Si può morire di videogames?

E' accaduto ad un giovane sud-coreano impegnato in una maratona videoludica durata la bellezza di 86 ore. Non ce l'ha fatta ed è morto

Roma - C'è qualcosa di inquietante nel modo in cui il servizio di informazione di Ananova ha fatto sapere del clamoroso decesso di un videogiocatore sud-coreano, un giovane incosciente che ha pagato con la vita una vera e propria assurdità.

Inquietante, perché il comunicato della polizia che ha annunciato l'accaduto sembra indicare nei videogiochi la causa della morte. In realtà l'uomo, un 24enne senza lavoro, era rimasto "agganciato" ad un computer con cui ha videogiocato per 86 ore.

Al termine della maratona l'uomo si è rifugiato nei bagni dell'internet café della città Kwangju, nella quale ha avuto luogo la sua incredibile performance ed è lì che è stato trovato ormai deceduto.
A quanto pare, per 86 ore non aveva né dormito né mangiato.
47 Commenti alla Notizia Si può morire di videogames?
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  • ma questo ragazzo ha giocato 86 ore di fila a quaesto videogame?
    non+autenticato
  • vorrei sapere anch'io il titolo
    non+autenticato
  • Cavolo una volta sono stato attacato al pc per
    24 ore ... ero ad una lan! Sorride

    Voglio sapere qual'è il titolo di questo gioco così bello da riuscire a non farmi mangiare, bere, alzarmi, rispondere al telefono, non andare a lavoro.

    mah!

    non+autenticato


  • - Scritto da: Bartman
    > Voglio sapere qual'è il titolo di questo
    > gioco così bello da riuscire a non farmi
    > mangiare, bere, alzarmi, rispondere al
    > telefono, non andare a lavoro.

    pac-man... A bocca aperta
    non+autenticato
  • A) Trombando
    B) Giocando ai videogamez

    rispondere sotto magari con un commento
    Grazie.
    non+autenticato
  • Ma che gusto ci trovate a sfottere una morte sensa sapere nemmeno esattamente cosa è successo.

    Tanti anni fà nei primi anni 80 quando imperversavano gli arcades nelle sale giochi e ancora l'industria non era diventata cosi avida da imporre una fine dei giochi (per costringerti ad andartene o immettere un nuovo gettone anche se non avevi sbagliato mai), si scateno la mania di mettere i primati.
    In tutto il mondo ma in particolare negli stati uniti frotte di ragazzini fenomeni ai videogiochi iniziarono a sfidarsi in performance che alla fine diventavano unicamente gare di resistenza.
    In pratica i più bravi potevano giocare al loro gioco preferito a oltranza visto che il numero di vite che vincevano erano superiori a quelle che perdevano.
    Si inizio a registrare i primati mondiali e localidei giochi più diffusi, c'erano riviste e credo anche appositi organismi che se ne occupavano.
    Funzionava cosi il ragazzino si allenava giocando dalle due o quattro ore al giorno quando si sentiva pronto a sfidare il precedente primato si accordava col gestore della sala giochi (o del bar o del locale) che dava volentieri la possibilità per la pubblicità che ne otteneva in cambio o per amicizia ,e con un gruppo di amici che gli avrebbe fatto da sostegno e rifornito di viveri mentre giocava (a seconda dei giochi mangiava con una mano o veniva imboccato ).
    Se vinceva un numero elevato di vite poteva permettersi pure brevi pause.
    Nacque anche una piccola industria di oggettistica per il fenomeno tipo guanti anticallo studiati per il joistick , musicassette da walkman con musica studiata appositamente per conncentrarsi nel videogame.
    Poi una volta partita la gara l'aspirante recordman stava 2/3 o più giorni incollato alla macchinetta fino a quando non aveva superato il primato precedente, non si fosse stufato, non fosse crollato o evento molto raro non finisse la partità per esaurite vite.
    Il gusto di dimostrare di essere il migliore al mondo spingeva questi ragazzini a spingersi ai limiti della resistenza, oppure il gusto inconsciente di fare una follia o di diventare un mito nel proprio gruppo di amici.
    Non so se allora qualcuno di questi tentativi fini in traggedia... sicuramente sarei curioso di incotrare qualcuno dei protagonisti dell' epoca e farci una chiacchierata vent'anni dopo.
    Non so niente della vicenda Koreana (neanche se è vera),posso supporre che probabilmente oggi con i giochi da pc non necessariamente legati ad un finale di partità in luoghi pubblici (gli internet bar) si stanno ricreando le stesse condizioni di quei pionieristici anni.
    Sembra facile criticare un ragazzo che sta 86 ore davanti a un monitor a compiere una missione folle rassicurati dalla nostra tranquilla normalità, ed anche più facile fare battute idiote... io personalmente penso che qualsiasi siano state le motivazioni il ragazzo morto meriti rispetto.
    non+autenticato
  • .. rispetto ..???
    .. ma tirendi conto cosa stai dicendo ..rispetto per un essere umano che sta daventi ad un videogame per 86 ore senzane mangiare o fare altro .. io dovrei avere rispetto per una persona che non ha rispettto manco di se stessa.. ???
    ma non dire cazzate per cortesia.. quello non aveva rispetto neanche di se stesso .. etu dici di dargli ripetto .. va a cagher .. !!!
    non+autenticato
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