Luca Annunziata

Random House: il DRM non paga

L'azienda che pubblica audiolibri dice addio alle protezioni sulle vendite online. Vendere MP3 non incoraggia la pirateria, tutt'altro

Roma - A partire dal 1 marzo, il catalogo Random House Audio (una divisione Bertelsmann) sarà disponibile anche in formato DRM-free. La decisione dell'azienda segue di alcuni mesi l'inizio di una sperimentazione con eMusic, sito che vende online musica di etichette indipendenti, senza protezioni e in formato MP3: sperimentazione che, a quanto rivelato dal vicepresidente di Random House, Madeline McIntosh, ha fornito risultati per certi versi inaspettati.

"eMusic ha iniziato a vendere i nostri audiobook a metà settembre, e il programma è stato un successo: le vendite sono aumentate ogni mese". Tuttavia, visto che il formato scelto da eMusic è potenzialmente una sorgente ideale per la pirateria, "per ragioni di verifica abbiamo applicato un watermark a tutti i file distribuiti via web e abbiamo assoldato un esperto di monitoraggio della pirateria per verificare cosa succedeva ai nostri brani".

McIntosh chiarisce che la sua azienda è pienamente consapevole che "la pirateria è un fatto normale nel mondo digitale", ma quello a cui Random House era realmente interessata era capire se "ci fosse qualche correlazione tra brani DRM-free e un incremento della pirateria stessa".
Il risultato è stato interessante: "Non abbiamo ancora trovato un singolo caso di file venduto da eMusic, e dunque privo di DRM, distribuito illegalmente". Al contrario, le uniche copie pirata degli audiolibri Random House provenivano da "CD copiati o file a cui era stato rimosso il DRM". Un risultato "in linea con quanto rilevato dall'industria della musica negli ultimi sei mesi", e che ha convinto definitivamente l'azienda a compiere il passo per l'abbandono delle protezioni anticopia.

Una scelta dettata da una precisa strategia commerciale: "Abbiamo bisogno di distribuire contenuti digitali attraverso tutti i rivenditori online" ha spiegato McIntosh, "se insistiamo ad utilizzare il DRM, i nostri audiolibri non potranno essere venduti ai consumatori che possiedono un iPod se non attraverso iTunes". E ciò non si sposa con una "aggressiva strategia di crescita digitale" che è nei piani di Random House.

Nonostante tutto, il DRM non andrà ancora in pensione: l'azienda conta di offrire a tutti i suoi clienti, vale a dire gli autori del libri che vengono venduti in versione audio, la possibilità di scegliere se optare per brani protetti, oppure se scegliere comuni MP3 senza protezioni. Starà a loro decidere cosa fare: Cory Doctorow ha fatto già sapere di aver scelto senza esitazioni la strada libera.

Luca Annunziata
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