Alfonso Maruccia

ACLU: compri una pizza? Schedato per sempre

Un'organizzazione pro-diritti civili lancia l'allarme: fermate la macchina del controllo di stato prima che sia troppo tardi. Le spie pubbliche e private si infilano in ogni pertugio

Roma - Se il Regno Unito rappresenta il paradigma della società della sorveglianza, gli Stati Uniti non se la passano certo meglio. Anzi: la capacità del governo federale di penetrare all'interno delle vite dei cittadini cresce a dismisura, grazie soprattutto all'innesto degli spioni di stato all'interno del tessuto economico della nazione.

Questa volta l'allarme non arriva dai palazzi del potere ma dalla denuncia della potente associazione per la difesa dei diritti civili, American Civil Liberties Union. In un rapporto intitolato Il complesso industriale della sorveglianza, ACLU mette in guardia dalla sempre più sofisticata capacità di CIA, NSA e agenzie similari di rivoltare le vite dei cittadini a proprio piacimento, penetrando e sfruttando ogni genere di network sia esso pubblico o privato.

"L'establishment della sicurezza degli Stati Uniti sta raggiungendo profondità sempre maggiori all'interno delle nostre vite private, forzando il settore corporate a fornire informazioni sulle attività degli individui" denuncia il direttore esecutivo di ACLU Anthony Romero. "Il governo ha sempre assoldato informatori per farsi aiutare a incolpare i criminali - dice ancora Romero - ma oggi questo controllo sta diventando computerizzato, automatizzato, e viene usato contro individui innocenti su una scala smisurata, che non ha precedenti nella storia della nostra nazione".
Tale è la minaccia di sorveglianza a tappeto, suggerisce ACLU, che è necessario prendere piena consapevolezza della situazione prima di agire di conseguenza. Il rapporto appena pubblicato rappresenta infatti l'inizio della Surveillance Campaign di ACLU, il cui scopo principale è quello di spingere i cittadini a mobilitarsi contro le società private colpevoli di "collaborazionismo" con gli spioni statali. Tra gli obiettivi della campagna vi sono la grande distribuzione, i commercianti e le società di assicurazione, a cui va rivolta la ferma richiesta di impegnarsi a difendere la privacy degli utenti-consumatori.

Il rapporto di ACLU identifica e divide i trend della crescente sorveglianza di stato in quattro diverse sezioni. Reclutamento degli individui si occupa di documentare gli sforzi delle corporazioni statali tesi a sfruttare le persone comuni come terminali di controllo, "occhi e orecchie" di un apparato sotterraneo e pervasivo. Reclutamento delle società getta luce sulla crescente pressione esercitata sulle aziende private, affinché forniscano di propria spontanea volontà i dati dei cittadini al moloch della Intelligence statale.

E ancora: Uso dei dati di massa pone l'attenzione sull'impiego dei dati dei cittadini sparsi per ogni dove, raccolti attraverso software specializzati oppure acquistati per mezzo degli aggregatori di informazioni disponibili ai privati. Azione lobbistica pro-sorveglianza descrive infine l'azione di quelle società private che premono affinché il governo continui nella sua opera spiona e anzi amplifichi ulteriormente il suo raggio d'azione.

Bisogna fare qualcosa, subito, sostiene ACLU, prima che sia troppo tardi. A dimostrazione delle possibili conseguenze dell'indolenza dei cittadini su una questione così delicata e importante, un'animazione disponibile sul sito dell'organizzazione drammatizza gli effetti di un ipotetico stato di sorveglianza ubiqua: ben presto, suggerisce l'organizzazione, chiamare al telefono per ordinare una semplice pizza potrebbe trasformarsi in una gogna automatizzata e senza possibilità di appello. Roba da strozzarsi il boccone in gola prima ancora della consegna.

Alfonso Maruccia
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