Se ODF oggi rosicchia spazi a OOXML si deve anche al fatto che, come noto, il primo è divenuto standard ISO, il secondo invece è ancora nel bel mezzo del processo di standardizzazione ISO,
non avendo ottenuto nei mesi scorsi il via libera alla corsia preferenziale per un'approvazione più rapida. Di interesse il fatto che ANFOR, che rappresenta la Francia in ISO, abbia votato contro la via veloce non nell'ottica di impedire la formalizzazione ISO di OOXML quanto invece perché ritiene più rilevante che ISO si occupi della
convergenza tra i due formati.
A lavorare per portare a casa la formalizzazione a standard in ISO non è solo Microsoft ma anche i tecnici e gli esperti di
ECMA, che ha già formalizzato OOXML come standard e che ha dato il
la alla possibilità per il formato ideato da Microsoft di essere approvato anche in sede ISO. "ECMA - spiega Valboni - sta lavorando in questo momento sulle proposte di cambiamento giunte nei commenti che sono stati avanzati dai vari paesi. Ne sono state prodotte 1700 circa, circa la metà dei commenti unici riconosciuti da ISO. ECMA procede per arrivare al 14 gennaio (la scadenza fissata da ISO, ndr.) avendo risposto a tutte le osservazioni sollevate". La priorità, evidentemente, è aggiornare le proposte per indirizzarle in modo particolare a quei paesi, come il Brasile,
che hanno votato no.
Microsoft ha fiducia che tutto si concluda nel migliore dei modi per il formato proposto dall'azienda. "Non solo c'è una forte volontà di ECMA ma - spiega Valboni - abbiamo anche visto l'atteggiamento di Alex Brown, il
convenor di ISO, che mira a trovare un rapporto con le osservazioni provenienti dai paesi che hanno votato no".
Dunque un dialogo che funziona e che secondo Valboni potrà portare a superare gli ostacoli registrati quando la
fast track non è stata accettata. "In quella situazione, la discussione che c'è stata - sottolinea Valboni - più che vertere sulle questioni tecniche e di merito, è stata invece incentrata su temi laterali, che si credevano ormai superati. Come quello sulla proprietà intellettuale: come noto, ISO la prima cosa che verifica nelle proposte di formalizzazione è se la specifica proposta sia slegata da vincoli di proprietà intellettuale che possano causare problemi ai player in fase di implementazione della specifica stessa. Problemi che erano ben superati ma alla fine si è discusso solo di questo. Non si è invece discusso abbastanza sugli aspetti tecnici che ci auguriamo siano al centro del prossimo meeting".
Formati documentali e l'ItaliaFino a questo momento per quanto riguarda l'adozione dei formati documentali nella pubblica amministrazione, Microsoft rileva nel Belpaese un atteggiamento fondamentalmente attendista. "Senza essere naturalmente coinvolti nel dibattito di mercato - spiega Valboni - a livello centrale c'è un atteggiamento sereno, che punta a procedere senza imboccare una direzione o l'altra".
Il motivo di questa prudenza può riuscire comprensibile: una delle grandi sfide documentali per l'Italia è quella dematerializzazione di cui si è parlato, e che riguarda anche decenni di documenti, un pregresso documentale imponente. "Per metterci le mani sopra - sottolinea Valboni - occorrono importanti investimenti, è naturale che occorra pensarci bene".
Diversa la situazione degli
enti locali, dove come sempre la "vivacità politica è maggiore, c'è più fermento e tinte più ideologizzate". Ci sono alcune province e un paio di regioni che lavorano per stabilire direttive che privilegino un formato rispetto ad un altro "ma per me - conclude Valboni - è alla neutralità tecnologica, all'interoperabilità, ciò a cui bisogna guardare".
a cura di Paolo De Andreis