Tech, licenziamenti a raffica

In poche ore si accumulano notizie di numerosi licenziamenti nel settore tecnologico

Roma - Giorni durissimi per i lavoratori del settore tecnologico e dintorni, con annunci che hanno colpito gli osservatori perché si sono susseguiti nel giro di poche ore.

L'ultimo in ordine di tempo arriva da Cnet Networks, società che gestisce news.com, azienda che secondo il Wall Street Journal, sta continuando a ridurre il proprio staff. Dopo la compressione degli ultimi due anni è la volta di alcuni dirigenti senior, a cui vengono date buoneuscite e benefit per indurli a dimettersi. Una operazione che potrebbe essere legata anche al tentativo della Board di Cnet di respingere i tentativi di scalata che arrivano da alcuni fondi finanziari.

Molto più pesanti i bilanci che riguardano le decisioni di Nokia in Germania. La chiusura di una fabbrica di componenti per i dispositivi mobili prodotti dal gigante finlandese si prevede che porti al licenziamento di 2.300 operai. Nokia ha spiegato che il costo della produzione in Germania è divenuto troppo alto. Non si può escludere che le necessità dell'azienda saranno in futuro coperte da impianti nei paesi in via di sviluppo, dove il costo del lavoro è enormemente più basso.
Sono invece 1000 i lavoratori che Applied Materials si appresta a licenziare: l'azienda che cura la realizzazione dei sistemi di produzione utilizzati dai produttori di microchip si trova nel pieno di un programma di ristrutturazione che punta, dice la dirigenza, a recuperare efficienza. Un progetto che prevede anche un ampio piano di tagli dei costi.

Infine ha sollevato rumore l'annuncio di EMI, la celebre etichetta discografica, di licenziare 2000 persone, un licenziamento che sembra dovuto alle decisioni dei soci controllanti di recuperare rapidamente gli investimenti effettuati e portare ad una maggiore efficienza sul piano amministrativo. Sebbene non sia una società dell'hi-tech, molti vedono nei licenziamenti EMI una conseguenza delle difficoltà che l'etichetta incontra con l'avvento delle nuove tecnologie e la riduzione delle vendite di CD. Inoltre EMI è nel mirino perché abbandonata di recente dai Radiohead, la celebre band che ha scelto Internet per promuovere il suo ultimo album, e perché sono ormai diversi i grossi nomi della sua "scuderia" di artisti che hanno fatto capire che stanno ragionando sul loro futuro, un futuro forse senza EMI.
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