Bancoposta? Un'avventura in più

Il dettagliato racconto di un lettore alle prese con l'apertura di un conto BancoPosta, con il sito e il call center delle Poste e con le attivazioni a sorpresa

Genova - Sono un fortunato (almeno fino all'assorbimento da parte del Gruppo Unicredito) utente di una banca di paese, la Rolo Banca. La particolarità di questa Banca consiste nel non avere sportelli in Liguria, dove mi sono trasferito ormai da tempo, ma solo in tutte le regioni limitrofe. Stanco di impazzire per incassare un assegno e intenzionato ad avere una carta di credito sicura su un conto da tenere sotto controllo, da quando ho cambiato abitazione e sono vicino ad un ufficio postale ho fatto un pensierino per il Banco Posta.

Vado all'ufficio postale già con i miei moduletti scaricati da Internet e compilati diligentemente. Le ragazze dell'ufficio mi accolgono soprese, non sapevano dei moduli on-line. Controllano come ho compilato, fanno una copia e mi dicono che riceverò informazioni da loro via posta entro un paio di settimane. È il 17 aprile 2002.

Passano un paio di settimane ma non mi spazientisco, ho già mentalmente moltiplicato i tempi statali e parastatali per un fattore di uno e mezzo e quindi attendo ancora una settimana. Alla terza settimana vado di nuovo nell'allegro ufficio chiedendo informazioni. Guardano sul terminale e.. miracolo! Il mio conto è già attivo ma risulta strano che non mi sia arrivata una lettera con le informazioni fondamentali: CIN, ABI, CAB e Numero di Conto.
Controllano cosa è successo alla mia lettera informativa e: "ma certo!.. non abbiamo messo il numero di interno". Il postino, non vedendo alcuna targhetta con il mio cognome ha fatto spallucce e se l'è riportata a casa. Notare che tutte le settimane vedo passare almeno tre lettere, depositate sopra il box delle buche delle lettere, destinate a Cognomi non in elenco e non recanti alcun interno. Sarà che il mio cognome fa poco Genovese. A parere mio, se fossero veramente personali verrebbero recapitate via raccomandata A/R. Pazienza, la lettera non è più nemmeno in sede e quindi ciccia, farò senza.

Ora, il primo dei tre passi per diventare un fortunato utente delle poste l'ho fatto. I due restanti sono relativi al Banco Posta OnLine da me richiesto e la Carta di Credito, quella "base". I tempi, almeno per il secondo servizio, sono attorno al mese che, moltiplicato per il fattore di cui sopra, possono tranquillamente diventare un mese e mezzo.

Mi è stato detto che devo essere un utente di Poste.It per poter avere un account come Banco Posta e che questo utente devo farlo al più presto, prima che mi mandino la lettera di attivazione. Mi sbrigo, vado sul sito di Poste.it, compilo diligentemente il mio form on-line ed alla fine della procedura mi viene detto che sono già registrato. È vero a metà e mi spiego.

Due anni fa, nel 2000, mi sono effettivamente iscritto al servizio di Poste.it per il gusto della mailbox e per testare i loro servizi. Al termine della compilazione del form viene restituito parte di un codice via mail. L'altra parte viene racapitata via Telegramma e l'intero codice doveva essere restituito al sito poste.it entro dieci giorni (interpreto "dalla compilazione del form" visto che non ci sono altre indicazioni) per completare l'attivazione.

Il Telegramma (a riprova della celerità del servizio) è arrivato dopo 12 giorni, io ho visto il codice ma non volendo fare nemmeno la prova l'ho buttato. Non c'era alcuna indicazione nel telegramma se non il codice e visto che abbiamo "sforato" non posso più completare l'attivazione. Pazienza. Ma è proprio da qui che ritengo derivi il mio status di utente già attivo.

Intanto arriva il codice di attivazione del Banco Posta on-line (sempre metà, l'altra metà arriva via mail sulla casella di poste.it). Siamo al 30 luglio 2002. Scrivo via mail all'helpdesk di Poste.it. Niente. Scrivo ancora. Niente. Allora mi scrivo un bel programmino che manda una mail ogni due ore per una settimana ed alla fine...

La prima risposta è del tipo: "Guardi, per il suo tipo di problema dobbiamo sentirla, quindi contatti il 160". (Nota folkloristica: dopo due mesi dalle mie mail, ancora oggi "ogni tanto" ricevo mail di risposta al mio "mail bombing soft", probabilmente processano in modo automatico qualsiasi mail di protesta)
Chiamo il 160, spiego più volte l'inghippo e mi viene detto che prendono in carico il problema, anche se non sono loro ad occuparsene ma lo staff di poste.it (spero non l'helpdesk di cui sopra, però). Nel giro di una decina di giorni mi viene attivata la mia casella poste.it, con la password che già avevo specificato nel 2000. Tutto ok no?

Beh sì, in teoria in questa casella di posta tra le varie cose dovrei trovare la mail di attivazione di banco posta on-line con l'altra metà del codice. Ed invece niente. Penso "non c'è niente perché la casella non era attiva quando hanno fatto l'invio". Il discorso fila se non per il fatto che una mail nella casella c'è, e sono gli auguri di Buon Natale (o Buon Anno, non ricordo) del 2000. Del Duemila! A parte che mi ritengo offeso per non averli ricevuti anche nel 2001, ma allora perchè non ho ricevuto niente? La questione per ora la ignoro...
80 Commenti alla Notizia Bancoposta? Un'avventura in più
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  • non riesco a chiudere il conto in posta.

    1 volta: mi dicono che non posso chiudere il conto xchè sul conto ci devono essere almeno 75 euro

    2 volta torno dopo aver versato i 75 euro mi dicono che devo riportare gli assegni non rimasti


    3 volta manca il tesserino postamat scaduto non rinnovato (al monento della rinuncia al postamat mi è stato detto che potevo buttare quello scaduto) adesso devo andare dai carabinieri a denunciare lo smarrimento dello stesso x chiudere il conto

    speriamo la prossima volta di riuscire a chiudere il conto
    non+autenticato
  • Ciao volevo sapere se nel momento in cui ci si reca in posta per sottoscrivere il modulo di apertura c/c bancoposta rilasciano contestualmente il numero del conto o bisogna aspettare un periodo di tempo per avere tale informazione. in ques'ultimo caso sapete dirmi quanto tempo?
    Grazie
    b_b1981
  • Il mio conto BancoPosta, come ho già detto, funziona perfettamente. Tuttavia lamento scarsissima professionalità, sia in moltissimi sportelli PT, che nelle consegne contrassegno effettuate da SDA di cui CORRADO PASSERA è stato l'artefice delle UNIONE di quest'ultima, con le PT. Da notare che la SDA appartiene alla moglie del medesimo.....! Non voglio nulla insinuare. E', comunque, un dato di fatto!
    non+autenticato
  • Anche io ho il Bancoposta online e anche per me la prassi per l'attivazione della casella di posta, per avere accesso al conto on line e per ricevere il codice per effettuare le transazioni, è stata lentuccia, ma non difficile.

    Certo non posso fare il confronto con i tempi di una banca non avendo mai aperto un conto on line presso una banca.

    Forse lo sfortunato utente dell'articolo ci ha messo anche un pò di suo per incasinarsi la vita...

    Tutto sommato il bancoposta on line mi piace...
    non+autenticato
  • Ho da raccontarne una simile. La mia attivazione del conto e del servizio online è andata benone, ma non mi ero mai preoccupato di richiedere il "codice dispositivo", ovvero quel codice che permette di fare operazioni dispositive (ad es. bonifici) online.
    Mesi dopo ho provato a richiederlo, ma all'ufficio postale risultava che fosse già stato consegnato, e quindi mi dicono che non posso più averlo, se non chiudendo del tutto il servizio online (perdendo quindi anche la carta Postamat) e ripartendo da zero.
    Da notare alcune stranezze:

    - a luglio 2002 mi sono rivolto al mio ufficio postale;

    - dato l'insuccesso di cui sopra, ho scritto a info@poste.it il 16 luglio, per sentire cosa ne pensavano;

    - un paio di giorni dopo ricevo una strana telefonata da Poste Italiane: cercano un'altra persona, sempre per un problema BancoPosta; dato che non ero io la persona cercata, l'operatrice non ha potuto dirmi niente... molto curioso;

    - il 20 luglio ricevo una risposta via email che mi dice che hanno bisogno di contattarmi telefonicamente, e mi invita a chiamare il 160, proprio come alla persona che ha scritto la lettera da voi pubblicata;

    - quindi il 22 luglio ho chiamato il 160, senza ottenere alcuna soluzione dall'operatrice;

    - da allora ho scritto, nei giorni 22 luglio, 12 settembre, 18 settembre e 2 ottobre, a info@poste.it, la stessa email nella quale chiedevo ALMENO di confermare o smentire se quella della disattivazione totale del servizio era l'unica soluzione, e non ho MAI ricevuto alcuna risposta.

    Sembra proprio che il personale scelto per la gestione del servizio non sia di buona qualità.

    A me viene il dubbio che i miei dati siano stati "incrociati" con quelli della persona che cercavano al telefono, e magari il mio codice dispositivo è proprio in mano sua.

    Ora la mia questione è nelle mani di un amico che lavora alle Poste Italiane, in un ruolo di una certa importanza... spero che riesca a sapere qualcosa.

    PS: tutto questo avviene nel centro di Roma.
    non+autenticato
  • Rispondo a me stesso per un aggiornamento sulla situazione.

    Dopo qualche tempo ricevo un'altra email dalle poste italiane, che mi dice di nuovo che "riguardo al mio problema hanno bisogno di contattarmi telefonicamente", e mi invita a chiamare il 160. (Io dico: ma cosa gli costa rispondere direttamente via email?)

    Comunque telefono, e trovo finalmente una persona che riesce a svelarmi che posso chiedere il blocco e la riemissione del codice dispositivo SENZA che questo abbia alcun effetto sulla carta Postamat.
    Stranamente, poche ore dopo ricevo anche una telefonata da un altro operatore, che mi conferma con decisione quanto detto nella telefonata precedente (della quale non ho capito se lui era al corrente).
    È probabile che l'email e la telefonata siano state causate dal movimento provocato dal mio amico. Ma almeno una persona gentile e ben informata al 160 l'ho trovata, indipendentemente dall'amico.

    Concludendo, sono poi andato all'ufficio postale a chiedere blocco e riemissione; la gentile direttrice era un po' spaesata, ma ci siamo riusciti, e dopo pochi giorni ho avuto il mio nuovo codice, funzionante.
    non+autenticato
  • Angelo, complimenti per l'articolo, dovresti fare il giornalista.
    Se vuoi ridere fatti un giretto sul sito www.atsopocnab.it e ti consolerai un po' sapendo che qualcuno e' riuscito a dar fastidio alle fottutissime Poste.
    Ho letto sul Corriere che la Discovogue avrebbe scoperto un clamoroso falso in bilancio delle Poste nel 2000, e guardacaso Corrado Passera e' scappato via qualche mese fa.
    Scoppiera' il bubbone? Staremo a vedere alla prossima udienza processuale del caso BancoPosta...
    CON SIMPATIA
    IL GRANDE FRATELLO
    non+autenticato
  • Il mio conto BancoPosta, come ho già detto, funziona perfettamente. Tuttavia lamento scarsissima professionalità, sia in moltissimi sportelli PT, che nelle consegne contrassegno effettuate da SDA di cui CORRADO PASSERA è stato l'artefice delle UNIONE di quest'ultima, con le PT. Da notare che la SDA appartiene alla moglie del medesimo.....! Non voglio nulla insinuare. E', comunque, un dato di fatto!
    non+autenticato
  • cioe scusate ho capito bene che Corrado Passera attuale AD di IntesaBci (una delle maggiori banche italiane) era prima AD di Poste Italiane e sotto la sua gestione e' stato scoperto un falso in bilancio ovvero reato penalmente perseguibile??????
    QUALCUNO FACCIA QUALCOSA!!!!!!
    erik
    non+autenticato
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