Luca Annunziata

Ammazza il traffico. Col cellulare

Nokia sperimenta un nuovo protocollo di scambio dati tra telefonini. Servirà a fornire informazioni più precise sulla viabilità. In un futuro molto prossimo

Roma - Cento studenti universitari, muniti di patente, auto e di un Nokia N95. Riuniti alla mattina presto in un parcheggio californiano di un grande magazzino, per mettere alla frusta l'infomobilità del futuro. Con risultati incoraggianti, ma che sono ancora lontani dall'applicazione effettiva.

sulle strade della CaliforniaCi stanno pensando colossi della mobilità come BMW e General Motors, alleatisi con Navteq e Nokia per dare vita ad un progetto sostenuto dal dipartimento dei trasporti della California (CalTrans). Basta con telecamere e costosi sistemi di sorveglianza, dicono, che poi magari forniscono solo dati incompleti e poco aggiornati. I cellulari ce l'hanno tutti, spiegano, e saranno questi la fonte dell'informazione sullo stato delle highway.

Nei cento N95 forniti agli studenti era installato uno speciale software beta, sviluppato dal laboratorio Nokia di Palo Alto: un prodotto sperimentale, ancora acerbo per finire sul mercato, che mette in comunicazione ogni telefonino con un server centrale gestito da Nokia. In ogni istante, il modulo GPS fornisce informazioni precise su localizzazione e velocità dell'apparecchio, raccolte ed elaborate per effettuare stime precise sull'andamento del traffico.
Gli studenti, usciti dal parcheggio, si sono diretti verso la più vicina superstrada: cento auto in viaggio sulla 880, con non più di 15 chilometri dal primo all'ultimo della fila. In tempo reale, il cellulare consigliava loro la strada più rapida per raggiungere la destinazione desiderata, grazie ad un flusso di dati ininterrotto tra terminale e computer centrale.

Non che si tratti del primo esperimento di auto che condividono informazioni, non che si tratti della prima volta di veicoli che comunicano con un cervellone. Ma il coinvolgimento di grossi player, e il risultato soddisfacente di questo test, spinge un professore della prestigiosa università di Berkeley, Alex Bayen, a definire l'esperimento come "uno sguardo al futuro delle informazioni sul traffico".

Bayen, che patrocina lo sviluppo dell'applicazione, spiega che non ci sono rischi per la privacy (tutte le informazioni sono anonime, garantisce) e che il sistema tiene già conto dei dati provenienti da veicoli in avaria o erratici. L'esperimento è stato talmente un successo da spingere tutti a rilanciare: Bob Iannucci, CTO Nokia, parla già di prossimi tentativi con mille terminali attivi, in giro a piacere sulle strade assolate attorno San Francisco.

Luca Annunziata
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