con guadagno dei soli ISP, delle telco e del solo comparto elettronico e informatico.
    Pensiamoci bene, quali altri motivi potrebbero esserci alle campagne di demonizzazione contro rete e videogiochi condotte sui grandi mezzi d'informazione se non il fatto che questi passatempi hanno per le multinazionali due effetti collaterali tremendi: calo dei consumi e perdita del controllo ottenuto nei decenni precedenti sui consumatori grazie alla fruizione passiva della TV.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Bastard Inside
    > - Scritto da: caipirinha2000_11
    > > sempre un maggior numero di persone, adulti o
    > > bambini che siano, sono dipendenti de questa
    > > terribile tecnologia che prende il posto della
    > > vita reale. Riflettiamo gente
    > > Riflettiamo
    >
    > D'accordo, però...
    > In tantissimi internauti questa dipendenza dalla
    > rete non si traduce nel consumismo che le
    > multinazionali spererebbero: gratta gratta le
    > uniche cose che gli internauti "consumano" in
    > massa in rete sono 5; Windows, non per scelta,
    > Google, YouTube, eBay e il porno.

    ecco, anche oggi hai fatto la tua buona azione, hai colpito la causa di tutto, le multinazionali e il porno (tutto un mazzo, vero?).

    Bene, bravo, sei promesso al paradiso dei buoni ragazzi, al paradiso degli sciocchi.
    non+autenticato
  • - Scritto da: fant
    > - Scritto da: Bastard Inside
    > > - Scritto da: caipirinha2000_11
    > > > sempre un maggior numero di persone, adulti o
    > > > bambini che siano, sono dipendenti de questa
    > > > terribile tecnologia che prende il posto della
    > > > vita reale. Riflettiamo gente
    > > > Riflettiamo
    > >
    > > D'accordo, però...
    > > In tantissimi internauti questa dipendenza dalla
    > > rete non si traduce nel consumismo che le
    > > multinazionali spererebbero: gratta gratta le
    > > uniche cose che gli internauti "consumano" in
    > > massa in rete sono 5; Windows, non per scelta,
    > > Google, YouTube, eBay e il porno.
    >
    > ecco, anche oggi hai fatto la tua buona azione,
    > hai colpito la causa di tutto, le multinazionali
    > e il porno (tutto un mazzo,
    > vero?).
    >
    > Bene, bravo, sei promesso al paradiso dei buoni
    > ragazzi, al paradiso degli
    > sciocchi.

    Prego, dopo di te che rispondi senza capire cosa hai letto.
    non+autenticato
  • grazie per aver risposto alla mia, ma il punto che volevo sottolineare è il gran numero di utenti dai 13 anni in su che limitano la propria vita reale a favore di un esagerato numero di oore trascorse in rete per sfuggire molto spesso alla realtà che non soddisfa più! Lavoro, famiglia (spesso con bambini minorenni, interessi economici) e perdono letteralmente la cognizione del tempo facendosi illudere da una idealizazione che alla fine ti lascia l'amaro in bocca sopratutto se poi nel frattempo ti sei giocato i valori veri! Un ciao!
  • OK, io ho solo colto la palla al balzo per dire che la PC- e internet- dipendenza, al contrario della teledipendenza, non portano alle multinazionali i risultati sperati, per via dell'interattività, che fa sì che comunque i soggetti possano scegliere e quindi disperdersi, insomma, gli effetti negativi ci sono, ma viene meno l'incanalamento.
    Da qui le insistenti campagne per limitare l'anarchia della rete, dei videogiochi, degli utenti e le fumose proposte di una nuova rete, in cui guarda caso, cosa troviamo? L'internet a 2 velocità con banda riservata alla TV digitale! Gratta gratta è la TV il sacro Graal dei manipolatori e vogliono fare di tutto perché non declini.
    non+autenticato
  • Sono fuori dal coro.
    Perché a me l'articolo di Mafe è piacuto. Come i precedenti.

    Provo a dire cosa ci ho trovato:
    - Mafe è idealista
    - Mafe NON è "il marketing è una cosa bella e buona"... semmai è NoLogo... un pò il contrario...
    - Mafe ci fa un resoconto del convegno ma il messaggio, il desiderio, l'aspirazione, è: "leggerezza" della rete, "anarchia" della rete, "ecologia" della rete... un NoLogo della rete...
    - Mafe ci dice poi anche che la realtà è diversa...
    "E torniamo sulla terra con un venture capital che dice alle startup presenti "Dovete creare dipendenza": missione compiuta per la maggior parte delle applicazioni di rete, ma siamo sicuri che non si tratti in realtà di complicità?"
    Ci dice, e ci mette in guardia, che il marketing sta aggredendo la rete. E che vincerà.
    E che in questo (la domanda è decisamente retorica) trova tanti, troppi, "complici"... forse esortandoci tutti a non essere fra questi.

    Ho letto bene?
    non+autenticato
  • > Ho letto bene?

    Clap Clap clap!!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anime
    > > Ho letto bene?
    >
    > Clap Clap clap!!

    seriamente o è ironico?
    non+autenticato
  • - Scritto da: CCC
    > - Scritto da: Anime
    > > > Ho letto bene?
    > >
    > > Clap Clap clap!!
    >
    > seriamente o è ironico?

    Ero serio! Hai fato una grande sintesi!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anime
    > - Scritto da: CCC
    > > - Scritto da: Anime
    > > > > Ho letto bene?
    > > >
    > > > Clap Clap clap!!
    > >
    > > seriamente o è ironico?
    >
    > Ero serio! Hai fato una grande sintesi!

    Sei assunto! Adesso io scrivo e tu traduci, ok?

    :D
  • - Scritto da: mafe
    > - Scritto da: Anime
    > > - Scritto da: CCC
    > > > - Scritto da: Anime
    > > > > > Ho letto bene?
    > > > >
    > > > > Clap Clap clap!!
    > > >
    > > > seriamente o è ironico?
    > >
    > > Ero serio! Hai fato una grande sintesi!
    >
    > Sei assunto! Adesso io scrivo e tu traduci, ok?
    >
    >A bocca aperta

    OK! Intanto accetto!
    Poi parliamo dei dettagli economici... Occhiolino

    Solo una curiosità, Mafe, che mi deriva dal conoscere un pò il tuo curriculum e le tue esperienze (beh si... sono un curiosone): tu sei (o quanto sei) fra i "complici"? tu ti senti "complice"?
    non+autenticato
  • - Scritto da: CCC
    > - Scritto da: mafe
    > > - Scritto da: Anime
    > > > - Scritto da: CCC
    > > > > - Scritto da: Anime

    > > Sei assunto! Adesso io scrivo e tu traduci, ok?
    > >
    > >A bocca aperta
    >
    > OK! Intanto accetto!
    > Poi parliamo dei dettagli economici... Occhiolino

    Certo.

    > Solo una curiosità, Mafe, che mi deriva dal
    > conoscere un pò il tuo curriculum e le tue
    > esperienze (beh si... sono un curiosone): tu sei
    > (o quanto sei) fra i "complici"? tu ti senti
    > "complice"?

    A volte sì, soprattutto quando non riesco a convincere i miei clienti che in rete si "vince" solo rispettando le persone. Per la maggior parte dei casi per fortuna no, ho la coscienza a posto, nessuna porcata nel mio curriculum, molti no e porte sbattute (anche in faccia a tanti, tanti soldi).
    Se non fosse così non avrei il coraggio di scrivere qui Occhiolino
  • - Scritto da: mafe
    > - Scritto da: CCC
    [...]
    > > Solo una curiosità, Mafe, che mi deriva dal
    > > conoscere un pò il tuo curriculum e le tue
    > > esperienze (beh si... sono un curiosone): tu sei
    > > (o quanto sei) fra i "complici"? tu ti senti
    > > "complice"?
    >
    > A volte sì, soprattutto quando non riesco a
    > convincere i miei clienti che in rete si "vince"
    > solo rispettando le persone.

    e non solo in rete...
    (il "vince" tra virgolette è bellissimo...)

    > Per la maggior parte
    > dei casi per fortuna no, ho la coscienza a posto,
    > nessuna porcata nel mio curriculum, molti no e
    > porte sbattute (anche in faccia a tanti, tanti
    > soldi).

    già... passi (mica tanto però) vendere qualcosa, ma vendersi no!

    > Se non fosse così non avrei il coraggio di
    > scrivere qui
    > Occhiolino

    beh... per questo magari non è che ci voglia tutto questo coraggio...
    ne serve molto di più per guardarsi serenamente allo specchio Sorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: CCC
    > Sono fuori dal coro.
    > Perché a me l'articolo di Mafe è piacuto. Come i
    > precedenti.
    >
    > Provo a dire cosa ci ho trovato:
    > - Mafe è idealista

    almeno è sincera, molti non lo dicono in maniera esplicità per non relegare i propri articoli in dimensioni soprannaturali

    > - Mafe NON è "il marketing è una cosa bella e
    > buona"... semmai è NoLogo... un pò il
    > contrario...

    rispetto la visione di Mafe, ma credo fermamente che in questa epoca in cui ci troviamo sopravviveranno, al contrario, solo quelle aziende che non si faranno abbagliare da queste luci di buonismo e socialismo illuminato, e che continueranno pertanto a sfornare marketing aggressivvo e persuadente

    bullismo, droga, guerre, criminalità, profitto a tutti i costi... tutto ciò è esattamente il contrario di quello che ci propagandano a scuola e nella società da almeno 30 anni... eppure tutto ciò è palesemente in crescita, perchè funziona, perchè il male è bello e attira l'uomo, perchè il male si nutre della gente bonaria, tenera e commestibile

    forse per mantenere un equilibrio bisogna avere il pugno duro, accettare la realtà e non rifugiarsi in ideologie e idealismi risorgimentali

    > - Mafe ci fa un resoconto del convegno ma il
    > messaggio, il desiderio, l'aspirazione, è:
    > "leggerezza" della rete, "anarchia" della rete,
    > "ecologia" della rete... un NoLogo della
    > rete...
    > - Mafe ci dice poi anche che la realtà è
    > diversa...

    meno male...

    anarchia, ecologia, NoLogo... arghhhh... ho la nausea di queste mode, è tutta fuffa, è tutto un travestimento dell'uomo debole e decadente

    > Ci dice, e ci mette in guardia, che il marketing
    > sta aggredendo la rete. E che vincerà.

    se qualcuno vince, qualcuno perde... Chi perde a seguito di questa vittoria del marketing? Chi...?? L'ideologia?

    la vostra è solo fragilità, solo paura, paura del mondo, di un mondo oramai in mano ai deboli, ai perdenti, a voi

    >
    > E che in questo (la domanda è decisamente
    > retorica) trova tanti, troppi, "complici"...
    > forse esortandoci tutti a non essere fra
    > questi.
    >
    non+autenticato
  • > la vostra è solo fragilità, solo paura, paura del
    > mondo, di un mondo oramai in mano ai deboli, ai
    > perdenti, a
    > voi

    Da riclassificarsi quindi come vincenti... interessante come contraddizione.
  • - Scritto da: haston
    > - Scritto da: CCC
    [...]
    > > - Mafe NON è "il marketing è una cosa bella e
    > > buona"... semmai è NoLogo... un pò il
    > > contrario...
    >
    > rispetto la visione di Mafe, ma credo fermamente
    > che in questa epoca in cui ci troviamo
    > sopravviveranno, al contrario, solo quelle
    > aziende che non si faranno abbagliare da queste
    > luci di buonismo e socialismo illuminato, e che
    > continueranno pertanto a sfornare marketing
    > aggressivvo e
    > persuadente

    o finché qualcuno -che pure lui (loro) non si fanno abbagliare da queste luci di buonismo- non butterà a mare dette aziende ed il relativo sistema socio-economico...

    > bullismo, droga, guerre, criminalità, profitto a
    > tutti i costi... tutto ciò è esattamente il
    > contrario di quello che ci propagandano a scuola
    > e nella società da almeno 30 anni... eppure tutto
    > ciò è palesemente in crescita, perchè funziona,
    > perchè il male è bello e attira l'uomo, perchè il
    > male si nutre della gente bonaria, tenera e
    > commestibile

    non credo sia così...
    non è il male (che riporta al diavolo, che riporta a certe religioni, che riportano all'apice di certe "ideologie", che ripotano al... MARKETING!!!
    ciò che "frega" l'essere umano semmai è la paura

    > forse per mantenere un equilibrio bisogna avere
    > il pugno duro, accettare la realtà e non
    > rifugiarsi in ideologie e idealismi
    > risorgimentali

    forse si e forse no... qui nessuno mi pare abbia detto qualcosa che non comporti l'accettazione della realtà...
    semmai c'è la voglia di cambiarla questa realtà

    > > - Mafe ci fa un resoconto del convegno ma il
    > > messaggio, il desiderio, l'aspirazione, è:
    > > "leggerezza" della rete, "anarchia" della rete,
    > > "ecologia" della rete... un NoLogo della
    > > rete...
    > > - Mafe ci dice poi anche che la realtà è
    > > diversa...
    >
    > meno male...
    >
    > anarchia, ecologia, NoLogo... arghhhh... ho la
    > nausea di queste mode, è tutta fuffa, è tutto un
    > travestimento dell'uomo debole e
    > decadente

    mode?
    da secoli (millenni) sono molto più di moda altre cose, del tutto opposte a queste: stati e confini; sfruttamento dei deboli, degli animali, dell'ambiente; proprietà (anziché possesso) di tutto compresa la conoscenza e le idee
    queste sono le mode!!!

    > > Ci dice, e ci mette in guardia, che il marketing
    > > sta aggredendo la rete. E che vincerà.
    >
    > se qualcuno vince, qualcuno perde... Chi perde a
    > seguito di questa vittoria del marketing?
    > Chi...??

    vince chi lo sa usare meglio
    perdono tutti quelli che (compresi me, te, tutti) ne sono e saranno condizionati

    > L'ideologia?

    e che c'entra l'ideologia???
    sarà che quando mancano altri argomenti si tira fuori l'ideologia... mi sa che è di MODA....

    > la vostra è solo fragilità, solo paura, paura del
    > mondo, di un mondo oramai in mano ai deboli, ai
    > perdenti, a
    > voi

    abbiamo (io non so chi, tu forse lo sai, mah...) in mano il mondo e siamo deboli e paurosi???
    scusa ma questo tuo ragionamento finale fa proprio acqua da tutte le parti...
    non+autenticato
  • Vediamo se riesco a spiegare l'idea che mi ha dato questo articolo:
    onto in edicola, l'articolo del web sull'andante non è riconducibile al piccolo ma scala rapidamente il bardiglio.
    Questo perché riempiendo la vuatta dell'astro vensantino vengono lisi i manuli armati.
    La conferenza tale quindi, è la prima azzimata coi propentori a scocchio proprio per chi dicono le passa resto, però visti i discorsi su velane sipioni riguardavano i punzi anciapi, direi che sarei negativamente a favore contro la proposta.
    Quindi, per concludere se il web è astato unzi a pirate non fanno un atopio.
    Mi sono spiegato (anche se non sono una bandiera)?
    non+autenticato
  • Ti sei dimenticato che a sta a bì come cì sta a dì come mu sta fa.
    non+autenticato
  • Jason Calacanis (Mahalo, Weblogs) che invita gli imprenditori a non inquinare la rete sommergendola di messaggi inutili, Doc Searls (Cluetrain Manifesto) che ridefinisce il rapporto tra venditore e cliente, convincendo quest'ultimo a prendere in mano la situazione e a usare il potere che ha, Loic Le Meur (Seesmic) che chiede gentilmente scusa per aver imposto l'anno scorso Sarkozy alla platea, Joi Ito (Creative Commons) che passa con nonchalance da World of Warcraft all'evoluzione del copyright, Kevin Rose (Digg) che seduce la platea con un fascino da rockstar, la serenità di Emily Bell (Guardian) nel ribattere alle provocazioni nichiliste di Andrew Keen, Yossi Vardi (ICQ) che dimostra con uno stile da IgNobel che una lumaca è un carrier di dati molto più efficiente di un'ADSL media. Il tutto illuminato dalla presentazione di Hans Rosling (GapMinder), l'uomo che riesce a rendere divertente la statistica, che ci ha dimostrato quanto sia miope e semplificatore il nostro sguardo sulla realtà e che ragionare per stereotipi ci impedisce di comprendere pienamente ciò che ci succede intorno.

    Chi ha capito il valore aggiunto che può dare un resoconto del genere a persone che non hanno partecipato all'evento, è pregato di spiegarmelo, grazie. Per me non significa nulla.
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 14 dicembre 2007 09.49
    -----------------------------------------------------------
  • > Chi ha capito il valore aggiunto che può dare un
    > resoconto del genere a persone che non hanno
    > partecipato all'evento, è pregato di spiegarmelo,
    > grazie. Per me non significa
    > nulla.

    Premetto che lo stile di Mafe mi piace molto, ha un che di "giornalismo ruggente" anni '30 (quello che non si vede più, per inciso),
    in più il fatto che scriva col flag
    [Insolent mode=ON]
    sempre attivo mi diverte ancor di più Sorride

    considerato questo, devo tuttavia concordare anche con chi chiede più chiarezza (si sa il mondo è bello perchè è vario e non siamo tutti uguali)

    per venire al punto, quel pezzo di articolo che hai quotato sarebbe stato perfetto con qualche link:
    ad esempio se su
    "Yossi Vardi (ICQ) che dimostra con uno stile da IgNobel che una lumaca è un carrier di dati molto più efficiente di un'ADSL media"
    ci fosse stato un link a, chessò, un video di youtube, tutti noi si poteva vedere perchè lo stile di quel tizio (che noi non conosciamo/non sappimao chi sia) è da premio IgNobel (che fa? è flemmatico? parla per sigle? ha un'espressione da pesce lesso? non lo sappiamo!), e stesso dicasi per moltri altri nomi.
    è solo un esempio, ma insomma il punto è quello, non tutti sanno di cosa si parla e in questo caso un paio di collegamenti risolvono i dubbi
    (si lo so che esiste google e che in 0,01sec da il risultato, ma la gente vuole i LINK visto che siamo sul web, no? )

    la mia è una critica costruttiva, spero sia presa come tale.

    saluti!
  • - Scritto da: anonimo01

    > per venire al punto, quel pezzo di articolo che
    > hai quotato sarebbe stato perfetto con
    > qualche
    > link
    :
    > ad esempio se su
    > "Yossi Vardi (ICQ) che dimostra con uno stile
    > da IgNobel che una lumaca è un carrier di dati
    > molto più efficiente di un'ADSL media"

    >
    > ci fosse stato un link a, chessò, un video di
    > youtube, tutti noi si poteva vedere perchè
    > lo stile di quel tizio (che noi non
    > conosciamo/non sappimao chi sia) è da premio
    > IgNobel (che fa? è flemmatico? parla per sigle?
    > ha un'espressione da pesce lesso? non lo
    > sappiamo!), e stesso dicasi per moltri altri
    > nomi.

    Hai perfettamente ragione: non hanno ancora messo online le slide e i video!
    Ho cercato di mettere tra parentesi il motivo per cui le persone citate sono famose, Yossi Vardi è l'ideatore di ICQ, il primo instant messenger.

    Appena mettono online le slide chiedo a PI di fare un update del pezzo.

    grazie Sorride
  • ah vedi che non siamo tutti stolti!
    Mi è piaciuto leggere il tuo articolo per "lo stile" ma era davvero criptico! spero di capirti nel prossimo "honey"Occhiolino
    MeX
    16902
  • - Scritto da: MeX
    > ah vedi che non siamo tutti stolti!
    > Mi è piaciuto leggere il tuo articolo per "lo
    > stile" ma era davvero criptico! spero di capirti
    > nel prossimo "honey"
    >Occhiolino

    Alla fine ho afferrato qualcosa anch'io, ma mi sono rimaste un paio di impressioni:
    1) che la nostra balda autrice si sia lasciata irretire da una forma più piaciona e meno arrogante del solito dello sciovinismo francese e sia cascata nei loro subdoli trucchi per farle credere che l'universo mondo, e il web (2.0, mi raccomando!) che ne è parte, ruotino attorno a Parigi; SorpresaDelusoDelusoDelusoFicoso
    2) una certa aria, ormai onnipresente, di Web 2.0, quella strana, inconsistente, ma onnipresente, entità che ormai pervade l'IT, propagandata da markettari che, onore al merito, fatto tesoro della lezione di Microsoft, vogliono farci credere di aver inventato cose che esistevano già. Idea! GeekAngiolettoCon la lingua fuori
    NB, non critico l'argomento centrale dell'articolo e del convegno, ma IMHO queste due cose di cui ho avuto l'impressione contribuiscono a farlo sembrare più fumoso di quello che in realtà è. Occhiolino
    non+autenticato
  • si... come alla fine myspace è il geocities del 2007Sorride
    MeX
    16902
  • ho grande! questo post è uno dei migliori mai scritti! hai centrato il punto!
    MeX
    16902
  • - Scritto da: reXistenZ

    > Chi ha capito il valore aggiunto che può dare un
    > resoconto del genere a persone che non hanno
    > partecipato all'evento, è pregato di spiegarmelo,
    > grazie. Per me non significa
    > nulla.

    Mi dispiace che un veloce resoconto delle osservazioni più interessanti di due giorni e una trentina di relatori non ti sia di nessuna utilità. C'è qualcuno che ti incuriosisce in particolare? Vuoi approfondire qualche posizione? Sono a tua disposizione.
  • - Scritto da: reXistenZ

    > Chi ha capito il valore aggiunto che può dare un
    > resoconto del genere a persone che non hanno
    > partecipato all'evento, è pregato di spiegarmelo,
    > grazie. Per me non significa
    > nulla.

    L'unico e' quello di aver citato le persone, nonche', ma questo e' merito di PI, di aver riportato l'esistenza di tale convegno. Non e' poco ad esempio per uno come me che usa la rete ma non e' un "addetto ai lavori". Leggo PI, leggo l'articolo, mi incuriosisco, e ,google alla mano mi informo.

    hola
    non+autenticato
  • Mi piace quest'articolo, è un esempio perfetto dello stile "blog" che sta prendendo piede nella rete italiana. Descrizioni di eventi, descrizioni di cose, descrizioni di idee.
    Saprofiti della rete
    non+autenticato
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