Metti un XP sui PC ricondizionati

Sui computer rivitalizzati da donare al non profit si può infilare Windows XP. Lo scopo? Evitare che PC ancora utilizzabili finiscano in discarica. Punto Informatico ne parla con Carlo Iantorno di Microsoft Italia. Ecco come funziona

Roma - Aumentano anche in Italia le iniziative volte al recupero dei computer usati e pure Microsoft Italia si muove in questa direzione con un programma che, spiega l'azienda, sta riscuotendo da noi un successo crescente, anche se ancora non paragonabile a quanto accade in altri grandi paesi europei: è il progetto di recupero dei PC usati, rivitalizzazione degli stessi, installazione di Windows XP e donazione dei computer così riportati in vita ad associazioni non profit e organizzazioni accademiche.

"I beneficiari - spiega a Punto Informatico Carlo Iantorno, responsabile Progetti Sociali di Microsoft Italia - sono le organizzazioni non profit e di tipo accademico, scuole, uffici amministrativi delle istituzioni educative, musei, biblioteche pubbliche". A loro l'azienda con i partner del proprio progetto dona quei computer che istituzioni pubbliche, banche ed altre imprese devono dismettere perché non più adatti ai propri scopi, sistemi che hanno però un tempo di vita ben più lungo di così, e che possono essere usati ancora, in molti differenti contesti.

"Pensiamo a molte biblioteche - sottolinea Iantorno - dove magari agli utenti è necessario un computer per accedere ad Internet di quando in quando. Non serve certo una macchina dell'ultima generazione, anche se ha un hard disk limitato oppure non dispone di una memoria stratosferica: è comunque un computer utilizzabile allo scopo. Perché buttarlo?" Il vantaggio è ovvio: meno PC finiscono in discarica, più risorse vanno ai beneficiari. "Senza contare - sottolinea Iantorno - il ritorno di immagine per tutte le imprese che partecipano".
Dietro l'iniziativa, infatti, c'è il tentativo di Microsoft di ampliare il network, la filiera di coloro che si danno da fare per contribuire, donando del tempo, o organizzando una parte del lavoro. "Si pensi ad una impresa - continua il dirigente Microsoft - che abbia uno spazio in magazzino, e che magari coordini degli studenti volontari affinché ripuliscano i computer, li sistemino e li rendano pronti per essere donati. C'è anche un ritorno di immagine con le comunità locali, oltreché una reale soddisfazione per il poter dare una mano a realtà non profit".

I MAR (i progetti di recupero, ndr.) in Calabria, ad esempio, stanno portando alcune decine di computer pronti all'uso in una scuola, altri sono stati attivati anche a Milano per scopi analoghi, tutte iniziative condotte con partner locali.

"In Italia - spiega Iantorno - l'interesse sta crescendo per questi MAR, in Italia ne abbiamo cinque, in altri paesi ce ne sono centinaia. Puntiamo quindi ad allargare sempre più l'iniziativa, in diverse parti del paese. Da parte nostra siamo interessati e disponibili a parlare con le grandi organizzazioni, ad essere dei facilitatori per il trasferimento dei PC, affinché non siano dismessi ma, appunto, riutilizzati".
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