Dario Bonacina

Apple stimola il mercato degli smartphone

I telefoni multifunzione sono in crescita e, secondo alcuni analisti, buona parte dell'espansione di questo settore - un tempo nicchia di mercato - č dovuta al successo dell'iPhone

Roma - Spuntano come funghi e crescono come le primizie ben coltivate. Sono gli smartphone, che nel mercato della telefonia mobile - ormai un settore ibrido che accoglie telefonini e piccoli computer - in questi ultimi tempi stanno conoscendo un periodo di ascesa che fa prevedere, a medio termine, la loro preponderanza rispetto ai cellulari meno dotati. E una svolta importante su questo mercato l'ha data l'iPhone.

Times Online scrive che Apple ha dato un messaggio forte a Nokia (leader di mercato) e RIM (leader del settore degli smartphone, grazie alla gamma BlackBerry), in virtù degli ottimi risultati di vendita che hanno portato il melafonino di Steve Jobs a raggiungere nel 2007 il terzo posto nella classifica degli smartphone. Il risultato è notevole, in considerazione di più fattori: è stato lanciato a giugno 2007, si può utilizzare con un numero limitato di operatori mobili ed è il prodotto di un'azienda di consolidatissima esperienza, ma che si è appena affacciata nel mondo della telefonia mobile.

Secondo quanto rilevato da una ricerca condotta da Canalys, gli iPhone venduti nel mondo lo scorso anno sono stati 2.321.000, ritagliandosi una quota di mercato globale pari al 6,5%. Quella dei BlackBerry è dell'11.4%. Nel mercato nordamericano, Apple è ancora più forte, con uno share del 28%: è sempre alle spalle di RIM (41%), ma già davanti a tutti i dispositivi dotati di sistema Windows Mobile, che presi nel loro complesso arrivano ad un dignitoso 21%.
In Europa non è ancora tempo per simili risultati: l'iPhone è arrivato da tre mesi nel Regno Unito, in Francia e in Germania, dove i nomi di Nokia, Sony Ericsson, Samsung e Palm hanno ancora un certo peso. Ma secondo Pete Cunningham, analista di Canalyst, l'azienda di Cupertino ha dimostrato di saper fare la differenza, ha ispirato molte aziende che operano da anni nel settore e potrebbe puntare ad obiettivi ancor più importanti se ampliasse la gamma dei propri prodotti.

Dario Bonacina