Luca Annunziata

Così ti riorganizzo la vita online

Motori di ricerca semantici che cambiano la percezione della rete. Fotografando un web personale e personalizzato. Per trovare le informazioni davvero utili in meno tempo

Roma - Il futuro è il web semantico, qualunque cosa esso sia. Lo ripetono tutti, esperti e meno esperti, indicando una Internet 2.0 3.0 fatta di contenuto sempre più intrecciato alla vita di chiunque. Altro che Facebook e MySpace, qui si parla di vero Network sociale (con la N maiuscola!), declinato e modellato sulle esigenze di ciascuno. E per farlo, ecco i motori di ricerca di nuova generazione.

Delver.comA Mountain View possono dormire sonni tranquilli: nessuno punta a fare le scarpe a Google. Piuttosto, le ricerche possono essere elaborate e mediate dalla propria esperienza e dalla propria rete di contatti. Quest'ultimo è ad esempio il caso di Delver, il search engine sociale: sfruttando le amicizie del navigatore, attinte da LinkedIn o da qualsiasi altro network, trasforma il risultato di una ricerca e lo rende più utile.

In cima non finiscono i contenuti giudicati più autorevoli o più popolari: in cima finiscono i contenuti prodotti o indicati dalle rispettive conoscenze. Niente di meglio, in pratica, di una informazione mediata dalla propria rete di relazione: più spazio allo user generated content di famiglia, e meno a quelle gelide classifiche stilate dai crawler.
Un'idea che non convince proprio tutti: che male c'è se il primo risultato propinato da Google è Wikipedia? Che male c'è nel dare più risalto ai link più popolari? Se lo chiede Clay Shirky, professore della NY University: "Che valore aggiunto guadagna una ricerca dall'essere sociale?". La risposta, secondo il professore, è che dipende: per argomenti poco familiari probabilmente i vantaggi sarebbero discutibili, mentre per chiavi di ricerca comuni ai propri amici si potrebbero scovare informazioni interessanti.

Twine.comE se invece a suggerire le informazioni fossero perfetti sconosciuti invece dei conoscenti? Twine, almeno a sentire quanto riferiscono i primi entusiasti beta-tester, potrebbe diventare davvero una risorsa in questo senso. Ci si iscrive e si comincia a navigare normalmente: a catalogare la web experience ci pensa lui, e pare che lo faccia dannatamente bene.

Il funzionamento è piuttosto semplice: ciascun iscritto invia in modo automatico l'equivalente della cronologia del proprio browser a Twine. Quest'ultimo provvede ad analizzare le pagine e taggarle con la giusta etichetta. Siti inerenti allo stesso argomento vengono catalogati nella stessa sezione, e possono essere richiamati mediante delle parole chiave che li accomunino: per esempio tutte le pagine che riguardano un gruppo musicale, oppure un film.

La cosa pare funzioni benone anche per condividere le informazioni: utilizzando lo stesso account o condividendone un paio, gli utenti possono rapidamente dare un'occhiata a quanto navigato ed esplorato da altri, diminuendo il tempo perso a ricercare le stesse informazioni.

Funziona talmente bene che i creatori di Twine pensano già di aggiungere una sorta di "raccomandazioni", vale a dire le migliori risorse per un certo argomento segnalate e selezionate. E infine, perché non sfruttare le informazioni raccolte sugli iscritti per farne altro? Per esempio per associare persone con gli stessi interessi, magari farle conoscere per intraprendere un rapporto di lavoro o amoroso.

Twine, come pure Delver, è una applicazione in beta. Nel primo caso non ci si può neppure iscrivere, bisogna pazientemente mettersi in lista d'attesa (lunghetta, ci sono 30mila persone già in fila). E seppure Google continuerà a dormire sonni tranquilli, queste nuove applicazioni che meshuppano search e social network promettono di offrire a tutti un modo nuovo di guardare alle risorse in rete.

Luca Annunziata
6 Commenti alla Notizia Così ti riorganizzo la vita online
Ordina