Dario Bonacina

Su Telecom la lente dell'Authority TLC

L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni apre un procedimento istruttorio sul mercato della telefonia fissa, dominato dall'ex monopolista. Fra le ipotesi mirate ad un mercato più aperto, lo scorporo della rete

Roma - Il mercato della telefonia fissa torna ad essere oggetto d'analisi per l'Authority delle Comunicazioni. Con la Delibera 626/07/CONS è stato infatti dato il via ad un procedimento di "revisione ed eventuale integrazione delle misure regolamentari atte a promuovere condizioni di effettiva concorrenza nei mercati di accesso alla rete fissa". Particolare attenzione, in questa istruttoria, sarà rivolta alla posizione di Telecom Italia.

Sul mercato italiano, non è un mistero per nessuno, l'incumbent mantiene una posizione dominante. Una posizione che l'Antitrust ha più volte evidenziato e per cui è in corso un'inchiesta. L'istruttoria dell'Authority TLC, che va quindi ad affiancarsi a tale inchiesta, ha ad oggetto:

1. l'identificazione e l'analisi dei seguenti mercati:
- mercato dell'accesso disaggregato all'ingrosso (ivi compreso l'accesso condiviso) alle reti e sottoreti, ai fini della fornitura di servizi a banda larga e vocali;
- mercato dell'accesso a banda larga all'ingrosso;
- mercati dell'accesso al dettaglio alla rete telefonica pubblica in postazione fissa per clienti residenziali e non residenziali;
2. la valutazione del grado di concorrenza del mercato e dell'eventuale sussistenza di operatori con significativo potere di mercato in ciascuno dei suddetti mercati;

3. la revoca, il mantenimento o la modifica degli obblighi esistenti;

4. l'introduzione di nuovi obblighi, ai sensi dell'art. 45, comma 3, del Codice delle comunicazioni elettroniche, secondo le condizioni e le modalità indicate ai commi 3 e 4.

L'istruttoria avrà una durata di sei mesi (per la precisione, 180 giorni dalla pubblicazione della delibera in Gazzetta Ufficiale) e, nella verosimile ipotesi che da essa emergano margini di miglioramento delle condizioni di mercato, in termini di parità d'accesso e concorrenzialità tra operatori, l'Authority valuterà le soluzioni da adottare.

Fra le possibilità all'orizzonte c'è anche lo scorporo della rete di accesso detenuta dall'incumbent, citata anche nella delibera con un sottinteso auspicio che sia conseguenza di una decisione aziendale e non dell'Authority: "Telecom Italia - vi si legge - può presentare impegni idonei a garantire che la fornitura di servizi all'ingrosso di accesso alla rete fissa avvenga mediante una effettiva ed efficace separazione fra le attività della rete di accesso ed il resto delle funzioni dell'azienda, nonché con la garanzia di una equivalenza di trattamento - tra gli operatori alternativi e le proprie divisioni commerciali - in relazione alla fornitura dei servizi di accesso all'ingrosso".

In quest'ottica proseguiranno i colloqui tra l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e la direzione della compagnia telefonica, inaugurati lo scorso giovedì con un incontro che ha visto protagonisti Corrado Calabrò, il presidente di Telecom Italia Gabriele Galateri e l'amministratore delegato Franco Bernabè.

Dario Bonacina
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