Dario dElia
martedì 18 marzo 2008

C'è chi i lavoratori ICT li strapaga

Nel mercato ICT di Singapore, Malaysia e Hong Kong gli aumenti dei salari nel 2007 sono stati da capogiro. Il trend riguarda tutti: fuoriclasse e truppa

Roma - Mentre in Italia si accende il dibattito sui salari dell'ICT, altrove vi sono forze industriali aliene che applicano aumenti anche del 40%. È quanto accade nella costellazione asiatica composta da Singapore, Malaysia e Hong Kong. Secondo il Robert Walters Global Salary Survey 2008, nel 2007 i salari di entrata della maestranze IT sono cresciute mediamente di circa il 20/30%, con punte massime per i migliori anche del 40%.

C'è chi i lavoratori ICT li strapaga"Di conseguenza, chi offre incrementi inferiori al 10% rischia che i candidati accettino altre offerte, o rilanci da parte degli attuali impiegati", si legge nell'indagine come riportata da ZDnet. Già, perché le aziende negli ultimi tempi si sono ritrovate ad avere a che fare con un gran numero di dimissioni. Il dinamismo del mercato del lavoro ha trasformato salari, contrattazioni e benefit in argomenti chiave del quotidiano. Nessuno dei professionisti IT, insomma, si sposa per la vita con l'azienda che l'assume e guarda molto da vicino a come viene considerato sul posto di lavoro.

Secondo la società di consulenza Robert Walters, per mantenere uno staff di qualità non ci si può solo affidare all'aumento dei salari e ai bonus. Bisogna gestire al meglio i sistemi di promozione, migliorare le relazioni con i dipendenti e attivare benefit flessibili. Strategie che in Italia sembrano utopie, soprattutto se si considera che a Singapore sono giunti persino alla creazione di veri e propri dipartimenti che si occupano solo della staff retention, ossia delle modalità con cui allontanare il più possibile lo "spettro" delle dimissioni.
"È diventato sempre più evidente che se la prima sfida è quella di assumere talenti, il coinvolgimento continuo e i programmi di incentivi sono essenziali per mantenere lo staff e rassicurarlo sul fatto che lo sviluppo della loro carriera è considerato seriamente", ha sottolineato Mark Ellwood, manager di Robert Walters a Singapore. "La ricerca ha dimostrato che le contro-offerte raramente funzionano, come ogni altro tempone. La maggior parte degli impiegati che accettano contro-offerte lasciano poi l'impresa entro 12 mesi", conclude l'indagine.

Dario d'Elia
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