Gandalf.it/ La strage degli innocenti

di Giancarlo Livraghi. I minori sono vittime di violenze di cui non ci si occupa con adeguato impegno, grazie al mostruoso depistaggio prodotto da chi ha deciso di concentrare energie e risorse nella direzione sbagliata: internet

Roma - Le persecuzioni contro l'internet non sono più così evidenti e clamorose com'erano qualche anno fa, ai tempi delle crociate contro la rete e di altre scatenate "demonizzazioni". Ma continuano, con sorniona e insistente frequenza. Non solo nelle notizie e nei commenti dei mass media, ma anche in varie attività di infiltrazione, censura più meno mascherata e procedimenti giudiziari.

Serpeggiano nelle cronache. Due bambine vengono rapite e uccise in Inghilterra. Giornali e televisioni si precipitano a dire che sono state "catturate" tramite la rete - cosa che viene subito smentita dagli inquirenti e non trova alcuna conferma nei successivi sviluppi dell'indagine. Ci sono infiniti altri esempi dello stesso genere, compresi alcuni casi di omicidio o di persone "scomparse" che, per fortuna, sono state ritrovate sane e salve. È quasi d'obbligo che si tenti di "metterci di mezzo" l'internet e si scopre quasi sempre che la rete non c'entra. Qualche volta poi si pubblica la smentita, o un aggiornamento meno sciocco della notizia. Più spesso si tace. Comunque, intanto, il danno è fatto. Come diceva l'astuto e perverso Talleyrand: "Calomniez, calominez, quelque chose restera". Per non parlare di una nota aria del Barbiere di Siviglia. (Vedi La crociata, il macigno e il venticello).

Continua l'insensata e perversa abitudine di sequestrare computer con i più svariati pretesti. La situazione è così assurda che (per esempio) nel caso dell'assassinio di Marco Biagi, quando un magistrato, correttamente, ha raccolto tutte le informazioni che potevano servire all'indagine senza sequestrare macchine né hard disk, è stato accusato dai giornali di incuria perché non aveva inflitto quell'inutile pena alla famiglia della vittima.
Prima di proseguire, vorrei chiarire che non ho alcun preconcetto contro la magistratura e le "forze dell'ordine". Non sono mai stato processato né imputato. Non sono mai stato (che io sappia) "inquisito". Solo in rare occasioni mi sono trovato in un tribunale come testimone o perito. Ma accade nella vita di conoscere, per altri e più tranquilli motivi, magistrati, carabinieri e funzionari di polizia. Molti di loro sono persone corrette, ragionevoli, civili. Compresi quelli che non indagano inutilmente sugli innocenti e non ricorrono a insensate repressioni.

Ciò premesso - con non poco disgusto mi trovo a dover ritornare sullo sgradevole argomento della pornografia e della pedofilia. Sappiamo, da sempre, che il maltrattamento (sessuale o non) dei minori è un male antico e profondo. Sappiamo che non si fa abbastanza per combatterlo. Che sia possibile incidere, almeno in parte, sulle radici è dimostrato da alcune cose ben fatte. Come nel caso di un'indagine internazionale, nata in Danimarca ed estesa ad altri paesi (fra cui gli Stati Uniti). Usando diversi strumenti (di cui uno, ma non il principale, è l'internet), ed evitando clamori prematuri che avrebbero ostacolato l'indagine, si è arrivati a identificare e incriminare persone colpevoli di mostruosi delitti. Pare che ci fossero, fra l'altro, genitori che abusavano dei loro figli e mettevano in commercio immagini di quelle violenze. Quante altre situazioni del genere si nascondono nelle pieghe oscure della società e non sono ancora state scoperte?

Lo scandalo esploso nell'aprile 2002 nella diocesi di Boston non è certo un caso isolato. Giustamente un'autorità cattolica obiettò che non è corretto infierire su una sola chiesa quando problemi simili si annidano in infinite altre congregazioni, ecclesiastiche o non. Ma dopo quella clamorosa vicenda quanto si è fatto, nelle chiese, nelle scuole, nei collegi, negli oratori, nelle organizzazioni religiose o laiche di tutto il mondo per cercare di sradicare il male? Per quanto ne sappiamo, poco o nulla.

Le ondate di fragorose campagne antipedofilia in Italia, che si sono susseguite dal 1998 a cicli ricorrenti, hanno ottenuto scarsissimi risultati. Sono state condannate pochissime persone, colpevoli di possedere o distribuire immagini di sessualità minorile. Le condanne sono state relativamente miti, perché nessuno degli imputati aveva abusato di un bambino o di un adolescente. Non è mai stato identificato o raggiunto alcuno dei colpevoli di simili abusi - che continuano, nelle famiglie e in altri luoghi, quasi del tutto indisturbati.

Insomma è un fallimento tanto clamoroso quanto erano assordanti le fanfare dei crociati. Mentre sono state sottoposte a incredibili persecuzioni centinaia, probabilmente migliaia, di persone che sono del tutto innocenti - o, nei casi peggiori, hanno l'unica colpa di guardare o conservare, con "malsana curiosità", immagini di gusto e contenuto molto discutibile - oppure di aver partecipato a qualche dialogo su argomenti di quella specie. Cose che possono violare la legge o ripugnare alla morale, ma non somigliano in alcun modo alle reali e gravi violenze su cui nessuno, o quasi, sta indagando con la necessaria efficacia.

Oggi se ne parla meno diffusamente, ma quelle sconsiderate operazioni continuano. Un esempio (fra tanti) è un messaggio che mi è arrivato in questi giorni. L'autore mi ha gentilmente autorizzato a pubblicarne una parte - anche se, naturalmente, non posso rivelare il suo nome, o la sede del processo, o alcun altro dettaglio che possa permettere di risalire al caso specifico.

Siamo i genitori, disperati, di un bravo e serio ragazzo che ha commesso l'ingenuità di scaricare sul suo computer immagini "pedofile" (?) spedite da adescatori della Polizia Postale.
Ora è indagato di un reato orribile e assurdo (siamo una famiglia perbene). Data l'indeterminatezza e la pericolosità della legge 269/1998 cerchiamo di tutelare dai rischi nostro figlio, primo tra tutti da quello di vedere il suo nome infangato. La sua vita sarebbe rovinata (lavoro, fidanzata...)......


Non conosco l'autore di quel messaggio, né i dettagli dell'indagine. Ma ho motivo di pensare che sia davvero una "famiglia perbene" e che dica la verità - con una pacata chiarezza che merita rispetto, se non ammirazione, viste le circostanze in cui si trova. Credo che il figlio sia innocente - ma non posso avere la certezza assoluta che qualcuno dei tanti "intrappolati" dagli "adescatori di stato" non abbia avuto qualche "curiosità malata". Il fatto è che, nella peggiore delle ipotesi, quella persona (si tratta spesso di adolescenti) potrebbe aver bisogno di assistenza psicologica. Non di un'insensata persecuzione che può trascinare nell'ignominia e nella disperazione un'intera famiglia.

Ci sono moltissimi casi come questo. Pochi denunciati pubblicamente, perché le vittime hanno paura. Molti sofferti nel silenzio e nell'umiliazione. Indagini e procedimenti giudiziari condotti troppo spesso con grossolana insipienza si sono risolti quasi sempre con assoluzioni - in istruttoria o dopo inconcludenti processi. Nei rari casi in cui qualcuno è stato trovato colpevole il suo peccato (non giustificabile) era intenzionalmente collezionare materiale che sarebbe eufemistico chiamare osceno. Nessuna di queste indagini ha mai portato all'incriminazione dei peggiori criminali: quelli che fanno violenza a bambini o adolescenti - per loro privata maniacalità o per fare commercio di turpi immagini.

Sono imprese non solo fallimentari, ma ferocemente dannose. Come quelle (tante) crociate che non sono mai arrivate in Terrasanta, ma lungo il percorso hanno massacrato migliaia di innocenti - e forse, qua e là, qualche brigante.

Anche chi è stato assolto ha subito incredibili vessazioni. C'è chi ha perso il lavoro, la fidanzata, la famiglia, gli amici. O è stato esposto al pubblico ludibrio prima ancora che qualcuno avesse accertato se era colpevole - e di che cosa. L'elenco delle vittime, di cui è praticamente impossibile avere una lista completa, è impressionante.

Per quanto assurdo possa sembrare, è vero che esiste la "pornopedofilia di stato". Cioè ci sono funzionari pubblici addetti a organizzare siti online dedicati a questi argomenti, per "adescare" chi si lascia incuriosire dalle loro ambigue proposte. Questo vergognoso comportamento potrebbe, forse, essere giustificato se servisse a catturare e incriminare i violentatori. Ma i fatti dimostrano che ha totalmente fallito lo scopo. Eppure si continuano a dedicare risorse pubbliche a questa perversa attività - oltre a dare sostegno a deviate e devianti iniziative private che non meritano aiuto né approvazione.

Non è uno scherzo, né un'esagerazione, pensare che i promotori di queste iniziative siano malati di mente. Animati da perversa ambizione, alla ricerca di lustro e delle luci della ribalta. E non occorre un grande psicologo per sapere che chi scatena furibonde repressioni contro i "peccatori" è spesso incline al peccato su cui si fa censore e carnefice.

Fra le vittime ci sono i funzionari di polizia addetti, loro malgrado, a queste faccende. Costretti a rimestare dalla mattina alla sera in materiali disgustosi. Costretti a dedicare le loro energie a queste squallide attività mentre capiscono che sarebbe molto meglio andare, in modo diverso, alla ricerca dei veri criminali. Contagiati dalla materia di cui sono obbligati a occuparsi fino a esserne turbati e sconvolti. Molti di loro avrebbero bisogno di assistenza psicologica - ma ovviamente non osano neppure chiederla.

Quando parlo di "strage degli innocenti" non intendo dire che tutte le persone incriminate siano del tutto incolpevoli. Molte lo sono - ma qualcuno ha fatto davvero qualcosa di riprovevole. Rimane il fatto che per colpire (in modo improprio e insensatamente truculento) quei pochi sciagurati, comunque "marginali" rispetto alle sorgenti del male, si travolgono con demenziale violenza persone e famiglie che non hanno colpa alcuna. Intendo anche dire che bambini e adolescenti sono quotidianamente vittima di ogni sorta di violenze, di cui nessuno si occupa con un impegno adeguato e intelligente, grazie al mostruoso "depistaggio" prodotto da chi ha deciso di concentrare energie e risorse nella direzione sbagliata. (Vedi Dalla parte dell'Inquisitore).

Come è evidente, non si tratta solo di violenze sessuali. Se quelle perversità suscitano un ovvio disgusto, non è il caso di dimenticare altre turpi vicende come il commercio di organi, i bambini o adolescenti arruolati in attività criminali o coinvolti in guerre e faide, i bambini storpiati per mandarli a mendicare, le neonate uccise (solo in Cina?) da chi preferisce avere figli maschi, le giovani spose bruciate vive (solo in India?) da suocere avide e prepotenti, le bambine mutilate per qualche perversa tradizione, i bambini ammazzati o azzoppati dalle mine, quelli privati di qualsiasi educazione oppure allevati nel fanatismo e nell'odio, quelli lasciati morire di fame, malnutrizione o malattia, gli infiniti sfruttamenti del lavoro minorile, le varie forme di schiavismo e schiavitù... l'elenco è orribilmente lungo e nessuno di questi problemi viene minimamente scalfito da ignobili buffonate come la pornografia di stato o le "cacce all'untore" nell'internet.

In questo caso non vale il concetto che errare humanum, perché non è giustificabile il comportamento di chi ha male impostato il problema fin dall'inizio (cioè ancora prima che si scatenassero le crociate del 1998). Perché sull'onestà e sulla limpidezza delle loro intenzioni, ora come allora, è legittimo avere molti dubbi. Ma in ogni caso - anni più tardi, e alla luce dei risultati - perseverare è evidentemente diabolico.

Giancarlo Livraghi
Gandalf.it
TAG: italia
24 Commenti alla Notizia Gandalf.it/ La strage degli innocenti
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  • Il bellissimo articolo rischiara di razionalità una situazione che appare doppiamente drammatica, prima di tutto perchè gli autori dei veri misfatti sui minori a quanto pare rimangono nell'oscurità e secondo poi perchè una folla di ragazzini, sprovveduti, curiosi sta cadendo in questa trappola assurda dei siti esca, come se la polizia non avesse di meglio da fare. Sono le conseguenze inevitabili di una crociata riversa in un territorio praticamente sconosciuto a forze dell'ordine e magistrati. Possiamo solo sperare che dopo aver tanto sbagliato e tanto infangato gli insuccessi e gli inutili sperperi di energia instillino un puo' di buon senso in queste inchieste.

    Alberto Scala
    non+autenticato
  • Un articolo ben informato e sensato.
    Come farlo leggere a quella massa di ignoranti insigniti di poteri forti e sottodotati di cervello che ne avrebbero bisogno?
    Perche' la redazione non ne invia copia e autorizza Repubblica e il Corriere della Sera a ripubblicarlo? qualche giornalista grosso e illuminato si dovrà pur trovare
    non+autenticato
  • Anch'io vorrei esprimere i miei comlimenti. Era da tanto tempo che aspettavo di poter leggere un articolo pacato e bene argomentato come questo di Livraghi su un tema che gli organi di informazione trattano di solito con superficialità, ignoranza e spesso con interessata malafede.
    Sono sempre stato convinto che i siti predisposti dalle forze dell'ordine per adescare supposti pornopedofili ottengano quale maggior risultato quello di iniettare una ulteriore dose di materiale osceno nella rete.
    Inoltre non apprezzo affatto l'operato delle forze dell'ordine quando si atteggiano a "giustizieri".
    Vorrei anche fare nomi e cognomi: non ho mai apprezzato nemmeno l'operato del Telefono Arcobaleno di don Fortunato Di Noto (e dei suoi parrocchiani): non riesco a non pensare che per anni questa gente abbia avuto dallo Stato una sorta di "lasciapassare" per dare liberamente sfogo ai più bassi e perversi istinti con la scusa della lotta alla pedofilia.
    Certo, questo Livraghi non lo ha scritto, e con la sua correttezza nemmeno avrebbe potuto. Potrete dire che le mie non sono altro che volgari insinuazioni. Lo so e me ne prendo la responsabilità, però è quello che ho sempre pensato e alla luce dei risultati otteuti resto sempre più della mia opinione.
    Infine vorrei ancora denunciare gli spettacolari blitz ad uso televisivo delle forze dell'ordine: diffidate delle operazioni che si concludono con il sequestro in una notte di decine do personal computer e migliaia di CD. Il materiale esibito alla conferenza stampa non è ancora stato minimamente controllato (operazione lunga e laboriosa): tra quelle migliaia di CD ci sono copie di backup dei dati personali, programmi olografati Microsoft, album musicali con tanto di bollino SIAE. La verità è che la Polizia Postale si introduce furtivamente nelle case dei malcapitati (anche facendosi aprire la porta travestiti da Vigili del Fuoco alla ricerca di una fuga di gas) e senza troppi complimenti sequestrano tutto ciò che trovano in casa e che ha una lieve parvenza "digitale".
    E solo perchè magari perchè hanno origliato qualche vostra conversazione in IRC. Tutto è fatto in funzione della massima spettacolarizzazione mediatica, calpestando la privacy dei cittadini che hanno la sfortuna di venire coinvolti.
    Fare indagini serie sarebbe di gran lunga più laborioso e meno gratificante, mai l'esito potrebbe essere una maxi-retata (anche se di persone che poi, senza clamore, verranno assolte o nemmeno rinviate a giudizio).
    non+autenticato
  • Sono d'accordo, evidentemente, con Alex. E i suoi commenti non sono "insinuazioni" - e' chiaro che conosce bene i fatti. Ci sono fondati motivi per avere molti dubbi sulle attivita' di un pretonzolo in cerca di fama e di soldi, di un procuratore suo alleato che (come ho scritto in un altro articolo nel giugno 2001) ha condotto i processi con notevole incompetenza, e di chi ha dato a costoro eco e sostegno che non meritano. Se volete una "ciliegina sulla torta", indovinate chi ha aiutato metter su i siti trappola? La Microsoft. Pares cum paribus...




    non+autenticato


  • - Scritto da: Giancarlo Livraghi
    > Sono d'accordo, evidentemente, con Alex. E
    > i suoi commenti non sono "insinuazioni" - e'
    > chiaro che conosce bene i fatti. Ci sono
    > fondati motivi per avere molti dubbi sulle
    > attivita' di un pretonzolo in cerca di fama
    > e di soldi, di un procuratore suo alleato
    > che (come ho scritto in un altro articolo
    > nel giugno 2001) ha condotto i processi con
    > notevole incompetenza, e di chi ha dato a
    > costoro eco e sostegno che non meritano. Se
    > volete una "ciliegina sulla torta",
    > indovinate chi ha aiutato metter su i siti
    > trappola? La Microsoft. Pares cum
    > paribus...

    Appunto. Chi se non loro? Gli sventurati che usano ancora Hotmail sono avvertiti nell'usare anche solo per sbaglio la parola "pedofilia" nei messaggi spediti da HM.

    Alberto Scala
    non+autenticato
  • Condivido la tesi dell'autore nel complesso.
    Non sono d'accordo su alcuni particolari, soprattutto quando si vittimizza i poveri "adolescenti (!!!) adescati dalla polizia postale".

    Anche a me come e' capitato di accedere a siti, vedere stralci di immagini, piccoli volti, popup, banner warez gamez lolita animal e quant'altro.
    Questo e' successo a chiunqu abbia esplorato e tirato fuori il meglio (o il peggio) dalla rete negli ultimi 10 anni.

    Ma il ditino mio e di (quasi) tutti si ferma poco prima dell'obbrobrio, o ne rifugge immediatamente. Non ho (e non avevo nemmeno a 21 anni) bisogno di vedere bambini stuprati o fellatio asinine per arrichire la mia POST-adolescenza.

    Non sono incline a credere che un giovanotto per bene (maggiorenne suppongo, quindi non proprio un ragazzino!) venga inquisito per aver visualizzato una pagina on navigato in un irc bot. Un passettino in piu' costui avra' percorso (magari sborsato 2/20/200 Euro per un CD masterizzato o per l'accesso ad un archivio protetto). E tanto basta. I 2/20/200 Euro che ha sborsato sarebbero andati ad alimentare il mercato di piccoli schiavi dell'est o dell'estremo oriente.
    Putroppo la vittima vera resta il bambino.
    cordialmente
    non+autenticato
  • - Scritto da: arzigogolo
    [CUT]
    > Non sono incline a credere che un giovanotto
    > per bene (maggiorenne suppongo, quindi non
    > proprio un ragazzino!) venga inquisito per
    > aver visualizzato una pagina on navigato in
    > un irc bot. Un passettino in piu' costui
    > avra' percorso (magari sborsato 2/20/200
    > Euro per un CD masterizzato o per l'accesso
    > ad un archivio protetto). E tanto basta. I
    > 2/20/200 Euro che ha sborsato sarebbero
    > andati ad alimentare il mercato di piccoli
    > schiavi dell'est o dell'estremo oriente.

    Uhm.. qui sorge un problema, come dire, pratico.
    Ti faccio un esempio:
    Tempo fa, leggendo dei post su usente, ho trovato
    un riferimento ad una certa "Chiara da Perugia"
    che non avevo mai sentito; dal tono del post ho
    arguito che la fanciulla in questione fosse, come
    dire, "famosa" nella rete italiana, in quanto non
    si fornivano link di sorta.
    Una rapida ricerca su google e sui forum di
    Clarence ha portato a queste conclusioni:

    - "Chiara da Perugia" è un file video che gira(va)
    nel network di file-sharing WinMX.

    - Chiara è una ragazza che alcuni definiscono
    "Palesemente minorenne (14/16 anni)" e altri
    "Di età indefinibile" (Io stesso conosco 15enni
    cui, quando vanno a ballare, daresti
    tranquillamente 20/21 anni di età)

    - Il ragazzo di questa "Chiara" ha registrato un
    amplesso con lei (Che pare fosse consenziente,
    anche se un po' ritrosa, alla registrazione)

    - Il video è finito, in qualche modo, sulla rete
    del File-Sharing (chi dice ad opera del ragazzo
    stesso, chi ad opera di amici burloni, chi ad
    opera della stessa Chiara)

    Ora.. a me leggere tutto quel botta e risposta su
    questo video ha incuriosito non poco, e se non
    fosse stato di 300 Mb avrei provato a scaricarlo
    per vedere cosa ha suscitato tutto questo scalpore.

    Stando alla tua tesi, la presenza di quel file sul
    mio HD sarebbe stata sufficiente ad una accusa.

    Ah, già... se aperto il file mi fossi
    accorto che la fanciulla ha veramente 14 anni o giù
    di lì l'avrei cancellato immediatamente per il disgusto; ovvio.


    > Putroppo la vittima vera resta il bambino.
    > cordialmente

    Tristemente vero.

    Saluti,
         Roberto Aka Ryo Takatsuki

    (Credo che su temi come questo sia il caso di
    usare il mio nome e non il mio Nick)
    non+autenticato
  • Sono assolutamente in buona fede ma premetto che questo tuo post mi infastidisce, perche' trae conclusioni che non intendevo esprimere.
    D'altra parte invece conferma la leggerezza con cui viene presa la presenza di materiale esplicitamente e gravemente illegale in rete (e masterizzato nel cassetto!).

    - Scritto da: Jabbawack
    > Ora.. a me leggere tutto quel botta e
    > risposta su
    > questo video ha incuriosito non poco, e se
    > non
    > fosse stato di 300 Mb avrei provato a
    > scaricarlo
    > per vedere cosa ha suscitato tutto questo
    > scalpore.
    Perche' mai?

    > Stando alla tua tesi, la presenza di quel
    > file sul
    > mio HD sarebbe stata sufficiente ad una
    > accusa.
    No, assolutamente no. La mia "tesi" e' diversa. Se rileggi bene, io cito soldi, denaro. Una transazione commerciale. Diffusione di materiale a scopo di lucro.


    > Ah, già... se aperto il file mi fossi
    > accorto che la fanciulla ha veramente 14
    > anni o giù
    >   di lì l'avrei cancellato immediatamente per
    > il disgusto; ovvio.
    No, putroppo non e' ovvio, ma non hai bisogno di giustificarti.
    In ogni caso chi viene "incastrato" sono pronto a scommetterci, non si limita mai a "guardare e cancellare".
    Di nuovo la leggerezza con cui vengono trattate le sottili differenze.
    Tra "guardare e cancellare" e "guardare, masterizzare, mettere in un cassetto" c'e' un abisso di differenza, anche se non sembra.

    I giovanotti "adescati" penso si siano resi immediatamente conto in che guaio siano per essere IN POSSESSO di materiale pedoporno.

    > (Credo che su temi come questo sia il caso
    > di
    > usare il mio nome e non il mio Nick)
    liberissimo
    Il mio indirizzo IP viene registrato da PI. Sono rintracciabile in caso di necessita' giudiziaria.

    ripeto che sono d'accordo con il punto di vista dell'articolo. putroppo non c'e' una visione metodica e organica su come affrontare i diversi aspetti di questa piaga.

    cordialmente (sinceramente)
    non+autenticato
  • - Scritto da: arzigogolo
    > Sono assolutamente in buona fede ma premetto
    > che questo tuo post mi infastidisce, perche'
    > trae conclusioni che non intendevo
    > esprimere.

    Non credo sia necessario infastidirsi, potrebbe essere un malinteso, e i forum servono a questo,
    no?

    Sorpresa)

    > D'altra parte invece conferma la leggerezza
    > con cui viene presa la presenza di materiale
    > esplicitamente e gravemente illegale in rete
    > (e masterizzato nel cassetto!).

    Leggerezza? Non vedo leggerezza; solo una
    conseguenza della natura umana.

    > Perche' mai?
    Curiosità.. capire cosa ci fosse di tanto
    scandaloso in questo video e quanto di quanto
    detto fosse vero; credo faccia parte della mia
    natura essere terribilmente curioso.
    Se senti continuamente parlare di un oggetto che
    non conosci e non hai mai visto non sei curioso
    di vederlo per poterti fare anche tu una idea
    tua? A me sembra normale.


    > No, assolutamente no. La mia "tesi" e'
    > diversa. Se rileggi bene, io cito soldi,
    > denaro. Una transazione commerciale.
    > Diffusione di materiale a scopo di lucro.

    Ok, allora ho esteso troppo la tua tesi; errore
    mio.
    Se c'è una transazione commerciale che alimenta
    il mercato di quella robaccia, allora sono
    d'accordo con te.

    > No, putroppo non e' ovvio, ma non hai
    > bisogno di giustificarti.

    Ritengo fosse doveroso giustificarmi, non avevo e
    non ho nessuna intenzione di difendere pedofili
    e compagnia cantante, e temevo che il mio post
    potesse essere frainteso.


    > In ogni caso chi viene "incastrato" sono
    > pronto a scommetterci, non si limita mai a
    > "guardare e cancellare".

    Questo è probabile.

    > Di nuovo la leggerezza con cui vengono
    > trattate le sottili differenze.
    > Tra "guardare e cancellare" e "guardare,
    > masterizzare, mettere in un cassetto" c'e'
    > un abisso di differenza, anche se non
    > sembra.
    > I giovanotti "adescati" penso si siano resi
    > immediatamente conto in che guaio siano per
    > essere IN POSSESSO di materiale pedoporno.

    Messa in questa ottica hai ragione tu, non avevo capito che il ragazzo avesse masterizzato il tutto.

    So che esistono programmi che scaricano i binari di
    tutto un gruppo di discussione senza distinzione;
    ad esempio alt.binaries.pictures.*.
    Tempo fa li usavo, e penso che se ci fosse stata
    una immagine pedoporno tra quelle scaricate in
    automatico, non sarei riuscito ad accorgermene
    se non "dopo" esserne entrato in possesso; e a
    volte controllavo l'esito del download anche
    dopo 3 o 4 giorni.

    D'accordo con te sul "masterizzo e metto nel
    cassetto"; ma temo come si sarebbe potuta
    evolvere una situazione come quella che ti
    ho descritto che, per quanto estrema, non è
    improbabile.

    > liberissimo
    > Il mio indirizzo IP viene registrato da PI.
    > Sono rintracciabile in caso di necessita'
    > giudiziaria.

    Non è questione di necessità giudiziara; è che
    spesso, parlando dal vivo con le persone, mi
    sento dire che postare nei forum nascosti dietro
    un nickname è fin troppo semplice; e per evitare
    commenti simili ho preferito usare il mio nome
    per firmare il post.
    Ho mantenuto, ovviamente, il nick nel campo autore
    per essere identificato nella comunità di PI.


    > ripeto che sono d'accordo con il punto di
    > vista dell'articolo. putroppo non c'e' una
    > visione metodica e organica su come
    > affrontare i diversi aspetti di questa
    > piaga.

    Allora la vediamo allo stesso modo.


    Cordialmente, (questo sempre; non è necessario
    l'astio per affrontare una discussione, anzi, è
    deleterio)

        Roberto
    non+autenticato
  • ne state facendo una cosa personale e non deve finire così

    ho dei dubbi che il ragazzo dell'articolo abbia sborsato anche un solo centesimo.Il modo per pagare in internet e restare anonimi(?) è la carta di credito.Considerando ceh avrebbe preso quella del padre la madre non avrebbe mai afferamto una cosa del genere(mio figlio ha fatto una leggera stupidata).Sono d'accordo con chi dice un conto è vedere l'immagine un conto è farne copia.Inoltreconfermo quanto detto dall'autore dell'articolo.I veri pedofili sono i familiari.Ci sono pochissimi casi in cui(almeno nei paESI DELLA COMUNITà) ad abusare dei bambini sono gli estranei.

    non+autenticato
  • - Scritto da: dis
    > ne state facendo una cosa personale e non
    > deve finire così

    Ma figurati, non ne facevo minimamente, e credo
    neanche "arzigogolo", è solo uno scambio di
    opinioni; lui fa notare la leggerezza con cui
    questo tema viene trattato (e ha ragione in toto)
    io mi limito a mostrare che in rete, come nella
    vita reale, non esite bianco e nero ma infinite
    sfumature di grigio; in cui qualcuno può trovarsi
    perfino in perfetta buona fede.

    [CUT]
    > con chi dice un conto è vedere l'immagine un
    > conto è farne copia.

    Su questo siamo d'accordo tutti, l'unica cosa che
    volevo far notare è che con la tecnologia moderna
    può capitare una copia "accidentale" (sebbene per
    un lasso di tempo breve) e che, quindi,
    anche il possedere una copia non può essere
    sinonimo di "colpevolezza" certa; e che, comunque,
    è necessario prima di formulare una accusa svolgere
    indagini approfondite.


    > Inoltreconfermo quanto
    > detto dall'autore dell'articolo.I veri
    > pedofili sono i familiari.Ci sono pochissimi
    > casi in cui(almeno nei paESI DELLA COMUNITà)
    > ad abusare dei bambini sono gli estranei.

    Sì, stando a quello che si legge/dice in giro,
    avete perfettametne ragione.

    Saluti,
         Roberto
    non+autenticato
  • l'importante è chiarirsi

    a me da profondamente fastidio leggere certe cose(non mi riferisco al 3d in particolare).Cmq vada vedo che la pensaimo tutti nello stesso modo
    non+autenticato


  • - Scritto da: arzigogolo
    > Condivido la tesi dell'autore nel complesso.
    (cut)

    > Non sono incline a credere che un giovanotto
    > per bene (...) venga inquisito per
    > aver visualizzato una pagina o navigato in
    > un irc bot.

    (cut)

    IL fatto che lei costruisca questo suo commento sulla importantissima affermazione che "non è incline a credere" quello che invece viene affermato, è un po' poco.
    Questo ragazzo è approdato al sito pedoporno della PolPost, è stato beccato.

    Fine.
    non+autenticato
  • forse non serve ad arrichire l'argomento il "mio approvo"; ma sicuramente l'intento è di spronare le persone che con i loro scritti fanno valutare le cose con più obbiettività.
    non+autenticato
  • Sono d'accordo anche io.
    non+autenticato
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