Dario Bonacina

Il TAR respinge il ricorso di Telecom e Wind

Multati per abuso di posizione dominante e pratiche discriminatorie sul mercato della telefonia fisso-mobile, i due operatori si sono visti respingere il ricorso inoltrato al TAR

Roma - L'Antitrust, dopo un'istruttoria-fiume, le aveva multate "per due distinti abusi di posizione dominante nei rispettivi mercati all'ingrosso dei servizi di terminazione sulle proprie reti" e per aver posto in essere pratiche discriminatorie sul fronte del fisso mobile. Telecom Italia e Wind hanno presentato ricorso al TAR contro il provvedimento, ma la giustizia amministrativa lo ha respinto.

"Le due aziende hanno realizzato pratiche discriminatorie nei confronti dei loro concorrenti, applicando alle proprie divisioni commerciali condizioni tecniche e/o economiche per la terminazione delle chiamate fisso-mobile sulle proprie reti più favorevoli rispetto a quelle offerte agli altri operatori" aveva motivato l'Authority nella sentenza emessa la scorsa estate. L'incumbent era stato multato per 20 milioni di euro, mentre Wind si era vista infliggere una sanzione di 2 milioni: "Le condotte abusive di Telecom - precisava l'Antitrust - appaiono più gravi di quelle di Wind in quanto poste in essere da un operatore dominante, a livello di gruppo, non solo nel mercato a monte dell'offerta di servizi di terminazione sulla propria rete, ma anche nel mercato a valle dell'offerta di servizi fisso-mobile all'utenza aziendale".

Il procedimento aveva inizialmente coinvolto anche Vodafone, che però era riuscita a salvarsi in virtù delle intese - finalizzate all'apertura della propria rete ad operatori mobili alternativi - stipulate con BT, Carrefour e Poste Italiane, che l'Antitrust ha valutato come manifestazioni di buona volontà e di comportamento aperto ad un regime di competitività.
I ricorsi inoltrati al TAR da Telecom e Wind puntavano proprio ad annullare il provvedimento con cui il Garante della Concorrenza e del Mercato aveva graziato Vodafone. La prima sezione del TAR - presieduta da Pasquale De Lise - li ha però respinti, insieme all'istanza presentata da Eutelia con le medesime motivazioni.

Dario Bonacina