Alfonso Maruccia

Biometria, Bruxelles sgancia la bomba sull'Europa

L'identificazione obbligatoria dei passeggeri aerotrasportati diventa un must anche al di qua dell'Atlantico. Fosse tutto qui ci si potrebbe quasi rilassare

Roma - Viaggiatori di tutto il mondo, uniti sotto la bandiera della biometria e dell'identificazione obbligatoria al check-in e check-out in aeroporto: già divenuta standard da tempo per i voli verso gli Stati Uniti, la schedatura di tratti somatici quali volto e impronte digitali potrebbe presto diventare anche una caratteristica tipica di ogni passaggio dagli aeroporti del Vecchio Continente.

A prevederlo è una proposta della Commissione Europea, acquisita e segnalata dal Washington Post: dalla tempistica non ben precisata, il piano obbligherà chiunque viaggi in aereo da e verso la UE a sottoporsi a un confronto automatizzato con un database gestito a livello comunitario, in cui saranno eventualmente scansionate e registrate le impronte e i tratti del volto dei passeggeri.

Il sistema viene descritto dagli ufficiali europei come "l'unico modo per essere davvero sicuri di identificare le persone". "Con i dati biometrici - dice la fonte del Post, rimasta anonima - è molto più facile tracciare le persone e sapere chi è entrato e chi è uscito, inclusi i possibili terroristi". Le nuove norme sarebbero d'altronde in perfetta sintonia con la tendenza generale, che vede le soluzioni di identificazione biometrica acquisire una importanza sempre maggiore all'interno dei sistemi di sicurezza delle nazioni evolute.
Negli Stati Uniti il Dipartimento della Homeland Security - il gigantesco bureau figlio dell'era Bush che si occupa della salvaguardia dei confini americani - è già in possesso di un database di 85 milioni di impronte digitali, e l'FBI fa affidamento da tempo sul suo archivio "privato" per la lotta al crimine organizzato. La biometria va per la maggiore anche in Giappone, dove fare un breve viaggio significa finire per sempre negli archivi identificativi nipponici. E la tecnologia alla base dell'ID del corpo continua a progredire e raffinare le proprie capacità, senza considerare il prossimo Echelon a base biometrica il cui codename, Server in the Sky, cita una famosa canzone frikkettona dei Beatles.

Un fiume di informazioni e dati sensibili, codificati secondo il Post attraverso standard comuni tesi a favorire l'interoperabilità e lo scambio tra i vari paesi. Rispetto alle misure in vigore negli USA, il piano UE aggiunge il tracciamento anche di chi lascia il continente, oltre a chi vi entra.

Come prevedibile, la proposta UE stimola reazioni di segno opposto sia negli States che in Europa: "Non solo supportiamo questo tipo di provvedimenti, ma li applaudiamo", ha dichiarato il portavoce del DHS Russ Knocke, che sottolinea come simili misure identificative "possono scompaginare la capacità dei terroristi di muoversi facilmente attraverso i confini internazionali. Possono inoltre servire a proteggere i cittadini americani in viaggio oltre l'Atlantico".

Di segno diverso il parere di Susan Gurley, direttore esecutivo di Association of Corporate Travel Executives, che a nome di 2.500 dirigenti aziendali mette in evidenza che un database così esteso come quello che sta nascendo negli USA e nel mondo è particolarmente prono a rischi di abuso. Secondo Gurley "un accesso non autorizzato a informazioni di questa natura potrebbe esporre i piani di viaggio dei dirigenti", e che "si tratta di un altro modo per sapere precisamente cosa stai facendo e dove stai andando".

I difensori della privacy europei denunciano il rischio di simili pratiche di schedatura indiscriminata e dalla qualità tecnologica opinabile, che "seguono alla cieca" le follie statunitensi "senza il minimo accenno all'accessibilità e all'affidabilità". "Aggiungere centinaia di milioni di impronte digitali di dubbia qualità in cima a un database inaccurato aumenterà esponenzialmente la percentuale di fallimento" sostiene allarmato Simon Davies, direttore dell'organizzazione con base a Londra Privacy International.

Piuttosto significativamente, la Commissione Europea è ad ogni modo impegnata su più fronti per quanto riguarda i dati personali e la privacy dei cittadini, per cui se viene descritta come "necessaria" la creazione di un database biometrico iper-comprensivo, parimenti si sottolinea la necessità di una maggiore protezione della riservatezza delle informazioni personali.

Il gruppo di lavoro Articolo 29, che funge da consulente della Commissione per simili faccende, spingerà con tutta probabilità per l'istituzione di leggi più stringenti per la salvaguardia dei dati personali. Ad anticiparlo è Peter Schaar, Commissario della privacy per lo stato federale tedesco e presidente del suddetto gruppo Articolo 29, che anticipa al Financial Times quelle che saranno le considerazioni esposte all'organo esecutivo del parlamento comunitario il prossimo 18 febbraio.

Schaar sostiene convinto l'idea che l'indirizzo IP delle connessioni Internet vada considerato come un dato personale, ricadendo quindi nelle stesse protezioni di legge di cui godono nome e cognome, ragione sociale, indirizzo, email e quant'altro. Non solo: il gruppo Articolo 29 è orientato verso la riduzione dei tempi della data retention, a dispetto delle richieste di alcune forze di polizia.

Se a tali iniziative si associano le varie operazioni antitrust già aperte nei confronti di Google e Microsoft, il quadro che ne viene fuori è un approccio regolatorio alle dinamiche di un mercato hi-tech "gone wild" che secondo ars technica spicca nettamente nei confronti del panorama statunitense, in cui le pratiche antitrust "non sono comuni" e non portano a nulla di realmente significativo, e le discussioni su privacy e data retention sono ancora allo stadio iniziale.

Alfonso Maruccia
27 Commenti alla Notizia Biometria, Bruxelles sgancia la bomba sull'Europa
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  • Premettendo che con la videosorveglianza ci ho lavorato e che ne appoggio in pieno l'uso in luoghi privati per motivi di identificazione a posteriori, per esempio di un atto vandalico o altro reato, qui c'e' una bella differenza fra un filmato che tieni in archivio per qualche giorno e poi butti se non ti hanno rigato la macchina e dati personali e biometrici, registrazioni di dialoghi e spostamenti che rimangono per chissa' quanto tempo a disposizione di chissa' chi.

    Non mi riferisco in particolare all'oggetto di questo articolo ma in generale alla tendenza di molti paesi, compreso il nostro, ad adottare sistemi piu' stretti di controllo, motivati dalla solita storiella del terrorismo.

    Il motivo, almeno uno dei motivi principali, e' abbastanza intuibile.
    A cosa serve registrare dati, immagini, frasi, atteggiamenti, comportamenti e catalogare ogni minimo dato possibile su tutti, anche oltre ogni possibilita' di processing in tempo reale?
    Risposta: ad ottenere un regime di sanzionabilita' totale da usare per manipolare determinate persone; potenzialmente chiunque.

    Il principio e' che in un sistema con regole sufficientemente restrittive e pressione sufficientemente elevata sui cittadini che renda difficile il rispetto delle regole, si ottengono automaticamente infrazioni della legge anche da parte dei cittadini piu' onesti. Questo consente di rendere chiunque sanzionabile (multabile/carcerabile), cioe' manipolabile da chi quelle informazioni le detiene.

    Faccio un esempio terra-terra: quanti di noi non rispettano qualche volta il codice della strada? Non parlo di andare a 200 all'ora fatti di acido come pigne su un marciapiede investendo carrozzelle e vecchiette, ma di cose innocue tipo passare col rosso ad un incrocio visibilmente deserto alle 2 di notte o parcheggiare con lo scooter su un marciapiede con spazio ancora sufficiente per tre ippopotami che si tengono per mano. Quante volte capita di commettere queste piccole e innocue infrazioni?
    E quante volte capita di dire che il tale politico andrebbe ammazzato, magari durante una chiacchierata innocua al telefono o al bar con gli amici?
    Ora immaginate una serie di telecamere, microspie e sistemi di wiretapping governativi che registrano tutto, ma proprio tutto, quello che succede e delle persone che con l'aiuto di un db correlano tutto e producono un bel dossier, uno per ogni cittadino.

    "Stanno lavorando per noi", rassicurerebbero personaggi come Vespa e Ferrara. "Per la sicurezza!", direbbe uno, "Oh mio Dio! Pensate ai bambini!" farebbe eco l'altro, poi subito partirebbero i filmati con famigliole sorridenti di qua' e preti bonari di la' che impaninano il comizio del politico di turno, e dieci milioni di italiani ci cascherebbero all'istante: infinocchiati per bene.
    Un po' pochini dieci milioni, ma stasera gli altri sono impegnati a vedere "la partita sul due" e ci cascheranno come grulli domani quando leggeranno la stessa cosa sui giornali.
    Verrebbe da dire "mission accomplished", come recitava un infame striscione.

    Ad un certo punto entra in campo il signor Rossi.
    Mario Rossi, onesto lavoratore, ha una azienda che fornisce gli stessi prodotti e servizi dell'azienda XYZ, di proprieta' del cugino del ministro Tal dei Tali, e si accorge che non riesce mai ad aggiudicarsi una gara perche' il cugino del ministro vince sempre. Anzi, vengono anche ad offrirgli una cifra per togliersi di mezzo, tanto gli affari vanno male. Ma lui e' onesto e non cede: e' il suo lavoro di una vita, col cavolo che abbandona!

    Certo, a volte quando e' con gli amici al bar per la rabbia dice di odiare a morte quel politico: "dovrebbero mettergli una bomba!", poi tornando a casa, un po' per abitudine un po' per il nervoso, passa col rosso sempre allo stesso incrocio che a quell'ora e' immancabilmente deserto, ma a parte queste leggerezze resta un individuo fondamentalmente onesto.

    Onesto e disperato perche' le cose vanno male, e di riflesso anche la vita familiare ne soffre. E' troppo!
    Cosi' un giorno decide di denunciare l'operato dell'azienda concorrente e lo comunica al telefono ad un collega: "dammi due settimane per raccogliere un po' di carte e li distruggo, questi bastardi! Li denuncio direttamente all'UE, cosi' vediamo come fanno ad aggiudicarsi sempre gare e fondi".

    In pochi giorni gli eventi precipitano e una mattina quattro macchine della polizia fanno un'entrata da film dentro la sua azienda: due agenti lo ammanettano e lo arrestano mentre gli altri si occupano di sequestrare tutto.
    Il signor Rossi e' accusato di istigazione a delinquere, apologia di reato e una serie di altre contestazioni. Accuse pesantissime, multe da capogiro e via anche la patente per chissa' quanti anni. Dalle intercettazioni saltano fuori termini come "ammazzare" e "bombe", e lo spettro di un'accusa di terrorismo inizia a prendere corpo; basta solo un'interpretazione un po' lasca dei dati che hanno su di lui.

    Il signor rossi e' disperato. Essere accusati di terrorismo oggi significa aver finito di vivere, prima, durante e dopo il carcere: anche uscendone puliti il solo fatto di essere accostati all'infame termine cosi' tanto abusato di recente significa dover dire addio alla vita professionale, le amicizie, gli affetti e talvolta anche la famiglia.

    Un giorno, pero', presumibilmente da qualche personaggio influente, giunge improvvisamente all'avvocato del sig. Rossi un'offerta che lascia chiaramente intendere la caduta delle accuse in cambio della cessione dell'azienda. L'avvocato avverte il suo cliente, e il sig. Rossi che non ha piu' nessuna possibilita' di scelta finisce per cedere tutto in cambio del silenzio.

    Mission accomplished.

    Terroristi un par de palle!
    Ecco a cosa serve raccogliere dati su tutti, anche al di la' della possibilita' di processarli in tempo reale: serve a poter ricattare e basta.

    Opponetevi con ogni mezzo a mostruosita' simili perche' se rappresentano un beneficio, non lo fanno sicuramente nei confronti del cittadino.
  • Direi che hai colto nel segno.

    Inoltre da quando e' stato eliminato il principio dell' "habeas corpus" chiunque può essere incriminato di terrorismo in Europa col rischio di finire in qualche gulag come Guantanamo.
    non+autenticato
  • Nel mondo dei pc, la sicurezza e' fondamentale.
    Anche li pero' non si puo' rendere tutto assolutamente sicuro altrimenti altre cose vengono meno e il sostema diventa inutile.
    Nella vita comune siamo messi allo stesso modo, la sicurezza totale non e' applicabile, sarebbe utile invece capire sin dove si puo' arrivare senza creare altri problemi che darebbero alla fine problemi ancora piu' grossi diquelli che si cerca di arginare.
    Non credo che schedare chiunque,quasi fossimo tutti malfattori,sia la soluzione vincente.
    Qui ci sono vari interessi in gioco...e non credo sia la NOSTRA sicurezza il motivo principe per tutte queste innovazioni nell'ambito della schdatura TOTALE!
    Questo apre scenari apocalittici, se vogliamo pensare male...
    non+autenticato
  • a pensar male si fa peccato ma ci si azzecca!

    - Andreotti (non so in quale occasione)
    non+autenticato
  • ...non sapevo avessero usato degli Aerei.

    Mi sembrava fossero saliti su un treno PENDOLARE o su una METROPOLITANA, senza che nessuno li passasse al metal detector e passasse ai raggi X il loro zaino.

    E mi risulta che ancora oggi sui treni pendolari di Madrid si continui a salire senza passare per i metal detector e senza controllo dei bagagli (c'è il controllo dei bagagli ma sui treni A LUNGA PERCORRENZA, non su quelli pendolari).
    E nel mio recente viaggio a Londra sono salito in metropolitana con la valigia e nessuno mi ha detto niente.

    E non ditemi che ci sono le telecamere: molto utili per IMPEDIRE un esplosione e per individuare un ASSASSINO SUICIDA! Oltre al fatto che è incredibile come si rompano in modo selettivo quando a morire sia un elettricista brasiliano.
    http://en.wikipedia.org/wiki/Jean_Charles_de_Menez...


    Ricordiamocelo sempre Jean Charles de Menezes quando parliamo di "non andare per il sottile quando si lotta contro il terrorismo": il primo morto di questo approccio fu un innocente!

    "Those that can give up essential liberty to obtain a little temporary safety deserve neither liberty nor safety."
    Benjamin Franklin, padre fondatore degli Stati Uniti d'America
    non+autenticato
  • Lasciamoli fare: alla fine della costruzione dell'immensa piramide di dati ammucchiati senza un chiaro progetto iniziale che ne consideri la mostruosa quantita' e la controversa e complicata giustapposizione di masse enormi ed incontrollabili di dati diversi, invece di un'anagrafe dinamica globale otterranno uno spettacolare crollo che ridurra' tutto in polvere.

    Siamo tornati al tentativo di costruire la torre di Babele... Ed andra' a finire nello stesso modo.
  • che ottimista! io vorrei piu garanzie invece
    non+autenticato
  • Sono arrivati in macchina, in nave, in gommone, passeggiando su una spiaggia... fregandosene di tutti i sistemi di identificazione
    non+autenticato
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