Gaia Bottà

Shakerare geek e creativi in un fertilizzante di innovazione

Tre giorni nei quali menti e braccia convergeranno: al Social Innovation Camp i netizen potranno tradurre in strumenti web le proprie proposte per cambiare il mondo

Roma - Ci sarà spazio per le idee e per chi si occuperà di convertirle in prodotti, sarà un brainstorming che coniugherà tecnica e creatività per dare vita a progetti utili, innovativi, dirompenti. Saranno tre giorni di Social Innovation Camp, un evento organizzato da School of Everything, NESTA e Young Foundation, con il supporto tecnologico di Yahoo! Developer Network.

Idee e codice, creativi e sviluppatori, un incubatore di innovazioni: questa la ricetta del Social Innovation Camp, questa la combinazione alla quale si darà vita dal 4 al 6 aprile a Londra. Le idee stanno proliferando: scaturite dalle frustrazioni con le quali si incappa nella quotidianità, maturate per migliorare la qualità della vita di comunità di persone, studiate per semplificare operazioni complesse, tutte le idee faranno perno sul social web. Penseranno i geek a plasmare il codice per tradurre in strumenti 2.0 i concetti balenati nelle menti dei partecipanti.

Fino al 7 marzo c'è tempo per depositare il proprio distillato di creatività: nei giorni successivi una commissione valuterà le proposte e la loro originalità, verranno pubblicati gli spunti su cui si inizierà a lavorare e coloro che intendono offrire il proprio contributo potranno iniziare a stabilire relazioni e a raffinare le idee. Nelle giornate dell'evento si tenterà di trasformare le relazioni in servizi: geek e creativi lavoreranno fianco a fianco per dar vita ai progetti, consigliati da mentori che ne valuteranno la fattibilità, mentre gli sponsor aguzzeranno la vista per individuare i possibili destinatari di finanziamenti.
L'obiettivo della giornata sarà creare le condizioni perché idee che nascono dal basso si concretizzino in strumenti utili alla persone, senza che sia necessaria la mediazione delle grandi aziende. Social Innovation Camp sarà un punto d'incontro, un momento in cui gli attori che partecipano all'elaborazione di progetti potranno riunirsi, organizzarsi autonomamente, mettere in comune competenze e capacità.

"Un'idea si mette in moto solo quando è condivisa" ha spiegato Charles Leadbeater, fra il comitato degli organizzatori, nonché autore del saggio We Think. Creare un ecosistema innervato di relazioni è creare un ambiente nel quale le idee possono emergere, possono essere affinate, possono germogliare ed essere reinventate. Incoraggiare la condivisione della conoscenza e lo sviluppo di idee e servizi dispiega i propri effetti non solo nell'immediato ma anche a lungo termine: rendere più semplice la concretizzazione delle idee, offrire la possibilità di condividerle e tradurle in realtà funge da fertilizzante per altre idee, per un'innovazione che emerga dal basso e che soddisfi le reali esigenze delle persone.

Gaia Bottà