Enrico Giancipoli

Sempre meno i videogame per adulti

Il numero dei videogiochi con contenuti forti fa registrare una netta diminuzione nel 2007, ma sono titoli che, nella maggior parte dei casi, continuano a riscuotere un grande successo tra il pubblico

Roma - ESRB (Entertainment Software Rating Board) è un'organizzazione di autoregolamentazione che nel Nordamerica, ovvero in Canada e negli States, classifica i videogiochi con l'intento di tutelare i videogiocatori più giovani dai contenuti "forti", ed in specie da quelli violenti o contenenti scene di sesso. Spesso il criterio con cui ESRB classifica i giochi suscita però perplessità e critiche.

I videogiochi destinati al mercato nordamericano passano per l'ESRB, che li analizza e poi vi applica uno dei seguenti bollini:
- E (Everyone): contenuto per tutti;
- E10+ (Everyone 10+): contenuto per i ragazzi sopra i 10 anni;
- T (Teen): contenuto per i ragazzi sopra i 13 anni;
- M (Mature): contenuto per i ragazzi sopra i 17 anni.

Nel 2007 ESRB ha assegnato il 59% di bollini E, il 15% di E10+, il 20% di T e il 6% di M (v. grafico sotto).



Il dato più evidente è il dimezzamento del numero di videogiochi con contenuti "maturi", passato dal 12% del 2005 al 6% del 2007, ad indicare una chiara volontà delle software house di diminuire gli investimenti in videogame con contenuti forti.

Ad ogni modo, non sempre il bollino "M" influisce negativamente sui videogame. I riferimenti sono evidenti: nel 2007 Halo 3, Call of Duty 4, Orange Box, BioShock, God of War II e Assassin's Creed. Tutti videogame che hanno venduto tantissimo. Spingendoci un po' più indietro, come dimenticare GTA San Andreas che nel 2006 ha battuto qualsiasi record di vendita preesistente?

Insomma, i videogiochi di qualità non risentono del rating M, vendono comunque. Anzi, talvolta vendono anche di più ed hanno più spazio sui giornali. Certo è che spesso si finisce per parare nel solito e vecchio argomento trito e ritrito: "i videogiochi istigano alla violenza" che tutti i videogiocatori con un po' di cervello hanno imparato a schivare come la peste.

Senza contare poi che le considerazioni etiche sui videogiochi sono fatte non di rado da persone che un videogioco non l'hanno neanche mai provato. Č il caso di Rule Of Rose, controverso videogame uscito nel tardo 2006. Il noto rotocalco italiano Panorama azzardava un'improbabile critica etica sul videogioco inserendo, a spezzoni, parti di recensione palesemente copiate dal forum di GamesRadar e scritte originariamente da un utente di 16 anni.

Ad ogni modo il dato di mercato è che il numero dei videogame per adulti è in forte contrazione. Probabilmente i publisher vogliono puntare ad una fetta di mercato più ampia, convinti dal successo di titoli "per famiglia" come Guitar Hero e Wii Sports.

Č importante comunque notare che, seppure il numero di videogame per adulti sia in caduta libera, i botteghini dicono altro. Analizzando le vendite dei videogame con rating ESRB nel 2006 e nel 2007, notiamo che il numero è diminuito ma gli introiti sono aumentati.



In definitiva, una considerazione piuttosto banale è che probabilmente vedremo meno videogame per adulti a favore della qualità: pochi ma buoni. Insomma se un videogame non è esaltante ed è pure per adulti, è ovvio che al botteghino diventa un potenziale fallimento: la percentuale dei possibili acquirenti si riduce drasticamente. Probabilmente i publisher se ne sono resi conto.

Enrico "Fr4nk" Giancipoli
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