Assolto per curiositÓ

di V. Frediani (Consulentelegaleinformatico.it) - Consultare per fini personali un database pubblico a cui si ha accesso per motivi d'ufficio pu˛ essere considerato reato. Ma se il motivo Ŕ la curiositÓ, allora le cose possono cambiare

Roma - Costituisce reato consultare il data base aziendale senza alcun specifico motivo di lavoro? Cioè solo per dare un'occhiata ai fatti altrui? No, sembrerebbe proprio di no.
A stabilirlo è stato il Giudice delle Indagini Preliminari presso il Tribunale di Nola, che ha ritenuto non perseguibile un dipendente dell'Agenzia delle Entrate che potendo accedere per motivi di ufficio nel data base dell'Agenzia, è andato a dare una fugace occhiata ai redditi di Prodi e Signora.

Il reato contestato dal Pubblico Ministero era quello di accesso abusivo all'Anagrafe Tributaria. Ricordiamo che la fattispecie contestata al dipendente statale è quella di cui all'art. 615 ter codice penale, che dispone: "Chiunque abusivamente si introduce in un sistema informatico o telematico protetto da misure di sicurezza ovvero vi si mantiene contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo, è punito con la reclusione fino a tre anni. La pena è della reclusione da uno a cinque anni se il fatto è commesso da un pubblico ufficiale o da un incaricato di un pubblico servizio, con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti alla funzione o al servizio."
Non un reato da prendere sottogamba, insomma.

Nei fatti, il dipendente dell'Agenzia delle Entrate evidentemente incuriosito dal verificare la pressione fiscale gravante sul Premier e la coniuge, ha "approfittato" della sua qualità di operatore con accesso ad una delle banche dati più interessanti a livello nazionale, ed ha visionato dati senza alcuna autorizzazione. In suo soccorso però, in sede giudiziale, ha giocato proprio la famigerata legge sulla privacy, potendosi definire i dati visionati, non riservati né sensibili, ma solo personali e peraltro conoscibili. Il Giudice competente ha così ragionato escludendo la sussistenza dell'introduzione abusiva, in quanto assente una espressa volontà dell'Amministrazione dall'escluderlo dall'accesso.

E qui si apre un dubbio, tutto giuridico, ma inevitabile: sicuramente l'accesso abusivo al sistema non è reato configurabile, ma quello di trattamento illecito dei dati, sì. Difatti, anche la sola consultazione al di fuori dello svolgimento delle proprie mansioni, soprattutto se sussistente una nomina ad incaricato ad hoc, può certamente costituire un trattamento illecito secondo le previsioni riferite alle fattispecie penali del decreto legislativo n. 196/2003.
Ma questa legge sulla privacy non sembra essere percepita per la portata che inizialmente il legislatore le aveva riservato. Allo stato attuale è difficile che un privato o le procure procedano penalmente per violazioni penali della normativa in materia di riservatezza, eppure quando scattano i controlli da parte della Guardia di Finanza, l'attenzione sul rispetto di questa normativa non è di basso livello.

La notizia-sentenza è singolare, perché apre le porte ad una scriminante di nuova generazione: la curiosità. In sostanza essere curiosi ed agire sulla scia di tale curiosità, può esimere da dover applicare tassativamente la normativa sulla privacy. Sarebbe curioso sapere cosa ne pensa l'Autorità Garante in materia di protezione di dati personali, considerata la grande attenzione che ultimamente si sta dando al concetto di riservatezza, e sarebbe altrettanto interessante capire qual è il confine tra trattamento lecito e trattamento illecito, quando un soggetto compie delle operazioni anche di sola consultazione, di nascosto dal titolare del trattamento e senza specifica autorizzazione.

Nessuno vuol essere colpevolista su una "sciocchezza" di questo tipo, ma sarebbe ora di dare una identità alla normativa in materia di privacy e non tirarla fuori solo per multare mancanze di informative o telecamere non a norma!

Avv. Valentina Frediani
www.consulentelegaleinformatico.it
www.consulentelegaleprivacy.it
11 Commenti alla Notizia Assolto per curiositÓ
Ordina
  • "...potendosi definire i dati visionati, non riservati né sensibili, ma solo personali e peraltro conoscibili".
    E' qui il vero punto della questione. Infatti i totali delle dichiarazioni dei redditi dei parlamentari e governanti sono pubbliche. Attraverso il portale dell'anagrafe tributaria l'imputato ha acceduto a queste informazioni per altra via, pur sempre visionando dati comunque accessibili al pubblico. Se avesse controllato i conti di un pinco pallino qualunque questa "attenuante" non ci sarebbe stata.
    non+autenticato
  • voglio dire, non lo hanno assolto perchè era curioso ma perchè a un certo punto dell'articolo c'è scritto "..., in quanto assente una espressa volontà dell'Amministrazione dall'escluderlo dall'accesso. ". Cioè se uno dà la user/password per consultare un db quello può fare quello che vuoi visto che non c'è niente che dice puoi fare tutto tranne vedere il reddito di prodi !!! quindi quelli delle agenzie delle entrate che si sveglino e inseriscano le giuste policy all'interno del sistema altrimenti fatte perdere tempo e denaro alla magistratura e alle persone.
    non+autenticato
  • Beh, anche il tuo intervento non scherza, pero'...

    sto' vorrebbe stare per "questo"; e mi starebbe anche bene, se non che va scritto con DAVANTI un apostrofo che indica l'elisione della prima sillaba, e non con un accento tonico sulla parte restante...
    ... piu' o meno in questo modo: 'sto

    [sono costretto all'uso dell'apostrofo in luogo dell'accento da una tastiera straniera che ignora le vocali accentate]

    doct.alfridus
  • L'articolo dell'avv. frediani e' sbagliato perche' non c'e' nemmeno il reato di trattamento illecito perche' manca il fine di trarne profitto. L'art. 167 Codice privacy dicePerplessoalvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, al fine di trarne per sé o per altri profitto o di recare ad altri un danno.

    Per favore, correggete il testo.
    non+autenticato
  • > Per favore, correggete il testo.

    Mi sa che ti sbagli tu.
    non+autenticato
  • Invece il reato c'è: il profitto non è uguale al lucro; evidentemente non conosci la differenza; anche un solo vantaggio di tipo morale o la curiosità stessa cositutisce profitto... il lucro è guardagno... ed è altra cosa...

    - Scritto da: nome e cognome
    > L'articolo dell'avv. frediani e' sbagliato
    > perche' non c'e' nemmeno il reato di trattamento
    > illecito perche' manca il fine di trarne
    > profitto. L'art. 167 Codice privacy dicePerplessoalvo
    > che il fatto costituisca più grave reato,
    > chiunque, al fine di trarne per sé o per altri
    > profitto o di recare ad altri un
    > danno.
    >
    > Per favore, correggete il testo.
    non+autenticato
  • aaaaahhhhhh...peccato non è riuscito a scrutare nei redditi di quegli altri porci maiali al governo,avremmo visto un sacco di belle cose! ehehehehhe Sorride
  • Se l'avesse fatto, si sarebbe "suicidato".
    non+autenticato
  • 1) E se invece di prodi avesse visto la dichiarazione dei redditi di suo cognato sarebbe uscito stò can can?

    2) Come han fatto ad accorgersi? Cioè i dati di PProdi e C. son sotto stretto controllo? di che han paura?
    non+autenticato
  • > 2) Come han fatto ad accorgersi? Cioè i dati di
    > PProdi e C. son sotto stretto controllo? di che
    > han
    > paura?

    Di sicuro viene loggata la consultazione di tutti gli archivi di una certa importanza...

    poi c'è magari un po' più di attenzione a evitare che dati tributari dei BIG vengano dati in giro... Sai magari uno vede quante poche tasse paga un politico contro quanti soldi c'ha e si incazza pureCon la lingua fuori
    non+autenticato
  • - Scritto da: sipforever
    > 1) E se invece di prodi avesse visto la
    > dichiarazione dei redditi di suo cognato sarebbe
    > uscito stò can
    > can?
    >
    > 2) Come han fatto ad accorgersi? Cioè i dati di
    > PProdi e C. son sotto stretto controllo? di che
    > han
    > paura?
    Semmai è fortunato per aver voluto curiosare da quella parte, perché caro mio se gli saltava in mente di curiosare dall'altra magari si ritrovava con le soprascarpe pesanti, capisciamme'?
    non+autenticato