Luca Annunziata

In galera! I pirati in galera!

Stroncata una grossa organizzazione asiatica che contrabbandava software falsi. Microsoft esulta

Roma - Copie talmente perfette da risultare indistinguibili dagli originali. Spacciate in almeno 22 paesi per un giro d'affari di oltre 600 milioni di euro. Dal 1997 al 2003, Taiwan era stata la centrale mondiale del software falso: ora non più, visto che Huang Jer-sheng, il capo dell'organizzazione criminale, e tre dei suoi collaboratori sono finiti sottochiave. Sconteranno condanne comprese tra 18 mesi e 4 anni di reclusione.

La notizia della sentenza è stata resa nota da Microsoft, vittima principale della truffa: 21 software differenti prodotti a Redmond, disponibili in almeno 7 lingue, venivano copiati e rivenduti sui mercati di mezzo mondo. Secondo quanto affermato in una nota, Jer-sheng è stato riconosciuto responsabile di almeno il 90 per cento della contraffazione globale di altissima qualità dei software di BigM.

Parlare di copie pirata, comunque, potrebbe risultare riduttivo. Jer-sheng e soci non solo riproducevano scatole, manuali, certificati di garanzia e tutto quanto atteneva alla grafica e all'estetica delle confezioni: un esperto era stato assunto al solo scopo di permettere di riprodurre anche i bollini olografici presenti sulla più recente produzione Microsoft, bollini che dovrebbero certificare ogni oltre ragionevole dubbio l'autenticità delle confezioni.
Secondo quanto riferito, il centro delle operazioni di contraffazione era appunto localizzato a Taiwan. In seguito alle prime accuse, Jer-sheng aveva spostato la produzione nel sud della Cina: paese, quest'ultimo, dove già nel luglio scorso era stata stroncata una organizzazione simile.

"I delinquenti dietro le reti criminali dedite alla contraffazione sono organizzati, pieni di risorse e disposti ad investire molti capitali" ha spiegato John Newton, che si occupa di crimini legati alla proprietà intellettuale per l'Interpol: "La pirateria resta un problema globale, ed è pertanto necessario coordinare gli sforzi investigativi di tutte le nazioni per fermare questo commercio illecito".

Luca Annunziata
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