Luca Annunziata

Qtrax era una bufala?

Doveva rivoluzionare il mondo del P2P. Ma per il momento incassa solo il niet delle quattro sorelle. Brutto avvio per lo sharing legalizzato

Roma - No, niet, nada. Se potessero le quattro sorelle della musica lo direbbero anche in cinese mandarino: non c'è alcun accordo con Qtrax per la distribuzione via P2P della loro musica. L'annuncio di ieri, avvenuto in pompa magna a Cannes, è fuffa.

Quelli di Qtrax hanno provato a spacciare l'accordo come fatto per fare pressioni sulla controparte? In realtà, dopo la prima smentita, quella di Warner, il presidente di Qtrax Allan Klepfisz aveva spiegato che effettivamente non era stato messo ancora nulla nero su bianco, ma gli accordi erano stati definiti con tutti.

Eppure, dopo l'annuncio di Warner sono seguiti quelli di Sony-BMG, Universal ed EMI. Il risultato, poco piacevole per chi già pregustava ettolitri di musica gratis e legale, è che stanotte a mezzanotte Qtrax non è andato online: recandosi sul sito dell'azienda, il link per scaricare il software rimane disattivato.
Impossibile prevedere come si evolverà la vicenda. Forse Qtrax ha avuto troppa fretta di vendere la pelle dell'orso. Forse le major non sono ancora convinte del modello di distribuzione. Forse i consumatori non potranno fare altro che aspettare che il mercato si decida a seguirli sulla strada che hanno imboccato da un pezzo. (L.A.)
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