Yahoo, una pedina nelle mani di Google?

L'azienda parla con i dipendenti in una email riservata, che sta però facendo il giro della rete. Ma c'è chi giura: ogni giorno di ritardo nell'intesa con Microsoft è un regalo a Google

Roma - Non ha dubbi Robert Scoble, uno dei blogger più gettonati d'America: tutto quello che Google sta facendo contro la possibile acquisizione di Yahoo da parte di Microsoft è cercare di far perdere tempo. Scoble, e con lui altri osservatori, ritengono che, a conti fatti, Yahoo non sia che una pedina in questi giorni nelle mani di Google, che al di là delle dichiarazioni di intenti, ha tutto da guadagnare da qualsiasi ritardo nella fusione tra i suoi due maggiori competitor.

"E non è per il search, per l'email o per l'instant messaging - scrive Scoble - ma è per la telefonia mobile". Sarebbero dunque le mire sul mercato dei cellulari la vera ragione per cui Google sta tentando con ogni mezzo di rendere difficile l'operazione di acquisto. I ritardi significano per Google più spazi di manovra negli accordi per la sua piattaforma Android e il suo business pubblicitario proprio sul fronte del mobile. Non sarebbe un caso, dunque, se Microsoft sta cercando di metter fretta alla Board di Yahoo, affinché l'operazione sia chiusa rapidamente.

E non sarebbe un caso, dunque, se molti ieri parlavano della riscoperta di rapporti di business tra Yahoo e Google, un altro mezzo per inacidire il boccone a Microsoft, ad esempio costringendo l'azienda di Bill Gates ad un rialzo dell'offerta di acquisto, attraverso un rafforzamento della posizione di Yahoo sul mercato mediante nuove intese con Google.
Una partita a tutto tondo, dunque, che ieri si è arricchita della diffusione dei contenuti di una "email riservata" che i dirigenti di Yahoo hanno inviato ai propri dipendenti a ridosso della notizia dell'offerta di Microsoft, due giorni fa. Una mail con cui si affrontano vari problemi, come i rumors che circolano tra i lavoratori, secondo cui vi sono già progetti comuni avviati con il big di Redmond nonché licenziamenti in vista per le posizioni di lavoro "sovrapposte" che emergerebbero dalla "imminente fusione".

"Prima di tutto - scrivono Jerry Yang e Roy Bostock - vogliamo sottolineare con forza che nessuna decisione è stata presa e, al contrario di quanto alcuni hanno cercato di insinuare, non c'è alcun processo di integrazione in corso. Questa proposta è quello che è: una proposta. Ed è stata fatta da 24 ore. Potete essere sicuri che il Consiglio di Amministrazione l'analizzerà con attenzione e nella sua complessità e che farà quanto è meglio per la nostra grande azienda. La proposta di Microsoft è una delle molte opzioni che stiamo valutando per massimizzare il valore per i nostri azionisti e dipendenti sul lungo periodo".

"In secondo luogo - insistono i due dirigenti - non consentiamo che tutto questo rumore ci distragga dalla nostra missione. È essenziale che continuiamo a focalizzarci sulla nostra impresa, le nostre strategie e sull'offrire valore a tutti i nostri utenti, inserzionisti ed editori".
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