Luca Annunziata

Israele: DRM? No, grazie

Il governo di Gerusalemme risponde a quello USA: non fateci lezioni sul diritto d'autore. Il DRM - dice Israele - Ŕ roba vecchia

Roma - Israele risponde alle accuse di non fare abbastanza per la tutela del diritto d'autore, lanciate lo scorso mese dalla International Intellectual Property Alliance (IIPA). E lo fa con una lettera ufficiale indirizzata al Governo degli Stati Uniti, in cui con forza ribadisce non solo la totale legittimità del proprio ordinamento legislativo, ma anche l'anacronismo di pratiche di controllo quali DRM e DMCA.

Israele: DRM? No, grazieA quanto si legge nel documento, il ministero della Giustizia israeliano ha condotto una indagine per stabilire il gradimento delle forme di controllo dei contenuti: i risultati mostrano che "molti nutriti gruppi di autori si oppongono a queste misure, mentre altre categorie di detentori dei diritti si dicono favorevoli". Nel complesso si tratta di tecnologie molto discusse, "sia dal punto di vista del modello di business che dalla prospettiva del diritto d'autore".

"In effetti - scrivono i rappresentanti del ministero israeliano - alcuni fornitori di contenuti stanno già sperimentando forme di accesso prive di cifratura: dunque, discutere dell'implementazione del DRM non è produttivo ed è politicamente inconsistente". Parole dure, che negano qualsiasi accusa di non fare abbastanza per combattere la pirateria: eventuali minacce di ritorsioni, a mezzo di sanzioni sul commercio, sarebbero perciò prive di ogni fondamento.
Israele prende posizione anche sulla questione degli ISP, a cui punta ad attribuire un ruolo di meri fornitori di servizio per garantire la neutralità della rete: "La legge in discussione alla Knesset (il parlamento israeliano, ndr) è stata modellata sulla scia della direttiva dell'Unione Europea sul commercio elettronico: tenta di garantire la neutralità riguardo al tipo di contenuto che viene trasmesso, sia nel campo del copyright che in quello della libertà di espressione".

Diversamente da quanto accade negli States con il famigerato DMCA, lo scopo della normativa israeliana sarà quello di creare un sistema bilanciato, in grado cioè di equilibrare la spinta di chi tenta di far valere i propri diritti (gli autori di un brano musicale o di un video, ma anche un cittadino che si ritenga vittima di diffamazione) e di quanti invece esigono la possibilità di esprimere liberamente il proprio pensiero: "Un sistema che operasse la rimozione dei contenuti unicamente sulla base delle accuse di violazione della legge, si trasformerebbe in uno strumento artefice di censura e passibile di abuso".

Luca Annunziata

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