Emilia Romagna, c'č chi la vuole connessa

Si chiede che la Regione sostenga iniziative che possano porre rimedio al divario digitale. Prendendo esempio dal progetto WiFi Mountain

Bologna - L'Emilia Romagna è connessa a macchia di leopardo, sono vaste le zone della pianura bolognese investite dal digital divide. Lo ha ricordato in un'interrogazione il consigliere della Regione Emilia Romagna Mauro Manfredini, Lega Nord. L'intervento della Regione è fondamentale per porre rimedio a una situazione così eterogenea.

L'assenza di connettività ADSL, l'assenza di soluzioni wireless che coprano il territorio dell'Emilia Romagna si traducono nell'impossibilità per i cittadini e per le aziende di stabilire un dialogo fruttuoso, capace di innescare un circolo virtuoso per l'intera regione, ha spiegato Manfredini. Ma le istituzioni possono giocare un ruolo attivo e propositivo per evitare che la situazione di digital divide stagni, ripercuotendosi sull'economia locale.

Lo dimostra l'esempio dell'iniziativa WiFi Mountain: il progetto, scaturito da un'idea nata del 2006 e in fase di avvio proprio in questi giorni. Il progetto ha visto convergere i finanziamenti della Fondazione Del Monte e della Fondazione Marconi, che hanno rispettivamente messo a disposizione 450mila euro e 50mila euro per dispensare connettività wireless nelle zone montuose dell'Emilia Romagna. Il progetto, orchestrato in collaborazione con la Regione, con la Provincia di Bologna e la Camera di Commercio, investirà potenzialmente 100mila persone, il 40 per cento delle quali vive in piccoli comuni, finora isolati dalla rete infrastrutturale della connettività a banda larga.
L'interrogazione di Manfredini ha tentato di smuovere le acque in Regione: chiede se le istituzioni sono disposte ad incentivare e appoggiare in futuro iniziative analoghe, per abbattere il digital divide in altre aree del bolognese. Aree pianeggianti, la cui conformazione orografica permetterà di ottenere una copertura wireless con investimenti sensibilmente inferiori.