Alfonso Maruccia

Tutti gli studenti avranno Internet a casa

Lo vuole il Governo britannico, secondo cui non è sufficiente la crescente diffusione della rete nelle scuole. Sono ancora moltissimi quelli che quando tornano a casa precipitano nel gorgo del digital divide

Londra - Al numero 10 di Downing Street prendono la connettività in rete molto seriamente. L'opinione dei politici inglesi è che senza accesso alla rete non possa esservi una vera educazione alla società della conoscenza, e al contrario di certi paesi mediterranei nel Regno Unito i rappresentanti del popolo sono talvolta vincolati alle promesse che fanno, ragion per cui si prospetta, sul medio termine, l'estensione della connettività domestica a tutti gli studenti delle scuole superiori del Regno che ancora ne siano sprovvisti.

Lo rivela il Ministro dell'educazione Jim Knight, che in occasione dell'evento British Education Training Technology (BETT) ha rivelato un piano del governo pensato per dotare ogni singolo alunno della scuola inglese di una connessione a banda larga a casa propria. "Dobbiamo trovare un modo di rendere l'accesso universale, altrimenti non sarà mai equo. Più di un milione di ragazzi, e le rispettive famiglie, non ha accesso a un computer in casa", ha dichiarato Knight.

Per risolvere il problema è stata messa in piedi la Home Access Task Force, presieduta dallo stesso ministro, che ha il compito di stabilire le regole fondamentali per l'iniziativa, a partire dagli accordi con provider e fornitori di materiale informatico. Si tratta in sostanza di trovare un'intesa sui prezzi di prodotti e servizi, e quindi su quanto il governo inglese dovrà spendere per portare Internet e il PC in tutte le case degli scolari non-informatizzati.
Altri dettagli non sono al momento disponibili, né si fa accenno a eventuali contributi alle famiglie per l'acquisto di personal e connessione. Knight ha rivelato che il progetto pilota del governo è stato dotato di un fondo di 600mila sterline, gestito dall'istituzione governativa British Educational Communications and Technology Agency (BECTA) e diretto a coinvolgere società come RM, Microsoft, PC World, Dell, Intel, British Telecom.

"Dobbiamo cercare di rendere i prezzi quanto più realistici possibili. La cosa positiva è che si può negoziare con le autorità educative locali, potendo fornire prezzi più bassi della norma" ha dichiarato Andy Bruen, che gestisce per PC World un progetto pilota con British Telecom e Toshiba per le forniture informatiche in cinque scuole del Regno. Il primo rapporto della Home Access Task Force è previsto per questa primavera, e solo allora verrà stilata una policy dettagliata su chi potrà partecipare al programma e a quali condizioni.

Nel mentre, il ministro Knight ha sfruttato il palco del BETT per annunciare anche un'ulteriore iniziativa informatica con al centro gli istituti educativi, ovvero un sistema di informazione in tempo reale sul rendimento scolastico degli alunni, accessibile da qualunque luogo vorranno i loro genitori. In questo caso però si parla di tempi piuttosto lunghi, con il sistema che dovrebbe andare a pieno regime entro il 2010.

Alfonso Maruccia
3 Commenti alla Notizia Tutti gli studenti avranno Internet a casa
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  • Personalmente non ho dubbi che il governo inglese punti sulla connettività:
    1) a parte gli aspetti di civiltà che la diffusione dell'informazione comporta (a Londra una connessione a 25 Mbit con telefonate nazionali ed internazionali incluse viene circa come un contratto Tiscali flat base!)
    2) resta il fatto che in Inghilterra il tracciare gli individui e le loro azioni è un'esigenza molto sentita dal governo (vedi Echelon, la quantità di telecamere installate, le leggi antiterrorismo, l'obbligo di fornire le proprie password, etc.): quale miglior modo di tracciare i cittadini, se non regalandogli l'opportunità di utilizzare canali di comunicazione facilmente tracciabili?

    In ogni caso i benefici per la cittadinanza sono a dir poco eccezionali; a titolo d'esempio, costituire una società in Inghilterra è un fatto di pochi click su un sito del governo; altro che notai, camere di commercio, bolli, tasse, etc.

    Viviamo come degli uomini di Neanderthal, che non sono in grado neppure di concepire i marziani, neanche se li vedono atterrare con la propria astronave davanti alle nostre caverne.

    P.S.: se a Ventimiglia fate un passo e scavalcate il confine con la Francia, già da anni una connessione da 20 Mbit viene al prezzo dell'attuale tariffa flat più bassa.
    Ai confini della Francia, dico, non a Parigi!
  • Io credo che senza andare a scomodare il paranoiaismo (neologismo che si addice ai commenti su PI) questa possa essere vista come una scelta economica.
    Le società del primo mondo sono sempre + legate all’economia che sta dietro internet, dal marketing al viral marketing passando per il semplice acquisto dei biglietti aerei low cost e tutto quello che la rete porta con se.
    Quindi io la vedo + nell’ottica di stimolo di quell’economia che di ulteriore manovra di controllo sociale.
    non+autenticato