Dario D'Elia

Radio digitali, XM si piega a Universal

Le due trovano un accordo ma XM non vuole far sapere quanto ha pagato. Un prezzo che potrebbe ricadere sui suoi clienti, un prezzo che... ha dovuto pagare

Roma - La vicenda giudiziaria di XM Satellite Radio è giunta al capolinea. Come ha riportato Associated Press, Universal Music Group e XM Satellite Radio hanno trovato un accordo sul Pioneer Inno, il portable player che consente la libera registrazione digitale della musica in broadcasting satellitare.

Universal Music è una delle major che nel maggio 2006 decisero di denunciare la nota Radio per violazioni delle norme sul diritto d'autore: RIAA&C, sostenevano che XM vendesse musica senza alcun permesso, dato che il piccolo portable player archivia digitalmente la musica che l'utente ascolta e ne permette poi il libero trasferimento su PC o altri dispositivi.

XM ha sempre sostenuto la teoria della "ridistribuzione delle royalty" basata sull'insieme degli utenti e degli ascolti e non sul singolo utilizzo. Un modello di business inaccettabile per le major. Almeno fino a qualche giorno fa.
L'accordo, dunque, mette fine alla querelle legale - anche se per ora solo con Universal - ed è forse un segno di un cambiamento in corso. Alcuni osservatori sostengono persino che si siano finalmente creati dei margini di trattativa - un tempo inimmaginabili.

Ma quanto sia costata questa trattativa a XM non si sa: non sono ancora stati divulgati i dettagli economici dell'intesa, e probabilmente non lo saranno mai. Quanto sarà costato a XM il lasciapassare per i diritti di copyright di Universal? E quanto inciderà questo sulla fusione di XM con Sirius Satellite Radio. Secondo qualcuno con questo accordo le major potrebbero già aver "ipotecato" il futuro dell'ormai prossima, e unica, Radio satellitare del NordAmerica.

Dario d'Elia
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