Chi sarà il prossimo?

Se lo chiede un lettore colpito dalla chiusura di DaveCentral.com, celeberrima risorsa per il download, e dalle richieste di registrazione di Download.com

Roma - Cara redazione di Punto Informatico, sono un lettore appassionato e vi seguo da molto, e seguo in modo quasi fanatico la splendida rubrica Download. Vi scrivo per questo, perché temo che stia accadendo qualcosa che travolgerà tutto.

Mi riferisco in particolare a quello che sta accadendo proprio con i siti di download, quelli dove da anni io e credo milioni di altri ci rechiamo per vedere i nuovi software, scaricare utility o inutility, installare programmi freeware di cui non si può fare a meno e via dicendo.

Dal 30 agosto come saprete ha cessato i suoi aggiornamenti DaveCentral che per uno come me da un sacco di tempo rappresenta un punto di riferimento quasi come il vostro giornale. La notizia mi ha shoccato, soprattutto perché non ci sono appelli perché da quello che capisco dalla notizia che hanno dato in home page la casa editrice (che produce tra gli altri anche Slashdot) non se lo può più permettere e non ha trovato altra soluzione se non la sospensione di tutto.
Mi chiedo davvero chi sarà il prossimo. Vedo che chiudono un sacco di cose, vi ricordate di 3dfiles.com?, e che siti di riferimento come Download.com ora vogliono la registrazione, penso per potersi poi gestire i dati a fini pubblicitari o insomma tirarci su qualche lira, anzi euro, anzi dollaro. Il che vuol dire che stanno messi male.

Io non so bene cosa sta accadendo ma mi sento circondato e sento che è circondata la Internet che conoscevo io. Di risorse ce ne sono ancora molte, ma quanto dureranno?

Preoccupato vi saluto,
Helmer Gatti
TAG: mondo
60 Commenti alla Notizia Chi sarà il prossimo?
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  • Sono d'accordo che i servizi si pagano, ok ma a volte si esagera!
    Sono andato sul sito di quattroruote per sapere il valore della mia macchina, mi hanno chiesto 2,53?!!! Io capisco che, se mettessero tabelle e schede tecniche on-line il giornale venderebbe meno,va bene. Ma per chi, come me aveva bisogno di simile inezia, chiedere di pagare un simile prezzo scade nel cattivo gusto.
    A volte far pagare tutto non paga.
    Un esempio? Avevo l'abitudine di leggere una rivista di scenze on-line, era fatta così bene, che, volendone sapere di +,ho finito per abbonarmi alla versione cartacea (+ completa).

    Io penso che internet sia un potente mezzo di promozione, tutto sta,però, nel saperlo usare bene.

    Se fanno tutti come 4ruote, internet diventerà come l'ospedale di fantozzi, in cui ogni volta che chiedeva qualcosa l'infermiere gridava "10.000 lire!!!"


    non+autenticato
  • hai ragione solo in parte io credo.
    La rivista di scienze è una cosa , le quotazioni delle auto usate sono un'altra cosa.
    Infatti mentre la rivista se ben fatta è meglio leggerla su supporto cartaceo invece che sul computer, e quindi il sito web risulta un valido strumento promozionale, per quattroruote invece e' diverso, un sacco di gente compra Quattroruote solo per avere le quotazioni dell'usato e si disinteressa completamente degli articoli ivi presenti. Poi una volta effettuato l'acquisto dell'auto magari sta 10 15 anni senza comprarne + una copia. Quello che ti dico e' esperienza diretta, vera, provata.
    Quindi a questo punto mi sembra giusto che Quattroruote faccia pagare questo servizio una giusta cifra corrispondente all'incirca alla meta' del costo della rivista stessa.
    non+autenticato
  • E' triste, ma è la realtà e, comunque, ci permetterebbe di riavere indietro la libertà che ci sarebbe "tolta" inizialmente: ciò ci permetterebbe infatti di veder nascere aziende che diversamente non nascerebbero, in quanto saprebbero bene sin dall'inizio che non avrebbero la forza economica per farsi conoscere attraverso i canali tradizionali.

    non+autenticato
  • Internet gratis non sta in piedi, internet a pagamento nappure.
    Il problema e` come pagare, un mucchio di persone sarebbe disposto a pagare qualche cosa per usare internet, il problema e` come?
    Se si pagassero pochi centesimi per ogni sito visitato, a parte L'improponibilita` della cosa, miliadri di transazioni al giorno con il costo della transazione forse superiore alla cifra scambiata, l`utente non gradirebbe, l`impossibilita` di quantificare la cifra spesa ogni giorno ridurrebbe di molto l`uso della rete.
    Pagare un abbonamento per ogni sito visitato?
    Anche questo limiterebbe molto la navigazione e la liberta` di cercare le informazioni ovunque nella rete, si andrebbe sempre nei soliti 4 o 5 siti e basta.
    Finora non sono stati presentati modelli funzionali per il pagamento di internet, pagamento che permetta agli utenti di navigare in liberta` spendendo una cifra ragionevole e nel contempo permetta ai siti di avere una quantita` di soldi sufficente per garantire loro l`esistenza e anche un giusto guadagno
    non+autenticato
  • Concordo con l'analisi di Pietro e avanzo la seguente proposta:

    Un numero x di aziende editrici di siti web e da vita ad un supersito in grado presentare l'offerta complessiva di servizi di informazione e intrattenimento segmentata per categorie e sottocategorie (spettacolo > cinema, teatro, etc; sport > calcio, football, golf, etc.) quindi consente di sottoscrivere uno o più servizi pagando in quell'unico punto una cifra equa derivante non da una somma algebrica dei servizi sottoscritti bensì da qualcosa di più articolato (simile, ad esempio, ai vari "boquet" offerti dalle pay-tv).

    Il visitatore ha il vantaggio di pagare in un unico punto sottoscrivendo un abbonamento che gli consente una navigazione vasta e articolate senza dovere ogni volta mettere le mani nel portafogli.

    Ogni singolo editore che partecipa all'iniziativa avrebbe la sua quota parte che gli consentirebbe di finanziare le attività e lo sviluppo dei siti aderenti al network.

    Sempre a livello centralizzato verrebbero gestiti i dati sensibili delle persone fornendo all'utente maggiori garanzie di sicurezza e al network di siti una banca dati costantemente aggiornato per attività di email marketing in linea con le direttive dell'opt-in.

    Che ne dite?
    non+autenticato


  • - Scritto da: Stefano Di Persio
    > Concordo con l'analisi di Pietro e avanzo la
    > seguente proposta:
    >
    > Un numero x di aziende editrici di siti web
    >   da' vita ad un supersito in grado
    > presentare l'offerta complessiva di servizi
    > di informazione e intrattenimento segmentata
    > per categorie e sottocategorie

    Perfetto, era quello che avevo in mente anch`io, l`intervento di prima era un po` provocatorio, adesso sarebbe interessante vedere quanti sarebbero disposti a pagare per accedere a questo network.

    postate qui la vostra opinione
    non+autenticato
  • Si creerebbe questo network che renderebbe internet come tutti gli altri mezzi, un luogo dove regna l'oligarchia. Ci sono moltissimi siti di media grandezza e fama utilissimi, che verrebbero esclusi da tutto in pratica.
    non+autenticato


  • - Scritto da: giateno
    > Si creerebbe questo network che renderebbe
    > internet come tutti gli altri mezzi, un
    > luogo dove regna l'oligarchia. Ci sono
    > moltissimi siti di media grandezza e fama
    > utilissimi, che verrebbero esclusi da tutto
    > in pratica.

    no io la vedo cosi` ogni sito puo` essere diviso in due una parte gratis e a una parte si puo` accedere se si e` abbonati al network ( se hai pagato), al network possono partecipare tutti e i vari siti vengono pagati in proporzione agli accessi e ai Mb scaricati dagli utenti piu` un sito e` interessante piu` utenti ha e piu` soldi prende.
    Niente toglie al fatto che di network ce ne possono essere piu` di uno
    non+autenticato
  • La soluzione sovra esposta è fattibilissima in termini tecnici , ma il fatto che non sia stata ancora adottata da nessuno significa che il livello di tanti siti di grandezza media e medio-piccola non e' abbastanza soddisfacente per il consumatore che invece preferisce ricorrere alle riviste specializzate.




    non+autenticato
  • Secondo me il futuro è il P2P o un suo clone... (letto in prima pagina che anche usa ci pensano??).

    Con questo mezzo, chi produce il sw può pubblicarlo direttamente a tutti.. anche non avendo un sito (sebbene ce ne siano di gratuiti).. ma direttamente dal suo disco di casa...

    Credo che il P2P sia ancora troppo grezzo: troppe reti che non convergono, scambio di soli file.... E legato a una filosofia più dell'arraffa arraffa (leggi musica, film, applicazioni), quando invece potrebbe avvicinare anche mondi di distribuzione di software free (o su licenza tipo sourceforge e tant'altri..), musica amatoriale (c'è una quantità di gruppi sconosciuti nel mondo che potrebbero con niente diffondere il loro verbo...).
    E' che l'interfaccia di oggi del p2p non permette di fare altro che digitare una parola chiave e vedere di ritorno un elenco...Non sarebbe più fiko vedersi ritornare anche commenti sui file? (ricordo audiogalaxy ..) o magari avere un mini browser che faccia vedere le paginette che il piccolo musicista si è fatto per presentare le sue opere???

    Ovvio... del piccolo musicista non interessa a molti...ma quest'infrastruttura magra di informazioni aggiuntive fa pensare che lo scopo non è accrescere la proprio conoscenza personale, ma occupare lo spazio su disco e risparmiare qualche lira di CD, biglietti cinema e quant'altro.

    Saluti,
    Roberto

    non+autenticato
  • mycomputer$ apt-get update
    mycomputer$ apt-get install quello-che-vuoi
    Go debian go!Sorride
    Perché cercare qualcosa di inferiore?

    glSorride

    PS: Sì, esiste anche debian/w32
    non+autenticato
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