Il Nord-Est scopre Internet

Lo spiega una ricerca svolta da Ferdinando Azzariti dell'UniversitÓ Ca'Foscari di Venezia in collaborazione con Cisco. L'innovazione non Ŕ pi¨ una sconosciuta

Venezia - Le imprese italiane del Nord-Est, quell'oceano di piccole e medie realtà che trainano l'economia italiana, sono sempre più attente alla tecnologia e dopo qualche ritardo ora iniziano sempre più spesso ad integrare l'innovazione tecnologica nei propri processi e nelle proprie strategie.

Lo afferma una ricerca svolta da Ferdinando Azzariti dell'Università CàFoscari di Venezia in collaborazione con Cisco, uno studio che non nasconde come molte imprese ancora non abbiano percepito il "salto di qualità" che l'adozione delle nuove tecnologie, comprese evidentemente quelle "made in Cisco", secondo il luminare veneto può provocare.

La ricerca, Dall'economia dell'esperienza all'economia della conoscenza diffusa: questa la nuova sfida per le PMI, ha coinvolto 250 PMI di Veneto, Friuli e Trentino Alto Adige, un campione suddiviso nelle varie attività produttive e dimensionali. "Strategia, mercato e organizzazione sono tre sfide fondamentali che le imprese del Nord Est affrontano già in maniera vincente - spiega l'autore - Non così avviene per l'innovazione e per la tecnologia che rimangono per lo più al margine della plancia di comando dell'imprenditore: la ricerca può essere sviluppata anche in modo consistente al proprio interno, ma le realtà universitarie e di ricerca esterne sono scarsamente considerate; la tecnologia è adottata per scopi gestionali e di comunicazione, ma è quasi sempre considerata un centro di costo necessario - e non necessariamente capace di sviluppare vantaggio competitivo".
Sono anzi pochi gli imprenditori che dichiarano di voler aumentare gli investimenti in tecnologia per il futuro. "Anzi - si legge in una nota di presentazione della ricerca - nei casi delle aziende più grandi (Villaggio Globale) si ritiene che nei prossimi tre anni si avrà una loro riduzione. La convergenza su IP delle reti dati, voce e video, il wireless e la mobilità, gli strumenti di collaboration sono visti più come costi, non come investimenti in grado di generare valore strategico. Al crescere delle dimensioni e della struttura aziendale l'interesse e la conoscenza in merito aumentano, ma non risultano decisive: in genere ci si pone in una posizione da "follower", restando in attesa di valutare, sulla base dell'esperienza di altri, se integrarle nella propria impresa o meno".

Secondo Stefano Somenzi, direttore della divisione PMI di Cisco Italy, "vi sono sfide tecnologiche e di innovazione che non possono essere lasciate cadere se si vuole fare un salto di qualità in un contesto competitivo che cambia di giorno in giorno".