Alfonso Maruccia

Hanno incastrato Ralsky lo spammer

Uno degli spammer statunitensi più prolifici deve fronteggiare le accuse formalizzate dalla Giustizia USA, che gli addebita frodi telematiche a mezzo spam e riciclaggio di denaro sporco. Spamhaus esulta

Roma - Per Alan Ralsky, professionista delle mail spazzatura attivo nel settore da anni, potrebbe avvicinarsi lo stop definitivo agli affari: secondo quanto annunciato dal Pubblico Ministero della zona distrettuale di Detroit, nello stato del Michigan, l'uomo è stato formalmente accusato, assieme alla cricca dei suoi 10 collaboratori, di aver violato le leggi federali anti-spam.

Le accuse arrivano come epilogo di una lunga operazione investigativa durata tre anni, gestita di concerto da FBI, U.S. Postal Service e IRS Criminal Investigation. Sulla testa di Ralsky e del suo gruppo di spammer pendono 41 diversi capi d'imputazione, nell'ambito di un traffico di mail-truffa pensate per far lievitare il costo di titoli cinesi senza valore venduti poi a prezzo d'oro ad acquirenti ignari della loro reale consistenza.

Ralsky, aiutato dal genero Scott Bradley e da altri, secondo il procuratore ha usato metodi illegali per massimizzare l'effetto delle operazioni di mass-mailing, aggirando i servizi anti-spam e adoperando trucchi di ingegneria sociale per invogliare gli utenti ad aprire le email. Tali "trucchi" comprendono la contraffazione degli header dei messaggi, l'uso di server proxy per camuffare la spedizione dello spam e il ricorso a nomi di dominio intestati a prestanome o nomi fasulli.
A un certo punto della propria attività il gruppo avrebbe fatto uso anche di botnet, network di PC infetti impiegati come snodi sparaspam a totale insaputa dei proprietari di quei computer. Gli accusati rischiano ora una pena massima di 20 anni di galera e 250mila euro di multa per frode postale e telematica.

Il 52enne Ralsky, originario di West Bloomfield, viene descritto dagli investigatori come uno degli spammer più prolifici degli Stati Uniti, in grado di gestire affari da milioni di dollari. "Questo è il più grande business del mondo", aveva dichiarato l'uomo nel 2002, sostenendo fermamente la propria intenzione di non ritirarsi da un settore che lo aveva reso estremamente ricco.

Con l'incriminazione ufficiale, lo spammer dovrà forse rivedere i suoi piani, anche se per ora la giustizia non è riuscita a mettergli le mani addosso: al contrario di molti dei suoi collaboratori, Ralsky non è attualmente reperibile sul territorio statunitense trovandosi all'estero, a quanto pare, per partecipare ad un funerale. Philip Kushner, il suo legale, ha dichiarato alla stampa di voler dare battaglia in tribunale sulla presunta illegalità dell'azione del suo assistito - che sarebbe a suo dire sì uno spammer ma non un criminale - ed è intenzionato a convincere l'uomo a tornare nel suo paese per dichiararsi estraneo ai fatti ascrittigli.

Alfonso Maruccia
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