Quando il 144 non paga le tasse

La Guardia di Finanza ha scoperto oltre cento evasori fiscali. Incassavano senza dichiararli i profitti ottenuti attraverso numerazioni telefoniche a valore aggiunto

Roma - 107 evasori totali, 39 milioni di euro di imponibile mai tassato, 9 milioni di euro di IVA evasa, rilievi in materia di IRAP per oltre 13 milioni di euro. Sono i numeri dell'operazione Phone Tree condotta dalle Fiamme Gialle mediante 117 controlli effettuati in tutta Italia.

Oggetto di indagine, le società legate a servizi erogati attraverso numerazioni telefoniche prefissate 144, 166, 892 e 899, che dovrebbero prevedere una tariffa a sovrapprezzo come compenso per servizi di carattere sociale-informativo, di assistenza, di consulenza tecnico-professionale e di intrattenimento (astrologia, cartomanzia ecc): i cosiddetti gonfiabolletta.

Per gonfiabolletta si intendono tutti quegli espedienti - e, per estensione, chi li applica - utilizzati per guadagnare denaro alle spalle degli utenti di telefonia attraverso numerazioni telefoniche a tariffa elevata. Accanto a servizi legittimi, molto spesso alcuni numeri "a valore aggiunto" sono legati ad iniziative truffaldine. Contro questi ultimi si è impegnata la Guardia di Finanza, scovandone oltre 100.
Questa volta le vittime non sono (solo) i consumatori, visto che le aziende sono accusate anche di appropriazione indebita: la mega-inchiesta della Guardia di Finanza ha mostrato l'altra faccia del fenomeno dei servizi a valore aggiunto, facendo emergere guadagni sommersi di numerose società che non si preoccupavano neppure di denunciare i propri proventi all'Erario.