Alfonso Maruccia

Intel chiama l'antitrust europeo

Il chipmaker di Santa Clara non ci sta a finire al rogo delle inchieste anti-monopolio del Vecchio Continente. E si prepara alla battaglia

Roma - Il gigante dei microprocessori Intel, finito sulla graticola delle iniziative antitrust in varie parti del mondo, è alla ricerca di un chiarimento almeno con la Commissione Europea, e per tale motivo ha inviato un documento scritto alla UE in risposta alle accuse di abuso di posizione dominante nella eterna lotta tecnologica e commerciale contro l'avversario di sempre AMD. Il chipmaker chiede inoltre di essere ascoltato dall'Autorità in una audizione.

La società è stata formalmente chiamata in causa dalla UE nel luglio scorso, con addebiti che rappresentano il punto di approdo di uno sforzo investigativo durato anni con tanto di raid negli uffici europei di Intel alla caccia di prove. L'ipotesi avanzata è che il chipmaker abbia approfittato della propria posizione dominante sul mercato per offrire lauti sconti ai rivenditori disposti a trasformarsi in punti di distribuzione "Intel-only". Tutto a scapito di AMD.

Quale che sia la risposta del chipmaker alle accuse dell'antitrust europeo, per ora il documento rimane coperto dal riserbo. Ma è piuttosto probabile che, vista la crescente attenzione degli organismi di controllo in ogni angolo del globo, le dinamiche sul mercato dominato da Intel possano in futuro essere scardinate d'autorità.
A puro titolo di confronto, l'ultima iniziativa dell'Antitrust del Vecchio Continente contro i giganti dell'informatica ha prodotto la ben nota multa di quasi 500 milioni di euro a carico di Microsoft.

Alfonso Maruccia
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