I rifiuti hi-tech europei inquinano il mondo

Lo denuncia Greenpeace che in un nuovo rapporto ricostruisce il coacervo di interessi e negligenze che porta nei paesi in via di sviluppo enormi quantità di rifiuti tossici del mondo ricco. Sotto accusa tutti

Roma - È un quadro desolante quello che esce dall'ultimo rapporto globale di Greenpeace sui rifiuti dell'alta tecnologia, un coacervo di materiali tossici e plastiche dismesse che transita per la gran parte in circuiti poco noti o del tutto sconosciuti, e spesso finisce nei paesi in via di sviluppo, che talvolta ne accettano l'importazione per disperazione o non hanno gli strumenti per impedirla. Persino l'Unione Europea, che ha varato regole più severe di altre aree del mondo, nei fatti non sa che fine fanno il 75 per cento dei rifiuti hi-tech che produce.

un riciclatoreE se i produttori di tecnologia europei, direttamente tirati in ballo dalle direttive europee, non si fanno sfuggire nulla su quello che stanno facendo, pure quello che sfornano tende a finire in Africa e in Asia, mettendo a rischio salute, sicurezza e ambiente. "Sono i lavoratori asiatici, costretti a disassemblare questi prodotti a mani nude, i più esposti alla miscela dei composti chimici tossici contenuti nei rifiuti elettronici - spiega Greenpeace - Per non parlare dell'inquinamento arrecato all'acqua, all'aria e al suolo, non solo in corrispondenza dei cantieri di lavoro ma anche nelle aree limitrofe".

Il rapporto Toxic-Tech: non nel nostro cortile spiega che negli Stati Uniti i rifiuti desaparecido quando si viene all'elettronica arrivano all'80 per cento del totale. Se si pensa che secondo l'ONU ogni anno vengono prodotte tra i 20 e i 50 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici, il quadro del disastro ambientale risulta evidente. Il problema è che di molti rifiuti tecnologici si perdono le tracce.
Nei paesi di recente industrializzazione, spiega Greenpeace, è quasi impossibile stimare la percentuale di rifiuti elettronici che sfugge a qualsiasi forma di trattamento o gestione, anche se in India si valuta che circa il 99 per cento dei rifiuti elettrici ed elettronici (143 mila tonnellate all'anno) venga assorbita dai settori "informali" del riciclo o viene semplicemente gettato in discariche illegali.

Come se ciò non bastasse, i rifiuti elettronici aumentano ad un tasso elevatissimo: l'evoluzione del settore associata ad un ciclo di vita sempre più breve si riverbera sull'ambiente. Nella tabella qui sotto la produzione in chilogrammi per abitante di rifiuti previsti nei vari paesi europei fino al 2010, rifiuti in particolare derivanti da personal computer, televisori, frigoriferi e fotocopiatori.

la tabella


"Esiste oggi - insiste l'organizzazione ambientalista - un flusso nascosto di rifiuti tecnologici - che si attesta su una media del 91 per cento dei prodotti immessi al consumo - anche nei casi delle aziende che danno informazioni sui propri articoli a marchio". In Italia, in tempi di campagna elettorale, sono questioni che qualcuno spera possano suggerire iniziative politiche dedicate.

I dati forniti dai grandi costruttori di computer dimostrano che solo il 10 per cento dei loro prodotti viene riciclato, percentuale che scende al 2-3 per cento quando si parla di cellulari.

Le soluzioni? Secondo Greenpeace sono in capo al produttore che deve eliminare le sostanze pericolose dai propri prodotti, agevolando in questo modo anche il riciclaggio, impegnarsi a raccogliere e trattare i rifiuti e introdurre "programmi volontari di ritiro dei prodotti in disuso", una pratica attivata solo da alcuni produttori e spesso solo per alcune categorie di dispositivi.

"Solo così - osserva Greenpeace - potremmo assicurarci che la marea di rifiuti tossici venga fermata senza diventare un pericoloso problema nel cortile di qualcuno".
13 Commenti alla Notizia I rifiuti hi-tech europei inquinano il mondo
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  • Ciao ragazzi, chi di voi mi sa dire dove posso gettare o portare i miei cd/dvd vecchi o bruciati dalla masterizzazione???
    Non mi sembra per niente una buona cosa metterli insieme all'indifferenziata...
    non+autenticato
  • Questo è il minimo dei problemi...
    Buttali insieme alla plastica!
    Se contengono dati sensibili, magari li puoi anche
    rompere, prima.

                 Ciao Esp
    non+autenticato
  • Tu sai quanto inquinano i tuoi cd-rom rispetto, ad esempio, a tutti i jet privati che si sono mossi avantieri in occasione della festa degli Oscar?
    Quindi gettali tranquillamente dove capita.
    Come dici? Se tutti facessimo così vivremmo in una pattumiera? Ok allora che iniziassero ad inquinare meno quelli che sprecano. Poi lo faccio io.
    non+autenticato
  • Già si sapeva che i rifiuti elettronici finiscono nei paesi poveri. Io piuttosto vorrei sapere chi si intasca tutti i soldi del l' ultimo balzellino varato da non so chi, in questo paesello di ladri e vagabondi chiamato italia che ha già imboccato la via del declino.
    non+autenticato
  • Ma voi pensate che i RAEE (rifiuti apparecchiature elettriche elettroniche) vengano riciclate? Io collaboro con un ente pubblico ad un progetto di riuso di vecchi PC e derivati (stampanti, monitor, etc). Abbiamo fatto un catalogo online di tutti questi apparecchi vetusti e li diamo gratis a chi ce li chiede. Solo poche associazioni e scuole sono interessate a riusare dei pentium 2 o 3 (precedenti non se ne parla) e tutto il resto? Collaboriamo con l'ente parastatale gestore dei rifiuti della provincia/regione ed anche loro ci hanno detto che pure se li raccolgono questi RAEE poi non sanno che farne perchè per il riciclo di questi materiali ci sono costi elevatissimi e procedimenti perlopiù nocivi che solo, guarda caso, in Cina vengono portati avanti (infischiandosene della salute di che fa quel lavoro). Se non cambia questa mentalità consumistica, non c'è speranzaTriste
    non+autenticato
  • Non so' voi ma il sottoscritto aveva ben chiari i problemi di smaltimento da anni, loro no? Le industrie no? I soloti POLITICI CORROTTI no?
    Avete visto per caso l'inchiesta sul nostro territorio fatta da ANNO ZERO!?
    E siamo solo in Italia...si riesce ad inquinare e a devastare campi, economie, VITE, in casa propria...figuriamoci FUORI!
    Certo, sono in tanti ad andare in Cina con i propri stabilimenti,gli viene permesso, lasciando gente senza lavoro in patria, la stessa gente a cui poi vorrebbero vendere i prodotti MADE IN CINA!
    Sfruttano i poveri, come si fa da sempre, e nessuno dice niente,i governi semmai aiutano,se ce ne fosse bisogno, gli "imprenditori" a fare i cavoli loro a discapito di tutti gli altri.
    Altri governi,cinese,indiano e via dicendo, permettono che DA FUORI si venga a fare i porci comodi DENTREO il perimetro della LORO nazione...al solito il motivo e' semplice...aiutare la LORO economia personale devastando il pianeta e i poveri che vi abitano.
    Sembra che ad ogni era ci debbano essere degli uomini in schiavitu'...sembra che per quanto EVOLUTI ci crediamo in realta' siamo solo piu' tecnologici ma sempre gli stessi STRON..I!
    Il nostro benessere vive sui cadaveri di miliaia di innocenti che hanno avuto la sfortuna di nascere nella zona sbagliata del pianeta.
    Ogniuno di noi porta con se il sangue di questa gente e se esistesse davvero un inferno state certi sarebbe affollatissimo.
    non+autenticato
  • E allora? Questa gente dovrebbe sentirsi privilegiata al pensiero di lavorare per il bene degli Europei che, per diritto di nascita, sono padroni del mondo.

    Chi non ha avuto la fortuna di nascere Europeo si contenti di servire la più grande cultura che sia mai esistita e che mai esisterà.

    ODE ALLA GIOIA!
    non+autenticato
  • Grazie per la risposta
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