Chiesto il sequestro del server FINECO

Su una mailing list del servizio di trading online sono circolati messaggi contenenti dati personali, comprensivi di riferimenti bancari, di molti clienti

Chiesto il sequestro del server FINECORoma - Definire imbarazzante quanto accaduto nelle scorse ore a FINECO è quantomeno riduttivo. Uno dei principali servizi di trading online italiani si trova infatti nell'occhio del ciclone perché dati personali e riferimenti bancari di numerosi utenti sono girati pubblicamente su una mailing list dedicata.

Va detto che la mailing list è aperta ai numerosi utenti del servizio e lo scambio di molte email "compromettenti" è stato originato da un primo messaggio di un cliente, messaggio indirizzato alla mailing list ("per errore", secondo FINECO). Nella pioggia di email generate dal buco nella sicurezza gli utenti, tra l'altro, hanno denunciato con forza l'inefficienza complessiva del servizio.

Di fronte a questi eventi il Centro Servizi Legali, come richiesto da uno degli utenti FINECO, ha immediatamente presentato alla magistratura competente denuncia civile e penale, con richiesta conseguente di danni e di sequestro del server dell'azienda.
Alle proteste dell'utente, che ha poi deciso di intraprendere l'azione giudiziaria, finora da FINECO è pervenuta soltanto una mail firmata dal direttore generale della società. Un messaggio nel quale si sostiene che l'azienda "NON ha direttamente distribuito dati personali, ma, attraverso la propria lista di distribuzione, ha INVOLONTARIAMENTE e PER POCHI MINUTI diffuso messaggi tra gli utenti". Una lettera nella quale si afferma tra l'altro che "l'episodio (...) può essere ricondotto ad una situazione particolare e non invece ad una leggerezza". Una risposta stigmatizzata dai legali secondo cui "si ammette il grave errore commesso tentando una puerile giustificazione tecnicamente non accettabile".

Dinanzi ad una palese violazione della riservatezza dei dati finanziari, della privacy dei dati personali, dinanzi alla divulgazione di numeri di conto corrente e loro ubicazione, la risposta della FINECO ha indubbiamente caratteristiche di inaspettata superficialità.

In un momento nel quale con l'hacking ai server Visa, ammessi dalla stessa azienda, con gli scandali delle transazioni online denunciati ripetutamente da MSNBC, l'e-commerce e il business online sono "sfidati" come mai prima, la reazione della FINECO appare ancora più "disastrosa" perché non sembra prendere in serissima considerazione l'intera problematica della sicurezza che appare, al contrario, ampiamente sottovalutata.
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