Dario Bonacina

Un Motorola da ricaricare ad acqua

Il produttore americano ha sviluppato il prototipo di un telefonino con celle combustibili a idrogeno

Roma - Per essere un'azienda che meditava di abbandonare la telefonia mobile, (così dicevano alcuni rumors recenti, poi ufficialmente smentiti), Motorola è molto attiva nel settore anche per quanto riguarda l'attività di ricerca e sviluppo. Ne è la prova lo studio di un cellulare alimentato... dal rubinetto di casa.

Motorola all'idrogenoL'azienda, con la collaborazione della canadese Angstrom Power, ha preso un Motorola SLVR L7 e l'ha trasformato in un prototipo che si avvale della Angstrom Micro Hydrogen platform, una soluzione tecnologica che consente di alimentare l'apparecchio con celle combustibili a idrogeno. Il funzionamento appare piuttosto semplice: il "caricabatteria" del telefonino è in pratica una base (chiamata desktop fueling station), che ricava particelle di idrogeno scindendole dalle molecole d'acqua e le trasferisce alla batteria metallo idruro del telefonino.

Ovviamente questa tecnologia potrebbe ridurre ulteriormente l'impatto ambientale se la base fosse alimentata, ad esempio, a energia solare: se per ottenere l'idrogeno la desktop fueling station richiedesse la tradizionale alimentazione elettrica, dal punto di vista dei consumi non rappresenterebbe certo un miglioramento rispetto a caricabatteria e batterie tradizionali. Rispetto a queste ultime, comunque, ci sono alcuni vantaggi da considerare, in termini di performance: secondo quanto dichiarato da Angstrom Power, infatti, questo tipo di fuel cell avrebbe una durata due volte superiore e per la ricarica completa del Motorola SLVR L7 basterebbe una decina di minuti.
Sembra però che questa soluzione debba rimanere ancorata alla fase sperimentale ancora per qualche tempo: fino al 2010 non esistono piani di commercializzazione per apparecchi dotati di questa tecnologia.

Dario Bonacina