Gaia Bottà

Cartucce per stampanti, denunciata HP

Si punta alla class-action: una singolare denuncia sostiene che il gigante avrebbe stipulato accordi illeciti con un rivenditore USA: 100 milioni di dollari per non fargli distribuire cartucce alternative non originali

Roma - Le cartucce economiche rappresentano una minaccia per gli affari dei produttori di stampanti? Non è un buon motivo perché non si possano trovare in vendita sugli scaffali di centri commerciali e sulle pagine degli store online dedicati ai prodotti per l'ufficio.

Ha sporto denuncia presso il tribunale distrettuale di Boston, Ranjit Bedi: ha chiesto ad HP e a Staples, catena specializzata nella vendita di prodotti per ufficio, di dare conto delle pratiche illegali e anticoncorrenziali che avrebbero giocato in coppia. Nei dettagli: HP avrebbe convinto Staples con 100 milioni di dollari a interrompere la fornitura di cartucce compatibili a basso costo, per ospitare presso gli scaffali solo prodotti originali, marchiati e garantiti.

Bedi, nel documento depositato presso la corte, non offre spiegazioni riguardo alle prove a suffragio della sua ipotesi: si limita a puntare il dito contro le due aziende che, stipulando l'accordo, avrebbero tarpato le ali ad ogni spinta competitiva dei produttori di consumabili, costringendo gli utenti a rinunciare ad alternative economiche e a sottostare al regime di prezzi che le due aziende sarebbero libere di fissare e regolare.
Non trapelano dettagli, Bedi non ha spiegato come sia riuscito quantificare i termini dell'accordo: la vicenda può sembrare incredibile, commenta Engadget, ma non nell'ambito del business di settore. L'industria delle stampanti, che trae ampi guadagni soprattutto dalla vendita di prodotti consumabili, ha già sperimentato le strategie più varie per tutelare le proprie rendite. Cartucce intelligenti che si dichiarano esaurite quando contengono ancora più della metà dell'inchiostro originale, accuse di violazione di brevetti e denunce sulla base del DMCA (fallite rovinosamente) e stampanti blindate sono solo alcune delle strategie messe in campo dall'industria di settore per difendere dalla concorrenza il proprio modello di business. Da qui a dire che HP sia effettivamente colpevole, però, ce ne passa.

Eppure Bedi è sicuro di sé e parla di un modello di business sleale nei confronti dei consumatori. Chiede che il caso assurga a class action, affinché le due aziende coinvolte risarciscano tutti i consumatori che si sentano traditi. La risposta di Staples e HP? Attendono di apprendere i dettagli dell'accusa e di orchestrare una strategia difensiva. Ma, vista l'assenza di una solida documentazione accusatoria, non sembrano affatto preoccupate.

Gaia Bottà
29 Commenti alla Notizia Cartucce per stampanti, denunciata HP
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  • Il signor Gillette fece soldoni a secchiate quando si accorse che se invece di venderli, i rasoi, li avesse regalati, magari mettendoli nella buca delle lettere di potenziali clienti, e avesse basato il business sulla vendita delle lamette, i clienti poi sarebbero stati psicologicamente costretti a continuare a comprarle per tenere viva l'illusione di risparmio data dall'uso di qualcosa di gratuito (il rasoio).
    Il trucco e' vecchio e funziona spesso e bene, anche in altri campi come quello editoriale: quante sono le raccolte con il primo numero a soli 2 Euro e tutti gli altri che regolarmente costano cifre molto superiori? E' uno schema ben collaudato che attira il cliente con un costo bassissimo all'inizio e poi conta sul fatto che molti continueranno perche' senno' i 2 Euro spesi prima, e quelli successivi poi, diventano buttati, cosi' si predispongono piu' facilmente a spendere cifre superiori per i numeri seguenti.

    Nel caso specifico delle stampanti a getto d'inchiostro, il trucco per risolvere i problemi dei costi e' sempre e solo quello di non comprare mai stampanti a getto d'inchiostro.
    Il costo piu' incidente delle stampanti a getto non e' quello di acquisto ma quello di esercizio, per cui anche il tipico discorso "ho gia' una stampante a getto, quindi mi conviene comprare una cartuccia invece di cambiare stampante" in questo caso non ha senso.

    Tenendo in considerazione il costo di esercizio, cosa ben diversa da quello di acquisto, una stampante laser a colori e' enormemente piu' economica di una a getto d'inchiostro e non esiste una sola ragione al mondo per preferire la seconda alla prima, almeno per il tipico utente casalingo o l'ufficio che non lavora con grafica a livello professionale.
    non+autenticato
  • la tua stampante laser a colori stampa le foto su carta fotografica?
    Magari stampa direttamente su cd/dvd stampabili?
    Riesci a trovare refill non originali ma ottimi sotto il profilo funzionale a costi che per le cartucce sono di 1 euro per il nero e 1.5 euro per il colore (canon pixma 3000) e che per chi stampasse davvero in grandi numeri offrono 1 litro di inchiostro a 18 / 24 euro?
  • Bisognerebbe implementare su PI una funzione per mostrare il tempo intercorso fra la lettura di un post e l'inizio della risposta. Sarebbe comodo per conoscere, almeno grossolanamente, se chi risponde si e' concesso di leggere il post fino all'ultima riga.
    non+autenticato
  • Ho preso Brother della famiglia MFC.
    Usano tanichette di plastica che originali costano 12-18 euro e di concorrenza anche 4-6 euro.

    Ci sono i driver per Linux, ti danno assistenza Linux via Email anche direttamente dal Giappone. Se gli segnali bug nei driver per CUPS ti dicono grazie e li mettono a posto mandandoti la risposta diretta senza che ti vada a leggere gli errata sul sito...

    Macchine economiche ma ricche di funzioni.
    Non saranno il top di qualità di stampa e scanner, ma funzionano bene e il rapporto tra costi e benefici è sicuramente a favore dei secondi.
    non+autenticato
  • il costo della cartuccia e' relativo dipende quante pagine stampi,mai sentito parlare di costo copia?
    non+autenticato
  • Cartucce costosissime, continui problemi con gli ugelli (epson in particolare), cartucce blindate da chip che decidono quando la cartuccia e' esaurita.
    Tali pratiche andrebbero proibite per legge, portano a distorsione della concorrenza, a maggior inquinamento e limitano le scelte degli utenti.
    In particolare Epson sta producendo da 3-4 anni stampanti scadenti, con notevoli problemi di pulizia degli ugelli e di consumo delle cartucce.
    Parlo perche' ho avuto per le mani qualcosa come 10 diverse stampanti epson c64 c84 Photo R300, bene nel giro di 2 anni si sono bloccati in modo irrimediabile gli ugelli di tutte queste stampanti e sono state utilizzate solo cartucce originali.
    In 3 stampanti usate solo per stampare a bianco e nero poi sistematicamente ogni 2 - 3 cartucce del nero sostituite veniva richiesta la sostituzione anche delle cartucce a colori, senza aver stampato una sola pagina a colori!
    Ora siamo passati a Canon, Pixma 3000 e 4000 (quindi prima che introducessero chip intelligenti sulle cartucce)
    Stampano da dio, non si bloccano mai, si puo' forzare la stampa anche quando danno messaggio di inchiostro esaurito. Si puo' controllare il livello di inchiostro tutte le volte che si vuole (le cartucce sono trasparenti) si trovano cartucce compatibili a meno di 2 euro.
  • > Cartucce costosissime, continui problemi con gli
    > ugelli (epson in particolare), cartucce blindate
    > da chip che decidono quando la cartuccia e'
    > esaurita.
    > In particolare Epson sta producendo da 3-4 anni
    > stampanti scadenti, con notevoli problemi di
    > pulizia degli ugelli e di consumo delle
    > cartucce.
    > Ora siamo passati a Canon, Pixma 3000 e 4000
    > Stampano da dio, non si bloccano mai, si puo'
    > forzare la stampa anche quando danno messaggio di
    > inchiostro esaurito. Si puo' controllare il
    > livello di inchiostro tutte le volte che si vuole
    > (le cartucce sono trasparenti) si trovano
    > cartucce compatibili a meno di 2
    > euro.

    Ho posseduto una stampante Epson solo per confermare una certa inaffidabilità ed un costo spropositato delle cartucce. Sono tornato in breve ad utilizzare la vecchissima Canon BJC 4300, nonostante la lentezza e ben due riparazioni dovute all'età, che continua a funzionare a casa di mio padre. Io uso una Pixma 3000, scelta in base al costo delle cartucce originali: tra i 9 ed i 13 euro (in base al colore). Quelle compatibili vanno altrettanto bene (tra i 2 ed i 7 euro).
    Sceglierò ancora Canon per la prossima stampante (multifunzione), soprattutto per il rispetto mostrato fino ad ora nei confronti dei clienti.
    non+autenticato
  • > > Ora siamo passati a Canon, Pixma 3000 e 4000
    > > Stampano da dio, non si bloccano mai, si puo'
    > > forzare la stampa anche quando danno messaggio
    > di
    > > inchiostro esaurito.


    > funzionare a casa di mio padre. Io uso una Pixma
    > 3000, scelta in base al costo delle cartucce
    > originali: tra i 9 ed i 13 euro (in base al
    > colore). Quelle compatibili vanno altrettanto
    > bene (tra i 2 ed i 7 euro).
    >
    Io da qualche anno uso la Pixma 4000 con inchiostri compatibili. Ho comprato (per una quindicina di euro mi pare) un set di cartucce vuote dotate di "tappini" per facilitare la ricarica, quindi quando si esaurisce la cartuccia si stappa, si inietta e si procede. L'operazione dura pochi secondi. mai avuto un problema di stampa, e l'inchiostro di ottima qualità costa pochissimo, lo compro in bottigliette da 60 ml sufficienti per 7/8 ricariche a prezzi ridicoli.
    non+autenticato
  • Stessi problemi per me con una Epson fotografica utilizzando solo cartucce originali...mi trovo costretto a metterla da parte dopo aver buttato centinaia di euro in cartucce utilizzate solamente per fare pulizia alle testine senza alcun risultato...veramente scandaloso.
    Ieri ho ricevuto la nuova stampante laser proprio marchiata HP, spero che le cose mi vadano meglio, almeno in fatto di affidabilità, poi per i costi dei toner speriamo cambi qualcosa e ci venga permesso di poter scegliere a parità di qualità il consumabile più conveniente.
    Saluti
    non+autenticato
  • controlla quanto inchiostro la stampante Canon spreca ogni volta che viene accesa (3%) HP no,parliamone
    non+autenticato
  • Non ho avuto il tempo di approfondire: forse c'è già qualche progetto in cantiere.

    In ogni caso, come si sta andando nella direzione del BIOS e del firmware open source per i computer, perché non pensare ad una cosa analoga per le stampanti?

    La tecnologia di stampa è ormai consolidata da anni: le stampanti si differenziano per tecnologia (laser, cera, inkjet, termiche, ad aghi, etc.), risoluzione e velocità.

    Ma tutta la logica e l'algoritmica che vi sono dietro sono ormai le stesse ovunque.

    Basterebbe realizzare un modello a due strati (logica e driver hardware) per realizzare un firmware riutilizzabile per ogni tipo di stampante (in realtà c'è già qualcosa del genere per una stampante 3D, ma è ancora un progetto universitario sperimentale, credo).

    Se conoscete progetti del genere, fatemelo sapere.

    Buon Natale a tutti!
    Sorride

    OOPS! Mi rispondo da solo sul perché non si punta a firmware open source per le stampanti: perché i vari produttori blindano nel firmware anche algoritmi di watermarking per l'identificazione della stampante!

    È cosa risaputa da anni, e rispolverata anche recentemente su PI.

    A bocca storta
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    Modificato dall' autore il 20 dicembre 2007 11.05
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  • Non sono un verde sfegatato: sono soltanto pratico.

    Tutte le volte che mi fanno buttare via una cartuccia io sto buttando via dei soldi.
    La plastica e tutte le componenti della cartuccia, il la sua confezione, l'energia spesa per costruirla e per trasportarla pressi i punti vendita, e tutti i costi indiretti potrebbero essere drasticamente ridotti con il riutilizzo delle cartucce.

    Cosa occorre perché una cartuccia sia riutilizzabile:
    1) gli ugelli di stampa devono essere parte della stampante, e non della cartuccia
    2) le cartucce devono essere ricaricabili
    3) le cartucce devono essere differenziate per colore, in modo da poterle rimpiazzare indipendentemente (OK, questo non è un must)

    Una cosa che si è persa è che mi ricordo che un tempo veniva fatto uno sconto di 1 Euro se si riconsegnavano le cartucce esauste per essere riutilizzate: ora invece ci tocca buttarle, e pagare tasse per lo smaltimento del rifiuto (o se siamo fortunati per il suo riciclaggio).

    In sintesi, paghiamo per comperare qualcosa che siamo obbligati a gettare, per cui siamo ancora obbligati a pagarne lo smaltimento.

    Ma le nostre commissioni per la gestione ambientale a Roma hanno evidentemente, anche loro, 'milioni' di cose più importanti da fare, prima di pensare a predisporre normative nazionali per cui tutto ciò che può essere riutilizzato non possa essere commercializzato in modalità 'usa e getta'.

    ... basterebbe così poco ...
  • l'Hp include nella confezione della cartuccia una busta con affrancatura a carico del destinatario per permettere la spedizione delle cartucce per la loro rigenerazione e smaltimento.

    Ci sono anche catene che vendono cartucce che ti forniscono sacchetti per gettare le cartucce nei contenitori che mettono a disposizione di solito in collaborazione con Legambiente.
    non+autenticato
  • Interessante.

    Restano comunque i seguenti problemi:
    1) l'affrancatura non la paga l'HP ma il consumatore (anche se psicologicamente l'idea di non pagare il francobollo dà un'idea di gratuità)
    2) il trasporto avanti e indietro della cartuccia ha un costo
    3) se la cartuccia non viene riutilizzata ma smaltita, questo ha un costo (che HP gira ai consumatori)
    4) il riconfezionamento della cartuccia per la sua rivendita ha un costo (la confezione poi viene gettata via, e quindi ne paghiamo anche i costi di raccolta e smaltimento)
    5) il sacchetto per raccogliere la cartuccia ha comunque un costo, senza contare il conseguente smaltimento (vedi punto precedente)

    In sostanza, il riutilizzo sarebbe un bene per tutti.

    Ed anche le case produttrici migliorerebbero la propria immagine se consentissero al consumatore di riutilizzare le cartucce.
    Inoltre, per persone come me che comunque comperano le bottiglie di inchiostro per ricaricare le cartucce, non farebbe molta differenza comperare inchiostro dalla HP, mentre ora la HP da me non prende più una lira (a meno che non sia essa stessa a produrre tale inchiostro e a rivenderlo con un diverso brand).

    Esistono poi alternative interessantissime, come le stampanti a cera: non esiste cartuccia: si mette semplicemente una pastiglia di colore nella stampante, fino ad esaurimento.
    Il packaging è ridotto al minimo (e potrebbe essere ulteriormente ridotto, acquistando ricariche in quantità).
  • Sono semi-daccordo con te...questo perchè ho appena buttato una Epson ancora semi nuova perchè la testina era da buttare (provata a pulire in tutti i modi e portata pure al c. assistenza)....ho deciso di comprare canon con testina su cartuccia per non dover mai più buttare la stampante! Comunque ho già visto che esistono kit di ricarica (visto che compatibili con testina non esistono, altra furbata come il chip per tagliare le gambe ai produttori di compatibili)
    non+autenticato
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