Luca Annunziata

Gioca jouer tra le folle. Ecco come

Uno studio statunitense mescola frattali e GPS per analizzare i luoghi affollati. Lo scopo? Elaborare percorsi più sicuri e labirinti dello shopping infinito

Roma - Paul Torrens è un professore della Arizona State University e studia le folle. Che si tratti di fashion victim durante i saldi o di impiegati in fuga da un allarme antincendio, l'accademico ne analizza i percorsi, la velocità di spostamento, le deviazioni e gli assembramenti. Obiettivo: realizzare un modello di comportamento tipico e applicarlo alla progettazione di percorsi pedonali e vie di fuga.

Folla in fuga in un canyon metropolitanoIl suo ultimo studio al riguardo, segnalato da Bruce Schneier, si intitola Spatial and temporal analysis of pedestrian egress behavior and efficiency (Analisi spaziale e temporale delle caratteristiche e dell'efficienza delle vie di fuga pedonali). Combinando la rilevazione GPS di un itinerario pedonale con una analisi di tipo frattale, Torrens illustra le differenze di complessità dei vari percorsi per trovare l'uscita in un luogo più o meno affollato.

L'analisi frattale, dice Torrens, sembra molto promettente: con calcoli relativamente semplici consente di condensare diversi aspetti qualitativi dei percorsi in un singolo valore. Quest'ultimo è in grado di esprimere in maniera chiara il reale indice di facilità di uscita, che si tratti di fuga o semplice desiderio di solitudine, da un posto affollato.
Grazie ai dati ottenuti, è possibile anche costruire un modello matematico per simulare il comportamento di un gruppo di persone all'interno di una struttura nota. Ipotizzando il normale flusso pedonale o inserendo un fattore che modifichi drasticamente le condizioni a contorno (un incendio o qualche altro tipo di evento), lo studioso è anche in grado di realizzare una simulazione tridimensionale di quanto accadrebbe nella realtà.

Modello tridimensionale di una folla in fugaI vantaggi sarebbero indubbi. Torrens cita, ad esempio, la possibilità di ridisegnare i percorsi urbani per prevedere l'eventualità di attacchi terroristici. Oppure la progettazione di centri commerciali labirintici, che riescano a tenere al loro interno gli acquirenti fino a fargli spendere tutte le energie ed esaurire il conto in banca.

Si tratta comunque di una branca di studio ancora agli inizi, spiega Torrens: in futuro occorrerà analizzare dati ottenuti da gruppi eterogenei in fatto di età, sesso e struttura fisica, al fine di poter elaborare un modello il più possibile corretto per evitare incidenti dovuti al sovraffollamento.

Luca Annunziata
8 Commenti alla Notizia Gioca jouer tra le folle. Ecco come
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  • Gli studi sul comportamento umano sono giusti. pero che non siano usati soltanto per vendere di più, ma anche per ragioni di sicurezza dei luoghi pubblici.
    In ogni caso, nessuno mi ha obbligato a comprare le noccioline solo perchè erano sul primo scaffale. Se l'ho fatto è perchè l'ho voluto io. Il consumatore tonto c'è sempre, ma è raro.
    non+autenticato
  • Provate ad entrare in un Ikea (uno qualsiasi)

    Per poco non mi prendeva una crisi claustrofobica .... altro che via di fuga studiata e programmata.

    Ikea e' un labirinto dove ti trattano come un topolino da laboratorio.
    non+autenticato
  • > Provate ad entrare in un Ikea (uno qualsiasi)
    >
    > Per poco non mi prendeva una crisi claustrofobica
    > .... altro che via di fuga studiata e
    > programmata.
    >
    > Ikea e' un labirinto dove ti trattano come un
    > topolino da
    > laboratorio.
    P.S. i cartelli verdi in alto con l'omino che corre?A bocca aperta
    non+autenticato
  • devono averlo ucciso...
  • - Scritto da: Claudia
    > Provate ad entrare in un Ikea (uno qualsiasi)
    >
    > Per poco non mi prendeva una crisi claustrofobica
    > .... altro che via di fuga studiata e
    > programmata.
    >
    > Ikea e' un labirinto dove ti trattano come un
    > topolino da
    > laboratorio.

    Verissimo, anche se oramai ho imparato tutte le scorciatoie per non dovermi sorbire tutto il percorso obbligato, ed andare direttamente alla mia destinazione.
    E non mi danno nemmeno la nocciolina alla fineTriste

    Comunque ci sono fior di studi e simulazioni su come trattenere il cliente tra gli scaffali in maniera più o meno subdola, tramite la disposizione degli scaffali e dei prodotti su di essi.
    Esempio: la roba superflua bene in vista, preferibilmente alle casse ad altezza bambino.
    La roba indispensabile (sale, zucchero, latte ecc.) ben nascosta.
    Frutta e verdura, elettronica e roba "allegra" dai colori vivaci vicino all'ingresso.
    L'acqua minerale che riempie il carrello nel lato più lontano
    Eccetera...

    Anche le onnipresenti telecamere vengono usate attivamente per studiare il comportamento dei clienti. Non mi stupisce che praticamente non esistono supermarket online con consegna a domicilio o drive-through (se ce ne sono di convenienti fatemi sapere). Il cliente deve perdersi e posare l'occhio su quante più cazzate possibile.
    Funz
    13021
  • Beh, non mi sembra certo una pratica truffaldina o disonesta.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > Beh, non mi sembra certo una pratica truffaldina
    > o
    > disonesta.

    Certo che no, ma essere trattati come una cavia da laboratorio...

    Anche se, molta gente è a quel livello di intelligenzaCon la lingua fuori
    Funz
    13021
  • - Scritto da: Claudia
    > Provate ad entrare in un Ikea (uno qualsiasi)
    >
    > Per poco non mi prendeva una crisi claustrofobica
    > .... altro che via di fuga studiata e
    > programmata.
    >
    > Ikea e' un labirinto dove ti trattano come un
    > topolino da
    > laboratorio.

    Idem per il Mercatone Uno
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