In Cina respinti i rifiuti hi-tech

Per una volta le autorità cinesi si fanno prendere dagli scrupoli e rimandano al mittente l'ennesimo carico di paccottiglia elettronica proveniente, pare, dagli Stati Uniti

Roma - Arriva da Pechino la notizia secondo cui funzionari cinesi avrebbero deciso di non accogliere un carico di rifiuti elettronici altamente inquinanti provenienti con ogni probabilità dagli Stati Uniti. Una notizia inusuale, vista l'intensa attività di smaltimento selvaggio adottata dalla Cina in cambio del denaro del mondo (più) ricco.

A quanto pare, questa volta sarebbero state respinte 400 tonnellate di materiale comprendente vecchi computer e macchinari da ufficio, che per due settimane sono rimasti abbandonati in 22 container senza che a nessuno sia stato chiesto cosa farne.

Secondo quanto pubblicato dall'agenzia Xinhua, funzionari di Wenzhou, nella provincia orientale dello Zhejiang, hanno fatto caricare i container su una nave dedicata inviata verso gli Stati Uniti. "Siccome i numeri di telefono e gli indirizzi dei documenti di viaggio sono fasulli - hanno spiegato i funzionari - riteniamo che questo sia un tentativo abusivo di trasferire rifiuti elettronici".
Xinhua ricorda come la Cina si sia dotata di una normativa che tende a limitare l'arrivo di questo genere di rifiuti. Una scelta dovuta anche agli scandali sorti dopo la scoperta di clamorose operazioni di smaltimento e riciclaggio effettuate con enormi costi ambientali in varie zone del paese.
TAG: mondo
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