Luca Annunziata

800 euro tolti alle major

Gli sceneggiatori vicini al colpaccio: gli studios sono pronti a sganciare il dovuto. Per gli show online è la svolta, mancano solo le firme

Roma - I fan di Grey's Anatomy, CSI, Law&Order e tutti gli altri serial televisivi, possono tirare un sospiro di sollievo: con un po' di fortuna, dalla mezzanotte di oggi (orario USA, naturalmente) lo sciopero degli sceneggiatori che ha paralizzato industria televisiva e cinematografica dovrebbe rientrare.

Tempo pochi giorni, al più dieci, un nuovo contratto con le major sarà firmato: in due settimane, massimo un mese, i beniamini di tutti saranno di nuovo in onda e piano piano torneranno anche al cinema.

Sul piatto, dopo estenuanti trattative durate 17 settimane, gli studios hanno messo un'offerta giudicata "interessante" dai rappresentati sindacali. Per gli show pubblicati online i diritti degli autori per le prime visioni scatteranno dopo 24 giorni e dopo 17 nel caso in cui si tratti di programmi già visti in tv: dopo questo periodo "promozionale", gli sceneggiatori inizieranno a percepire un guadagno, con un tetto fissato per ogni puntata a 1200 dollari l'anno (circa 800 euro).
La novità introdotta, e che differisce sensibilmente dall'accordo raggiunto il mese scorso dalla gilda dei registi, è il meccanismo di retribuzione a partire dal terzo anno di entrata in vigore di questo contratto: da quel momento in avanti, nel 2011 circa, gli sceneggiatori inizieranno a percepire una percentuale sui profitti ottenuti dagli show online, senza più limite alcuno.

Una strategia per "garantire" agli associati di "non perdere alcun nuovo guadagno cospicuo che gli studios e i network potrebbero ottenere dai video su web". Una strategia sintetizzata dai leader WGA, in una lettera inviata ai propri associati, con un "quando vengono pagati loro, siamo pagati noi".

A giudicare da quanto si legge online, la faccenda delle percentuali sui guadagni non piace proprio a tutti: a quanti ancora borbottano, Patric M. Verrone e Michael Winship - coloro che hanno portato avanti la trattativa - spiegano che "continuare lo sciopero adesso non garantirebbe abbastanza guadagni rispetto ai potenziali rischi".

In pratica, l'offerta degli studios sarà soggetta a qualche tipo di scadenza: una volta rifiutata, chissà cosa ci sarà sul tavolo la prossima volta. La proposta, comunque, sembrerebbe incontrare l'approvazione della maggioranza degli sceneggiatori, e potrebbe essere approvata in tempo per consentire a tutti di godersi la notte degli Oscar, prevista per il prossimo 24 febbraio.

Qualche vittima, comunque, c'è stata. Tralasciando la cancellazione dei Golden Globe dopo il veto posto dagli attori che non volevano contrariare gli sceneggiatori, non tutti i programmi riprenderanno le trasmissioni: le serie più deboli, che già zoppicavano prima dell'interruzione, sono state cancellate, lasciando per la strada tutti gli artisti coinvolti nella loro realizzazione. E si stima che le major abbiano perso quasi 1 miliardo di dollari a causa dello sciopero.

Nel frattempo, le armi non sono state ancora riposte in soffitta: a giugno scade il contratto degli attori, e se sul piatto non ci saranno offerte simili a quelle strappate degli sceneggiatori, la serrata sarà nuovamente inevitabile.

Luca Annunziata
11 Commenti alla Notizia 800 euro tolti alle major
Ordina