75 euro, la protesta dei provider

Gli sconti per la banda larga secondo gli ISP italiani si tradurranno in finanziamenti a Telecom Italia, dominatrice di un mercato bloccato. Situazione critica per i provider, messi in difficoltà anche dalla Finanziaria

75 euro, la protesta dei providerRoma - In una preoccupata nota, l'associazione dei provider italiani Assoprovider ha attaccato le politiche governative in merito al sostegno alla diffusione della banda larga e ai ritardi nell'applicazione della legge di equiparazione tra provider (ISP) e operatori telefonici (OLO) nell'accesso alle reti infrastrutturali.

I provider, dopo l'approvazione della legge nota come "salvaprovider", avevano effettivamente sperato di poter fruire della "pari dignità con gli operatori telefonici", come afferma la nota di Assoprovider. "Ma oggi - spiega l'Associazione - a cinque mesi dall'approvazione della legge 59, un insieme di fatti negativi (apparentemente non collegati fra loro), sta viceversa dando scacco matto alla agguerrita categoria degli ISP italiani".

Al centro delle preoccupazioni c'è la Finanziaria. In primo luogo perché non rimuove il provvedimento che ferma il credito di imposta su assunzioni e investimenti ("utilizzato dagli ISP per creare posti di lavoro nel Mezzogiorno, dal quale ora si ricomincia ad emigrare come a inizio 900, in cerca di lavoro") e in secondo luogo per l'incentivo alla banda larga, quei 75 euro di sconto di cui Punto Informatico ha parlato nei giorni scorsi.
"Pur essendo in teoria una cosa ottima - afferma Assoprovider parlando dello sconto - data però la quasi impossibilità di fatto a competere con Telecom Italia nel mercato della vendita di ADSL da parte di ISP e OLO, rischia di divenire in realtà solo un contributo alle politiche di vendita di Telecom Italia, che continua a tirare fuori offerte al pubblico non riproducibili dalla concorrenza (si veda l'offerta di ADSL a tempo)". "Siamo sicuri - chiede l'Associazione - che al paese stia bene la larga banda, ma da un solo fornitore?"

Assoprovider nella sua nota rileva anche come gli ISP non siano tenuti in considerazione nella "ideazione delle politiche di Internet in Italia" da parte del Governo.

L'associazione segnala anche come la legge di equiparazione attendeva un regolamento attuativo dell'Agenzia delle TLC e che quindi "di fatto ancora non puo' essere utilmente applicata agli ISP, dopo cinque mesi, perchè il regolamento non è stato ancora completato. Mentre ad oggi dunque l'ISP si dovrebbe comprare una centrale telefonica per essere equiparato agli operatori (proprio l'opposto dello spirito della 59), inoltre si continua ad insistere su una non applicabilità della stessa ai numeri geografici, e nelle more di questa infinita storia, Telecom Italia sta spostando utenze Internet residenziali (i tipici clienti degli ISP) verso ADSL a consumo, depotenziando ulteriormente gli effetti (futuri, ahimè) della 59".

Assoprovider rileva infine come gli ISP oggi paghino le conseguenze e i costi dell'esplosione della bolla speculativa della new economy, dove tranne rare eccezioni "gli ISP non hanno usufruito degli investimenti della finanza e delle borse italiane".

"Insomma - conclude la nota - il rischio dello scacco matto contro di loro, gli ISP italiani lo stanno realmente ed inaspettatamente correndo in questo autunno 2002 che doveva essere di rilancio".
TAG: adsl
12 Commenti alla Notizia 75 euro, la protesta dei provider
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  • Bhe, tanto si parla e tanto si discute. Telecom quì, Telecom lì.
    Ma le alternative ?
    Io ho dato fiducia a Infostrada, con Libero ADSL Light... una schifezza mostruosa. Nemmeno lontanamente paragonabile al modem 56K.
    Ora, appena mi scade il contratto passo a Alice che ho provato da un sacco di amici e va all'incirca dalle 400 alle 1000 volte più veloce, e non scherzo.
    Questi "fondi" che dovrebbero essere stanziati dal governo credo dovrebbero servire a Telecom per foenire più connettività agli ISP, in modo da permettere loro delle offerte di qualità maggiore. O sbaglio qualcosa ?
    non+autenticato


  • - Scritto da: Salvatopo

    > Questi "fondi" che dovrebbero essere
    > stanziati dal governo credo dovrebbero
    > servire a Telecom per foenire più
    > connettività agli ISP, in modo da permettere
    > loro delle offerte di qualità maggiore. O
    > sbaglio qualcosa ?

    Sbagli tutto, dovrebbero finire direttamente agli altri in modo che le linee se le possano costruire loro!
    non+autenticato
  • Non credo che telecom abbia bisogno di finanziamenti statali per promuovere l'adsl, che si sta affermando benissimo da sola.

    Forse sono altri settori che richiedono l'intervento statale. Alla fiat, per esempio, si preparano a licenziare migliaia di persone, e quello automobilistico è un settore che è considerato trainante per tutta l'economia nazionale [parole di marzano, min. attività produttive].
    non+autenticato
  • Non vi sta bene il contributo di 75 euro? Ma che cosa volevale, invece di un contributo preferivate una bella sovratassa di 200 euro su ogni contratto stipulato? Andate a nascondervi.

    Gu
    non+autenticato
  • Parto da questa frase dell'Assoprovider: "Siamo sicuri - chiede l'Associazione - che al paese stia bene la larga banda, ma da un solo fornitore?"

    No, anzi, siamo tutti sicuri che sarebbe molto meglio averne diversi, e non dipendere al 100% da mamma Telecom che, per la cronaca, al momento possiede _TUTTI_ i DSLAM a livello nazionale (i DSLAM sono gli oggetti da installare nelle centrali per permettere l'accesso ADSL).

    Bene, ora che abbiamo appurato che tutti siamo d'accordo su questo punto, chiedo all'Assoprovider: qualcuno di loro si sta concretamente muovendo per fare reti alternative a quelle di Telecom Italia?

    Gia', perche' accusare l'operatore dominante e' facile, chiedere l'accesso alle sue reti a prezzo calmierato anche, ma _fare_ le reti richiede investimenti, tecnologia e know-how, e mantenerle in efficienza richiede un mucchio di soldi.

    Ed infatti, tutti gli altri operatori si lamentano, sperano che lo Stato gli conceda per legge l'accesso alle reti Telecom al prezzo che vogliono loro, ma ben si guardano dal pensare di creare reti alternative.

    L'unica (positiva) eccezione e' Fastweb: loro hanno pesantemente investito in tecnologia, hanno una bella rete in fibra ottica che si sta espandendo, e sono gli unici a essere davvero competitivi con Telecom Italia.

    In definitiva, sia come utente sia come tecnico penso vada premiato solo chi crea e possiede la tecnologia di accesso, e non chi la rivende semplicemente.

    Saluti

    Giorgio
    non+autenticato
  • - Scritto da: Giorgio
    > Parto da questa frase dell'Assoprovider:
    > "Siamo sicuri - chiede l'Associazione - che
    > al paese stia bene la larga banda, ma da un
    > solo fornitore?"
    >
    > No, anzi, siamo tutti sicuri che sarebbe
    > molto meglio averne diversi, e non dipendere
    > al 100% da mamma Telecom che, per la
    > cronaca, al momento possiede _TUTTI_ i DSLAM
    > a livello nazionale (i DSLAM sono gli
    > oggetti da installare nelle centrali per
    > permettere l'accesso ADSL).
    >
    qualcosa mi dice che siamo colleghi/concorrenti

    > Bene, ora che abbiamo appurato che tutti
    > siamo d'accordo su questo punto, chiedo
    > all'Assoprovider: qualcuno di loro si sta
    > concretamente muovendo per fare reti
    > alternative a quelle di Telecom Italia?

    il tuo discorso e' giusto ma anche sbagliato,
    come ben sai la costruzione di reti alternative
    e' molto lenta o costosa a meno che non si abbiano
    gia' concessioni su tutto il territorio per "aprire" cantieri in giro (o facilitazioni a
    farlo).

    >
    > Gia', perche' accusare l'operatore dominante
    > e' facile, chiedere l'accesso alle sue reti
    > a prezzo calmierato anche, ma _fare_ le reti
    > richiede investimenti, tecnologia e
    > know-how, e mantenerle in efficienza
    > richiede un mucchio di soldi.
    >
    Telecom e' riuscita a creare quella rete che ha
    grazie al monopolio di 50 anni che ha avuto...
    quindi dovrebbe consentire un accesso a tale rete
    a costi molto + abbordabili.

    > L'unica (positiva) eccezione e' Fastweb:
    > loro hanno pesantemente investito in
    > tecnologia, hanno una bella rete in fibra
    > ottica che si sta espandendo, e sono gli
    > unici a essere davvero competitivi con
    > Telecom Italia.
    discutibile ...

    > In definitiva, sia come utente sia come
    > tecnico penso vada premiato solo chi crea e
    > possiede la tecnologia di accesso, e non chi
    > la rivende semplicemente.
    secondo me devono essere premiati tutti, magari
    in misura maggiore chi sta investendo in una propria rete, ma in generale tutti, anche quelli
    che "sfruttano" le reti altrui.
    non+autenticato


  • - Scritto da: Giorgio
    > Parto da questa frase dell'Assoprovider:
    > "Siamo sicuri - chiede l'Associazione - che
    > al paese stia bene la larga banda, ma da un
    > solo fornitore?"
    >
    > In definitiva, sia come utente sia come
    > tecnico penso vada premiato solo chi crea e
    > possiede la tecnologia di accesso, e non chi
    > la rivende semplicemente.

    mi hai tolto le parole di bocca, aggiungo solo che per motivi religiosi io (e tutti quelli che conosco) non ho mai ne' daro' mai un eurocent a telecom. Ricordo in assenza di concorrenza quando si veniva derisi e trattati come dei pezzenti dagli operatori del 187, m'hanno addebitato per decenni spese inesistenti, hanno gonfiato bollette e continuano a favorire le truffe con i loro servizi del cazzo a furto aggiunto. Per questi ed altri motivi io non scelgo telecom e sono disposto a spendere di piu' pur di non averli tra le pa**e
    non+autenticato
  • Sono perfettamente d'accordo !
    Non aggiungo altro.
    non+autenticato


  • - Scritto da: Salvatopo
    > Sono perfettamente d'accordo !
    > Non aggiungo altro.

    Sicuro che non ci sia altro da aggiungere?
    Prova un po' a pensare....

    TELECOM: decine di anni di monopolio assoluto (per legge) durante i quali hanno POTUTO guadagnare ed reinvestire i loro guadagni contando sulle TASSE che per legge i cittadini dovevano versare...
    Sfido io che sono quasi l'unica azienda italiana che puo' permettersi di fare investimenti in reti di telecomunicazioni...
    POI lo stato ci dice che un po' di liberalizzazione del mercato va bene e fa bene... (di fatto a chi non e' chiaro) senza pero' contare che la maggiore azienda intatto GODE di un vantaggio praicamente irraggiungibile...
    Ma in questa situazione di mercato ASSOLUTAMENTE DISTORTA (leggersi la storia prego) come e' ragionevolmente pensabile che gli ISP italiani possano permettersi di investire sufficientemente in infrastrutture per "essere premiati"....?????
    Non Ti/Vi pare?
    non+autenticato
  • > No, anzi, siamo tutti sicuri che sarebbe
    > molto meglio averne diversi, e non dipendere
    > al 100% da mamma Telecom che, per la
    > cronaca, al momento possiede _TUTTI_ i DSLAM

    Alcuni operatori operano in unbundling e quindi installano propri DSLAM nelle centrali.

    >
    > Bene, ora che abbiamo appurato che tutti
    > siamo d'accordo su questo punto, chiedo
    > all'Assoprovider: qualcuno di loro si sta
    > concretamente muovendo per fare reti
    > alternative a quelle di Telecom Italia?
    >
    > Gia', perche' accusare l'operatore dominante
    > e' facile, chiedere l'accesso alle sue reti
    > a prezzo calmierato anche, ma _fare_ le reti
    > richiede investimenti, tecnologia e
    > know-how, e mantenerle in efficienza
    > richiede un mucchio di soldi.

    Quegli investimenti tecnologia li hai pagati tu con le tasse. Trova tu un socio come il Ministero del Tesoro che sottoscrive aumenti di capitale per decine di anni di fila per pagare le perdite derivate dalla costruzione di infrastrutture.

    > In definitiva, sia come utente sia come
    > tecnico penso vada premiato solo chi crea e
    > possiede la tecnologia di accesso, e non chi
    > la rivende semplicemente.

    Su questo sono d'accordo. Infatti pagando un po' di più si ottengono servizi e assistenza migliori di quelli di Telecom.
    non+autenticato
  • ... che, fin dall'inizio premeditato o meno, i piccoli ISP dovevano far la parte delle cavie e dai fatti sembra proprio che quanto suddetto sia avvenuto a totale discapito, in questo settore, dei piccoli ISP

    Chiaro che rimarrà solo quei quattro, guarda caso e in un modo o nell'altro, riconducibili ai precedenti monopoli cui TLC, Enel, ecc.

    In sintesi siamo tornati su un binario parallelo ma nella stessa situazione come già anni fà eravamo ritornando distribuiti i servizi, come suddetto, ai soliti quanttro.

    Assoprovider, con tutto il rispetto, sa bene che non potà fare più nulla se non appoggiata con ben più energia, compattezza e decisione ... ma questo non fa parte dei geni italiani.

    Le PMI sono sempre state i soli cardini della economia italiana perchè l'Italia si è sempre e solo sorretta grazie alle PMI e alla loro elasticità di poter evolvere.

    Purtroppo, e questo anche grazie alla ignoranza ma in qualche modo con accondiscendenza - in buona fede - anche del consumatore a sua volta utilizzato come cavia anche quest'ultimo,ha spinto e costretto le PMI ad adeguarsi e in qualche modo offrire e distribuire i propri servizi operando a mò di Spa quotata perchè l'"artigiano" in quel momento non poteva essere considerato nel settore della ICT, così come è avvenuto in altri settori,ad esempio, vedasi ristorazione, ecc.

    Ora non è rimasto più nulla se non un mare di debiti e problemi e tutto a discapito sia dei piccoli operatori e sia degli stessi consumatori.

    ICT, posti di lavoro, ecc. ... F I N E.

    Red
    non+autenticato
  • (riscritto e ricorretto, scusate)

    ... che, fin dall'inizio premeditato o meno, i piccoli ISP dovevano far la parte delle cavie e dai fatti sembra proprio che quanto suddetto sia avvenuto a totale discapito, in questo settore, sia dei piccoli ISP e a discapito dei consumatori.

    Chiaro che rimarranno solo quei quattro che, guarda caso e in un modo o nell'altro, riconducibili ai precedenti monopolisti cui TLC, Enel, ecc.

    In sintesi siamo tornati su un binario parallelo ma nella stessa situazione come già anni fà eravamo ritornando distribuiti i servizi, come suddetto, dai soliti quanttro anche se vestiti diversamente.

    Assoprovider, con tutto il rispetto, sa bene che non potà fare più nulla se non appoggiata con ben più energia, compattezza e decisione ... ma questo non facente parte del gene italiano.

    Le PMI sono sempre state i soli cardini della economia italiana perchè l'Italia si è sempre e solo sorretta grazie alle PMI e alla loro elasticità e capacità di poter evolvere.

    Purtroppo, e questo anche grazie alla ignoranza ma in qualche modo accondiscendente - in buona fede - anche del consumatore cui sua volta utilizzato come cavia anche quest'ultimo,ha spinto e costretto le PMI ad adeguarsi ed in qualche modo ad offrire e distribuire i propri servizi operando a mò di Spa quotata perchè se l'"artigiano voleva lavorare", in quel momento, non poteva essere considerato e inserito nel settore della ICT, così come è avvenuto in altri settori,ad esempio, vedasi ristorazione, ecc.

    Ora non è rimasto più nulla se non un mare di debiti e problemi senza più possibilità di rimedio, e tutto a discapito sia dei piccoli operatori e sia degli stessi consumatori.

    ICT, posti di lavoro, ecc. ... F I N E.

    Red
    non+autenticato