La seconda fase, cioè la configurazione del server, parte in automatico; l'installer lancia un'istanza del vostro browser di default che mostra la schermata di Figura 10 (qui sotto); scorrendola fino alla fine troviamo il link "Get started with Freenet" che ci affretteremo a cliccare.
La schermata successiva (Figura 12) offre la possibilità di settare tutto a mano oppure di lanciare un wizard; clicchiamo ovviamente sul link "Click here to continue" che ci permetterà di configurare gli aspetti principali.

Figura 12
La prima schermata del wizard (Figura 13) ci permette di scegliere se connettersi alla sola Darknet od anche alla Opennet. Scegliere la Opennet fa funzionare Freenet 0.7 in maniera simile a quella della precedente versione 0.5, cioè il vostro nodo si connetterà con tutti i nodi a sua conoscenza ed accetterà connessioni da qualunque nodo la richieda.
Configurare la Darknet richiederebbe alcuni passi non immediati quindi per ora ci collegheremo alla Opennet selezionando la option "Yes" e cliccando su "Continue".
La schermata successiva (Figura 14) permette di scegliere un nome per il nostro nodo; inseriamone uno e passiamo alla schermata successiva cliccando su "Continue"; qui (figura 15) possiamo scegliere la larghezza di banda (è il valore massimo che verrà utilizzato, quello medio sarà inferiore) che il nodo potrà utilizzare; selezioniamo per ora il valore minimo e clicchiamo su "Continue" per scegliere la dimensione del datastore del nostro nodo, cioè la quantità di spazio disco che potrà essere utilizzata per memorizzare una parte dei contenuti di Freenet.

Figura 14

Figura 15
Un ulteriore click su "Continue" ci porterà alla schermata finale (Figura 16) della seconda fase di installazione.

Figura 16
Cliccando sul link (Figura 17) in fondo alla pagina ci collegheremo infine con Fproxy (Figura 18), ovvero con l'interfaccia Web di Freenet.
Il modo più elementare di utilizzare Freenet è proprio attraverso Fproxy, che è un piccolo server web in ascolto all'indirizzo http://127.0.0.1:8888 (si trova sulla vostra macchina, ovviamente) ed accedere così a quella parte di contenuti Freenet costituiti di siti web anonimi che si trovano in Freenet, detti "freesite".
La homepage del proxy potrebbe richiedere diversi minuti al suo primo caricamento; Freenet è lenta, fateci l'abitudine!
La homepage di Fproxy ha una serie di link a pagine che dettagliano vari aspetti del funzionamento del nodo e che permettono di configurarlo ed eseguire altre operazioni. Ma per terminare degnamente questa puntata sarà sufficiente concentrarsi sui link grafici nella parte bassa della schermata. Questi sono link ad alcuni freesite importanti; i primi 5 sono degli indici di Freenet. Freenet non ha una funzione di ricerca, e quindi per accedere a informazioni di cui non si conosca l'indirizzo si devono usare appositi indici, che sono freesite contenenti raccolte categorizzate di link, ottenuti sia manualmente che tramite appositi programmi.
Questa puntata superillustrata volge alla fine, anche se moltissimo altro rimane da dire e sarà per qualche puntata l'argomento favorito della nostra rubrica. Chi volesse anticiparsi puo' utilizzare l'ottima documentazione (ahimé quasi tutta in inglese) reperibile sul sito del Progetto Freenet.
Ripetiamo una raccomandazione. Alcuni contenuti di Freenet, come d'altra parte anche di Internet, possono essere controversi o addirittura illegali in certe giurisdizioni. Sono quindi assolutamente da evitare, come qualunque navigatore avveduto della Rete sa perfettamente.
E per oggi è davvero tutto. Chi volesse contattarmi sul tema può usare l'indirizzo marco@freenetproject.org od utilizzare la mail list italiana su Freenet iscrivendosi
quiMarco CalamariTutte le release di Cassandra Crossing sono disponibili a questo indirizzo