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OLPC, Intel e Negroponte litigano

Ci hanno provato - dicono - ma non ci sono riusciti. Salta l'accordo tra il chipmaker e il dinamico docente del MIT

Roma - L'intesa tra Intel e il progetto One Laptop Per Child risale solo a pochi mesi fa. Ma ora, a distanza di poco tempo, Intel se ne tira fuori. Le ragioni? Nicholas Negroponte, presidente di OLPC, avrebbe avanzato richieste che Intel dichiara di non poter accogliere: un portavoce dell'azienda ha riferito che Negroponte avrebbe chiesto al chipmaker di dedicarsi esclusivamente al modello XO di OLPC mettendo da parte tutte le altre pianificazioni. Non solo: Intel avrebbe anche dovuto interrompere i servizi di supporto ad analoghe iniziative, anche se erogati attraverso suoi partner e distributori.

Il desktop del sistema"Il fatto importante non è il concentrarsi sulla (singola, ndR) piattaforma", ha detto il portavoce di Intel. Piuttosto, "riteniamo che non vi sia una soluzione univoca". Di certo vi è che il Classmate PC di Intel e il progetto OLPC sono stati vissuti dal gigante del silicio come antagonisti, prodotti dunque che hanno ingaggiato una competition degna di ben altri segmenti di mercato. E Intel in passato ha bollato il prodotto di OLPC come un semplice "gadget da 100 dollari", una diminutio di certo indigesta a Negroponte.

Il nuovo annuncio di Intel, causticamente accolto in rete, getta un'ombra spettrale su uno degli elementi di maggior rilievo di un progetto dalle molteplici sfaccettature, i cui obiettivi sembravano poter dare un contributo concreto per colmare il digital divide. Come se non bastasse, Negroponte accusa Intel di aver tentato di recedere da un accordo già siglato in Perù, adducendo come motivazione la presenza di alcuni bug in XO. "Ci abbiamo provato, ma una vera partnership non c'è mai stata", ha dichiarato Negroponte. "Non c'è una sola cosa nei contratti o negli accordi con cui siano riusciti a convivere", ha tuonato il presidente di OLPC, esternando il suo dissenso nei confronti di Intel.
Una pubblicità di OLPCChuck Mulloy, portavoce del chipmaker, ha negato che l'azienda abbia violato alcun accordo, ma ha anche sottolineato che Intel non intende accettare diktat sulle proprie strategie di commercializzazione del proprio Classmate PC.

"Siamo stati solo distolti dai nostri programmi con questa vicenda", ha detto Negroponte, che ritiene di avere le carte in regola per continuare ugualmente a perseguire i propri obiettivi. In rete il rumore mediatico che la vicenda sta producendo è molto forte: qualcuno parla di un conflitto commerciale, altri ci vedono anche qualcosa di più.

Marco Valerio Principato
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