Alfonso Maruccia

Ron Jeremy: il porno online s'infila ovunque

La leggenda del cinema per adulti si lamenta dei siti di social broadcasting, che offrono impunemente film protetti dal diritto d'autore. L'industria a luci rosse va rispettata, tuona l'uomo baobab

Roma - Il celebre attore del cinema porno Ron Jeremy, ormai 55enne, ci dà ancora dentro: piuttosto che rassegnarsi alla pensione, l'"uomo baobab" - così soprannominato per ben noti motivi - se la prende con quei portali specializzati nella distribuzione in streaming di contenuti per adulti, colpevoli a suo dire di furto nei confronti dell'industria di cui è uno dei principali protagonisti.

Ron Jeremy: il porno online s'infila ovunqueJeremy vuole prima di tutto rispetto per il cinema porno. Un rispetto che siti del calibro di YouPorn, PornTube e altri non hanno per i produttori, gli attori e gli artisti di settore. Secondo Jeremy i portali specializzati si sentono meno responsabili dei grandi siti di video sharing rispetto alle infrazioni al diritto d'autore.

"Quello che danneggia l'industria è Internet - dice un battagliero Jeremy - Prima era utile. Ogni società aveva il suo sito web. Ora ci sono cose come YouPorn e PornTube che offrono visioni in piena lunghezza dei film di Vivid. Chi c*** credono di essere?". Non a caso l'attore cita Vivid Entertainment, società di settore che si è scagliata contro il porno next-gen telematico e che intende portare alla sbarra proprio quei siti citati da Jeremy, colpevoli di violazioni e perdite per le industrie di settore nell'ordine di milioni di dollari.
"Non vedresti mai andare su YouTube una visione completa di un film di Steven Spielberg - continua Jeremy - Ma siccome si tratta di porno, (questi siti, ndr) pensano di farla franca. Per questo Vivid ora sta contrattaccando. La pirateria è pirateria, che il film sia classificato PG, R o X. Noi meritiamo lo stesso rispetto". L'attore vuole rispetto per quell'industria che ha notoriamente contribuito allo sviluppo di molte delle tecnologie alla base del Web.

Tanto più che il problema della "pirateria" telematica non guarda in faccia a nessuno, nemmeno all'uomo baobab o alle bionde con le misure abbondanti: non solo il web è infarcito di spezzoni video fruibili gratuitamente e niente affatto amatoriali, ma anche il P2P fa la sua parte nell'angustiare i sogni di gloria di produttori e celebri attori impegnati nell'industria del sesso.

Circa il 5% di tutti i file scambiati su rete BitTorrent, riporta TorrentFreak, è composto da contenuti per adulti, e molti di questi file sono protetti dal diritto d'autore. Non solo, tra i tracker privati più popolari in rete ci sono proprio quei portali specializzati in materiale pornografico.

Alfonso Maruccia
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