Luca Annunziata

Accusano Google di spargere immondizia digitale

Non bastassero i problemi nostrani con l'immondizia, ora i cattivoni sfruttano l'onnipresente Google per fare i loro porci comodi. Ogni strumento è lecito, ogni mezzo adatto: l'obiettivo sono i PC di tutto il mondo

Roma - Cercare qualcosa su Google e finire col PC impestato di malware. Oppure ritrovarsi con la casella di posta infestata da missive spazzatura perché il filtro antispam è diventato improvvisamente inefficace. La reputazione dei servizi di BigG rischia di essere infangata da cracker, spammer e altri malintenzionati che si aggirano in rete e che hanno deciso che Google è l'arma migliore per vincere la propria oscura battaglia.

Tra le tendenze più inquietanti c'era quella del search trasformato in arma impropria da ignoti. Un fronte aperto lo scorso novembre ma sul quale solo oggi si è fatta chiarezza: grazie ad una serie di astute manovre di ottimizzazione del posizionamento nelle ricerche (SEO), i cattivoni avevano piazzato in cima alle classifiche i propri empi sitarelli.

Cercando una stringa apparentemente inoffensiva, magari anche relativa ad un problema di sicurezza di un router, il primo risultato proposto era una pagina zeppa di malware in agguato. Un clic e il proprio computer si sarebbe trasformato in un groviglio di virus, trojan e quant'altro. I cracker si erano dati al caro vecchio Google Bombing: spammando a destra e sinistra avevano promosso le proprie pagine-schifezza, piazzandole in cima. In alcuni casi la faccenda era risultata davvero subdola, con codice nascosto in siti crackati che per il resto venivano lasciati praticamente inalterati. Anche il premio nobel Al Gore sarebbe finito suo malgrado in questa rete di malfattori.
Minacce sventate dai white hat di Google che, accortisi del problema, hanno smantellato lo stratagemma in poche ore. Ma non è bastato.

Altro giro, altra trovata. Se i filtri antispam del client di posta si affinano, come fare ad aggirarli? Ma è ovvio: piazzando il proprio codice in siti ritenuti affidabili, e poi dirottando il malcapitato altrove. E così Blogger (non nuovo a questo tipo di problemi), ma pure Google Page Creator, diventano una sorta di sito facciata su cui piazzare un paio di righe di codice scritte bene.

Il povero filtro antispam non può fare molto: il dominio sembra affidabile, c'è di mezzo persino Google, e dunque perché bloccarlo? Il malcapitato clicca sul link e finisce su una pagina che contiene solo pochi byte di codice che lo rimandano altrove: e anche qui malware di ogni tipo possono essere in agguato.

Insomma, Searchzilla è vittima del suo successo. Eppure, vista la situazione di invasione da spam in cui versano certi servizi come Groups, qualcuno si chiede: ma a Mountain View fanno davvero del loro meglio per metterci una pezza?

Luca Annunziata
5 Commenti alla Notizia Accusano Google di spargere immondizia digitale
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  • A proposito di questo argomento penso che sia imminente la nuova features studiata dai principali motori di ricerca con in testa Yahoo!+Del.icio.us, in modo tale da favorire il riconoscimento di pagine attendibili rispetto a quelle con Malware. Per Google funziona già Stumble, ma è visibile solo per chi ha la Toolbar relativa installata. Provatelo
    non+autenticato
  • Mah, mi picco di saper fare 2+2 e quando osservo quello che succede sui computer della gente, mi viene davvero da chiedermi perche' devo leggere articoli come questo e stupirmi del fatto che c'e' chi ancora non ha capito come girano le cose.

    Questa non e' la solita stupida guerra di religione ma l'ennesimo tentativo di far dell'osservare e valutare il metodo per capire.

    Prendiamo 10 computer e installiamovi 10 sistemi operativi diversi, senza configurarvi altro. Colleghiamoli in rete.

    Dopodiche' navighiamo esattamente allo stesso modo e sui medesimi siti internet da tutti e 10, e allo scoccare di una qualunque ora predefinita scolleghiamo tutti i computer dalla rete.

    Facciamo poi un'esame approfondito di ogni macchina e vediamo quanta spazzatura (leggi virus, malware, trojan etc. etc.) vi troviamo indicando su una tabella ogni singolo intruso/malfunzionamento diretto o indotto che vi troviamo.

    Con tutta la buona volonta' e l'obiettivita' che la mia esperienza lavorativa mi consente so che il risultato per il primo posto del s.o. piu' efficacemente aggredito e' praticamente certo.

    Non faccio nomi, non sott'intendo nulla e vi garantisco che non parteggio per nessuno.

    Chi si sente preso in causa o crede che mi riferisca a questo o a quel sistema operativo sappia che e' la sua coscienza che combatte contro la sua ostinazione. Occhiolino

    Del resto le aziende che vanno bene (e sono tante) sono quelle che orbitano intorno a quel medesimo sistema operativo, quello che ha bisogno di tutti quegli accrocchi per proteggersi e che obbliga gli utenti a diventare degli eterni installatori di protezioni anziche lasciarli ad occuparsi dei casi loro.

    Eppure la soluzione e' li', a portata di tasto, riformattare i dischi rigidi, cancellare quel sistema operativo ed installarne uno qualsiasi tra i tanti che purtroppo per le aziende dell'IT non creano tutto quel giro di affari in prodotti di pseudo-protezione, dato che non sono cosi' seriamente soggetti a problemi del genere.

    Quali? C'e' solo l'imbarazzo della scelta.
    non+autenticato
  • c'è anche, però, Fontcuberta che gioca a comporre le sue tessere da mosaico con le immagini selezionate tramite Google. Finiscono per assomigliare a tanti pixel queste minuscole immagini che, osservate da lontano, ingannano l’occhio e compongono un’unica foto.
    Un esempio? http://photos1.blogger.com/x/blogger/7233/1944/400...
    Dal 1 Febbraio al 31 Marzo all'Istituto Cervantes di Napoli.
    non+autenticato
  • A parte il discorso dei malware, la vera immondizia sono imho gli errori grossolani di ricerca di alcune parole chiave.
    Forse, per un periodo limitato di tempo, hanno lanciato una versione buggata del crawler e questa ha indicizzato non solo le parole delle pagine, ma anche la pubblicita' stessa di google!
    A volte mi capita di cercare qualche termine particolare e di non trovare corrispondenza neppure tra i primi record (sia nel sito che nella cache di google). Il problema pero' credo di non averlo mai riscontrato nelle pagine statiche ma solo in quelle "dinamiche" (tipo blog o forum), per cui google potrebbe sempre dire: "ma prima il termine c'era e adesso non c'e' piu'!"
    Io invece rimango convinto che il problema c'e' (o meglio c'e' stato), forse e' un bug dovuto proprio a una cattiva interpretazione delle pagine dinamiche, comunque mi capita spesso che il termine che cerco non c'e' nel sito, ne' nella cache di google, ne' tra le keywords del sorgente HTML, ma nell'adsense di google.

    Se avete notato anche voi questa cosa durante una ricerca, segnalatemelo, grazie.
    non+autenticato
  • Cambia strumento, eccoti 100 alternative a google

    http://www.readwriteweb.com/archives/top_100_alter...
    non+autenticato