L'horror online spaventa i cinesi

Certe produzioni audio e video non sono più gradite in Cina. Lo sostengono gli oligarchi pechinesi, che hanno deciso di mettere al bando certe cose

Roma - "Spiriti malvagi e fantasmi violenti, mostri, demoni ed altri ritratti inumani, strani e sovrannaturali che abbiano il solo scopo di diffondere terrore o orrore" devono essere messi al bando. Solleva rumore in rete la decisione delle autorità cinesi di vietare la diffusione di materiali horror audio e video, contenuti che possono danneggiare la salute psicofisica dei giovani. Il fatto che la messa al bando si estenda anche ad Internet, però, di certo non sorprende.

il fumetto giapponeseNelle prossime tre settimane, i produttori di contenuti cinesi dovranno verificare se nel proprio catalogo vi siano elementi orrorifici: una volta individuati, devono essere dichiarati alle autorità che ne registreranno l'esistenza e potranno chiederne la cancellazione.

L'idea di fondo, spiega una nota del Dipartimento della Stampa e delle Pubblicazioni, è "controllare e ripulire gli effetti negativi di questi materiali sulla società, e impedire che pubblicazioni orrorifiche, violente o crudeli possano entrare nel mercato attraverso i canali ufficiali, e proteggere così la salute psicologica dei giovani".
La nuova "stretta" su certi materiali può non sorprendere tutti: già negli anni scorsi il celeberrimo anime Death Note, una hit anche in rete dalle atmosfere dark e dalla trama vagamente orrorifica, era stato preso di mira dalle autorità locali.

Va anche ricordato che in Cina fin dall'inizio dell'anno, un anno in cui il paese ospiterà le Olimpiadi, si è assistito a diverse prese di posizione su contenuti sgraditi: audio e video a tema horror sono solo una "estensione" di quanto già deciso a Pechino per "ripulire l'immaginario dei giovani".
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