Gaia Bottà

Microsoft: il server lo porta la cicogna

Chi è un vero uomo lo compra per tutta la famiglia

Roma - "Quando la mamma e il papà si vogliono tanto bene, il papà fa alla mamma un regalo speciale". Il regalo che il babbo dalle gote rosate porge alla mamma innamorata è un Microsoft Home Server. Lo dice proprio Microsoft in una singolare campagna densa di autoironia, rinforzata da un sito e un libercolo per la formazione dei piccoli americani e delle loro famiglie.

Chi possiede un server è vittima dei bulli!Se il server dunque spaventa i bimbi, austero e ronzante nello studio di casa, i genitori non devono temere. Per uscire indenni dalla spinosa situazione di dover spiegare ai pargoli la presenza dell'intruso, per aiutare i piccoli a familiarizzare con lo scatolotto nero che ha fatto la sua comparsa in casa, i genitori possono accoccolarsi accanto ai figli, rimboccare loro le coperte e leggere loro "Mommy, Why is There a Server in the House?", Mamma, perché c'è un server in casa?. I bimbi, promette il sedicente luminare della psicologia infantile autore del libro, faranno amicizia con il server, impareranno ad utilizzarlo e a volergli bene, come fosse un membro della famiglia. Il testo, che rispetta tutti i canoni della letteratura per l'infanzia, è disponibile online e sarà venduto su Amazon.

Disarma e disorienta "Stay-At-Home Server", server casalingo, la campagna da dieci milioni di dollari commissionata da Microsoft all'agenzia pubblicitaria Creature, specializzata in advertising virale.
Nonni diffidentiIl testo per i bimbi non è che un elemento della campagna, declinata in video e manifesti che, per convincere le famiglie a portarsi a casa un server, parodiano in maniera aggressiva le abitudini degli americani e gli stereotipi con cui vengono rappresentati.

In manifesti disseminati in tutti gli States, il nonno un po' rude si chiede se un server in casa possa servire a cuocere i dolcetti. A convincerlo penserà il conduttore del talk show studiato per l'occasione. Belloccio e ammiccante è stato sguinzagliato per finzione nelle case degli americani per provocarli e sedurli, per indurli a mettersi un server in camera da letto.

Se il capofamiglia si doterà del prodotto Microsoft perché "i veri uomini comprano dei veri server", anche l'angelo del focolare, ammaliata dal fascino del conduttore, dichiarerà di apprezzare il bussolotto multifunzione, perché le consente di stare a casa con i bimbi in tutta sicurezza.



La campagna sortirà lo stesso effetto sul target a cui è indirizzata? Le reazioni in rete sono contrastanti, le dissonanze cognitive indotte nella platea dei netizen sono imponenti. C'è chi ha letto nel libricino per i bimbi un tentativo di Microsoft di fare un lavaggio del cervello ai piccoli americani, c'è chi ha evidenziato un nonsoché di misogino nello stereotipo della donna rappresentato nella campagna, c'è chi addirittura si chiede se i video Microsoft siano una campagna autoironica o una parodia mordace. I rumors proliferano, le voci si rincorrono, il passaparola incalza. Obiettivo raggiunto.

Gaia Bottà
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