Alfonso Maruccia

BBC e i pirati. Essi vivono, l'industria muore

Il presente e il passato della pirateria, dai sette mari sino al file sharing. Parla anche Brokep di Pirate Bay, che difende i download da BitTorrent. E' condivisione della conoscenza, non furto

Roma - A un osservatore moderno, la pirateria suona principalmente come l'argomento centrale nella grande conversazione di questi anni sul diritto d'autore. La pirateria ha però una lunga storia, che viene ora ripresa e "attualizzata" da un podcast di BBC. Un'occasione per risolcare i mari caraibici ma anche per chiedere conto a un bucaniere telematico di quel che pensa della moderna pirateria, il "furto" della proprietà intellettuale.

Il podcast, che non val la pena "piratare" considerando che è già disponibile per il download in formato libero e gratuito, si addentra negli inizi del fenomeno piratesco, l'età dell'oro dei pirati a cavallo del diciassettesimo e diciottesimo secolo in cui Sir Francis Drake angustiava i vascelli spagnoli a tutto vantaggio degli affari del Regno Unito. Successivamente autori inglesi come Daniel Defoe hanno trasformato i criminali in mito, simbolo di avventura, libertà e morale libertina sulle cose della vita.

Dal mito ai giorni nostri, i pirati "off-line" continuano a rappresentare una minaccia non indifferente al transito di vascelli-cargo in giro per il mondo, considerando che, secondo le cifre della BBC, un buon 90% di tutte le merci vengono ancora trasportate in mare: il danno dei Jolly Roger attivi nei mari della Somalia, Nigeria, Asia e Americhe è stimato in decine di milioni di dollari l'anno. Ed è in crescita.
La pirateria è insomma un affare in pieno boom, soprattutto considerando che negli ultimi anni, con l'esplosione della distribuzione di contenuti online e la moltiplicazione incontrollabile dei canali di accesso a qualsiasi cosa possa venire codificato in formato binario-digitale, il termine ha assunto i connotati di cui si parlava all'inizio, vale a dire il download e la condivisione non autorizzati di MP3, DivX e quant'altro presente sulle reti di file sharing.

Lo special guest della terza parte del servizio della BBC è Peter "Brokep" Sunde, uno dei fondatori di The Pirate Bay attualmente coinvolto in un processo con l'accusa di favoreggiamento dell'infrazione del copyright. Brokep difende la Baia, e si riferisce al termine pirateria più nel senso mitico del termine che in quello letterale: la pirateria come voglia di libertà, riferita a "qualcuno a cui piace scambiare informazioni", sostiene il celebre pirata.

"Stiamo combattendo - dice Brokep - The Pirate Bay sta combattendo per la libertà poiché non vogliamo essere schiavi da informazione, non vogliamo avere qualcuno che decida per noi cosa dovremmo o non dovremmo pensare". Dalla Baia svedese vedono la pirateria soprattutto come una missione, politica e di principio, contro il cartello delle major e la sempre incombente minaccia del pensiero unico a suon di pappine precotte, che non accetta quello che è difficile da vendere come prodotto degno di attenzione.

Per Brokep la vera preoccupazione dell'industria, così riottosa ad abbandonare i supporti fisici per abbracciare gli MP3 e la Rete, è che distribuendo i contenuti su Internet perderebbe tutto il controllo sul mercato, gli artisti e i gusti dei consumatori di cui ha approfittato nei decenni passati. Il problema peggiore dei discografici, tuttavia, è la prossima generazione, quella per cui non esisterà nient'altro che il P2P: quella che attualmente viene ancora definita come pirateria sarà uno stato di consumo e accesso "del tutto naturale".

"Non è più una questione di retrobottega o di qualcuno che monta un tavolo all'angolo della strada - osserva Brokep - (il P2P ndr) è sempre lì a disposizione, e quindi l'industria musicale si sta dibattendo perché è nel suo interesse capire come convincere la nuova generazione a pensare a qualcosa di diverso rispetto all'idea che questa è la strada più semplice ed economica per prendere la mia musica".

Le major avranno il loro bel daffare, soprattutto se divenisse realtà l'intenzione espressa dall'isola di Antigua, fermamente decisa a offrire una sorta di "paradiso del copyright USA" a quanti volessero mantenere online strumenti in grado di facilitare il download selvaggio, The Pirate Bay inclusa.

La querelle con i vicini Stati Uniti riguarda il libero accesso ai servizi web del gioco d'azzardo ospitati sull'isola, accesso attualmente bloccato dalle politiche protezionistiche degli States e che ha fatto minacciare al governo delle Indie Occidentali di far decadere i trattati sulla protezione della proprietà intellettuale sottoscritti in precedenza. I pirati, in questo caso, tornerebbero letteralmente lì dove ha avuto inizio il loro mito.

Alfonso Maruccia
42 Commenti alla Notizia BBC e i pirati. Essi vivono, l'industria muore
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  • Io sono convinto che la gente che scarica software "pirata", se questo software non fosse cosi facilmente scaricabile, non comprerebbe MAI!!!!! quei prodotti (norton, adobe, & co.), quindi non vedo perché tu debba usare il termine rubare alle software house.
    non+autenticato
  • Se un oggetto è in vendita e tu ne vieni in possesso senza pagare, se non è un regalo allora è un furto.

    Piratare = rubare.

    Anch'io mi comprerei mai una Ferrari, ma se ne entro in possesso o me l'hanno regalata, oppure l'ho pagata, oppure l'ho rubata. Facile.

    Soltanto perché del software ne puoi fare una copia invece che dover rubare il CD fisicamente dal negozio, non vuol dire che non sia comunque un FURTO.

    Informo che installare software senza regolare licenza è una violazione amministrativa (multa, tipicamente il doppio del valore della licenza pirata); condividere il software piratato, in Italia, equivale a redistribuire software senza autorizzazione: si tratta di una violazione del codice PENALE, con reclusione da 6 mesi a 3 anni.

    Vedila un po' così: la legge attuale non paragona il venir in possesso di software rubato alla ricettazione e secondo me è una mancanza della legge italiana.

    Se vuoi un software, una canzone o un film hai 2 alternative:
    * lo paghi
    * ne fai a meno
    Questo succede per TUTTI i beni, perché non dovrebbe succedere per il software?

    Ristabiliamo la legalità in Italia, disinstalliamo tutto il software non originale e sostituiamolo con software correttamente licenziato, MOLTO MEGLIO SE SOFTWARE LIBERO.

    Voglio proprio vedere se tutti quelli che vengono su questo forum a dire "Linux merda, W Windows" sarebbero davvero disposti a pagare quello che microsoft pretende per il suo software.

    Pagate, gente, PAGATE! oppure prendete software libero, gratuitamente, ed usatelo. Poi, magari, sentitevi anche in dovere di fare una donazione agli sviluppatori.

    Piratare Office significa costringere lo stato Italiano a comprare copie originali di Windows e di Office. Vogliamo renderci conto, per favore, che se usassimo tutti OpenOffice ci sarebbero MILIONI di EURO di TASSE in MENO!?!?
  • - Scritto da: Davide Impegnato
    > Piratare = rubare.


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    Modificato dall' autore il 21 marzo 2008 14.04
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  • Carino. Mi fa piacere vedere il "sopravviviamo", come se un film fosse aria.

    Loro non rubano, impongono un prezzo e tu scegli se acquistare un oggetto. Se vuoi quell'oggetto, paghi, sennò puoi tranquillamente vivere senza.

    Personalmente non scarico film da internet né ne compro, ti garantisco che riesco a vivere anche senza ratatouille o senza cars.

    Non giustifichiamo un atto che, oltre a mettere in una posizione di illegalità chi lo commette, lo abitua anche a fruire dei contenuti. Non abituatevi a guardare film, anche se gratis, un giorno qualcuno potrebbe chiedervi di renderne conto. La prescrizione per reati di questo tipo è 30 anni, non è detto che fra 30 anni nessuno sia ancora venuto alla vostra porta a batter cassa.

    Hai un vecchio PC da usare, ma non vuoi pagare 300 euro per Windows XP full version? mettici linux, non pirare Windows. Resti nella legalità e fai un favore alla società, contemporaneamente fai un dispetto da chi pretende da te 300 euro per un prodotto vecchio di 7 anni.

    Dall'oggi al domani il possesso di film "pirata" potrebbe diventare RICETTAZIONE (i politici possono cambiare le leggi, eh?!): tu sei sicuro di voler correre questo rischio per Ratatouille?
  • Non dire cavolate che è MEGLIO
    piratare è DIVERSO da rubare e lo dice il nostro codice penale
    rubare è sottrarre una cosa da chi la detiene, quindi io ti porto via la tua borsa e ma la prendo io, risultato tu la perdi io la ottengo (illegalmente ovviamente).
    piratare è copiare una cosa da un altro, risultato tu continui ad avere la tua cosa, io ne ho una (diversa) identica (o molto simile) mia.
    E' diverso, non facciamo questi paragani ridicoli che non servono a nessuno.
    la prescrizione non è affatto di 30 anni !!!! ma che dici ??? te le inventi le cose o le sai ? ma che 30 anni !!!! manco fosse un sequestro di persona !!!
    adesso non so quanto sia, anche perché la disciplina della prescrizione è cambiata da poco. quella del reato è una percentuale della pena massima (ma non ho controllato).... se serve controllo, ma di certo moooooolto meno di 30 anni.
    Si discute anche se piratare sia effettivamente un reato, c'è una norma penale (per me incostituzionale) ancora non si sono fatti processi penali in italia e sarebbe interessante farne qualcuno esplorativo con la nuova normativa. 1° il copyright non è un bene giuridico costituzionalmente tutelato, per cui è incostituzionale un reato che tuteli un bene di così scarso valore con una sanzione penale (basta quella civile) questa impostazione non è però accolta dalla giurisprudenza, ma per me è valida 2° c'è una direttiva europea di cui ho letto che farebbe venire meno l'antigiuridicità dello scaricare 3° c'è la nuova normativa sulla condivisione dei contenuti degradati in internet, che farebbe venire meno anche essa la antigiuridicità della condotta, è vero che si riferisce a musica e foto, ma è analogicamente estendibile ai film per me (analogia per il favor rei) basta che siano degradati (i jpg sono degradati rispetto ai bitmap, gli mp3 sono degradati rispetta ai wave, i div-x sono degradati rispetto ai vob)...
    rimangono le sanzioni civili.... con i limiti probatori previsti per le cause civili.... con questo non voglio incentivare la commissione di condotte illegali, ma solo spiegare che le cose sono complesse.
    In conclusione sono d'accordo con chi dice: USATE SOFTWARE CON LICENZA GPL, ASCOLTATE MUSICA CON LICENZA CC, GIOCATE GIOCHI CON LICENZA GPL e facciamogliela pagare così !!!! e se avete soldi da spendere DONATELI ai gruppi che creano cultura ed intrattenimento LIBERI !!!! rendiamo economicamente vincente un modello che crei cultura libera per tutti !!! su questo si fonda il vero progresso
    non+autenticato
  • Personalmente, ritengo che il termine PIRATA sia da affibiare a chi va in giro squartando la gola, abbordando le navi o correndo come un pazzo in automobile.

    PIRATA è un termine che nulla ha a che fare con l'informatica e sono io il primo a dire che il reato non è così grave come un furto. Sta di fatto, però, che è un reato.

    Indubbiamente, l'argomento è profondamente inesplorato, non vi sono mai state vere cause colossali intentate in Italia, a causa del grarantismo e del pressapochismo che sappiamo dominare in Italia. Detto questo, se una persona mi chiede "cosa ne pensi" io gli rispondo elencandogli quelli che sono i rischi peggiori. Dopo ovviamente può sempre darsi che, nel mezzo di una battaglia legale, l'articolo 4 del comma 6 dell'editto di Costantino del 313 dC promulgato dalla commissione europea in occasione della sesta edizione delle olimpiadi nel paese di Confucio riesca a cavarti fuori dalle rogne, ma io parto dal presupposto che in italia per avere un difensore servono i soldi e i soldi non tutti ce li hanno.

    Quindi, se qualcuno mi chiede, io sono onesto e gli dico, allo stato attuale, qual è il rischio massimo che può correre. Con questo non voglio dire che sei disonesto, ma vedi che cominci già ad interpretare a tuo modo le leggi, a dire "a mio parere" o "forse là c'è questo che...". Siccome con gli anni di galera non si scherza, né tantomeno con le multe (che se uno ha un centinaio di mp3 diventano migliaia di euro come fossero bruscolini) io preferisco essere garantista.

    La legge che hai indicato, sulla libera circolazione del materiale in internet, vale solo per gli insegnanti: SOLO PER SCOPO EDUCATIVO. Da quando Ratatouille è educativo? La legge parla solo di IMMAGINI e di SUONI, non parlà né di video (benché serie di immagini, ma all'atto pratico cose ben diverse) né tantomeno di PARLATO, che sempre di suono si tratta, ma di tutt'altra specie.

    Immagini e suoni non vuol dire canzoni e film.

    Poi bisogna dire cosa vuol dire degradato. Si è molto discusso in rete di questa cosa, ma non si ha nulla per definire cosa è degradato. Tu puoi dirmi che un DivX è degradato, io posso dirti che è di qualità enormemente superiore allo standard PAL dei televisori. Cosa è degradato? un'immagine a 2megapixel di un francobollo è degradata, se in JPG a compressione 80%? io tendo a credere di NO.

    Sta di fatto che se io metto una bancarella per strada e vendo film, mi mettono in galera da 6 mesi a 3 anni. Condividere su emule è "minimamente" diverso, il risultato non cambia. Non c'è uno scambio di denaro, ma potrebbe non esserci nemmeno sulla bancarella. Per quanto mi riguarda, considero lo scambio di materiale protetto da copyright su eMule al pari della vendita di copia, quindi una distribuzione non autorizzata.

    La legge a cui fai riferimento per la presunta legalità del P2P è fumo negli occhi, in quanto si riferisce al P2P in sé, trascendendo dal contenuto. Se il contenuto è legalmente redistribuibile, ok. Se il contenuto è protetto da copyright, allora il P2P è legale, ma non con quel contenuto.

    La prescrizione non so se ci siano nuove leggi al riguardo, da quello che so io è 30 anni per tutto, tranne eccezioni (per i politici).
  • - Scritto da: Davide Impegnato
    > Poi bisogna dire cosa vuol dire degradato. Si è
    > molto discusso in rete di questa cosa, ma non si
    > ha nulla per definire cosa è degradato. Tu puoi
    > dirmi che un DivX è degradato, io posso dirti che
    > è di qualità enormemente superiore allo standard
    > PAL dei televisori.

    E diresti una stronzata perché lo standard PAL è un'immagine NON COMPRESSA a 720 (o 768 dipende)x576 con una cadenza di 50 campi interlacciati, per mantenere questa qualità significa creare un filmato che occupa sui 3 GB per ogni MINUTO. Qualunque filmato che occupi uno spazio inferiore a questo è degradato.
    In ogni caso, "degradato" è qualunque cosa da cui non sia possibile più ripristinare l'informazione originale così com'era. Da un DivX non posso rifare il DVD e tantomeno posso rifare il fotogramma 35mm (che ha una definizione di gran lunga maggiore). Se anche ci provo a fare da DivX a DVD, anche impostando lo stesso bitrate ci sarà comunque una perdita di informazione, e se vado a fare il compare col DVD originale non mi trovo gli stessi dati.

    Stesso discorso per quanto riguarda gli mp3, che sono molto degradati rispetto al wav/cd di partenza e infatti non a caso un CD audio occupa circa 750 mega in formato wav, ma quello stesso CD compresso in mp3 occupa a una qualità ancora accettabile sui 90-120 mega. E se ritrasformo un mp3 in wav a qualità cd e vado a compararlo col wav estratto direttamente dal cd non mi troverò mai gli stessi dati, perché è impossibile ricostruire dal nulla ciò che nella compressione è andato perduto.
    Questo significa degradato.

    Viceversa se prendo il wav e lo comprimo in un archivio rar o zip poi posso estrarlo di nuovo e ritrovarmi lo stesso wav con gli stessi dati, in questo caso non c'è degrado e la qualità è immutata. Ma DivX e mp3 sono formati degradati per loro natura. E non lo dico certo io:
    http://www.repubblica.it/2007/09/sezioni/scienza_e...
    http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2208850
  • Sono d'accordissimo sul fatto che MP3, MPEG e JPEG degradano l'immagine ma, ancora una volta, non sappiamo qual è il termine di paragone.

    Un JPG da 2 megapixel di un francobollo è un'immagine degradata o no? se faccio una foto del campidoglio (e in Italia non c'è il diritto di panorama) quello che ottengo è un'immagine degradata o no?

    Secondo te, se io prendo un DVD e gli tolgo 2 righe, una sopra ed una sotto, il risultato è una degradazione irrecuperabile che ti autorizza a distribuire liberamente quello che hai copiato. Sotto l'aspetto tecnico è ineccepibile, ma vai a spiegarlo, tu, al giudice che ti sta per condannare.

    Ripeto, il problema è la definizione di immagine degradata, definizione che NESSUNO HA. Non esiste una legge che definisca per filo e per segno cos'è un'immagine degradata e cosa no, quindi tutto può essere degradato come tutto può non esserlo. Se intendi affidarti al sottile filo delle definizioni tecniche, vai pure avanti, ma poi non piangere se il giudice, sentito il CD e l'MP3, li considera uguali e ti condanna.

    Io preferisco essere garantista e tutelare chi mi chiede, oltre a tutelare me stesso. Voi fate un po' quello che vi pare, ma prima di prendervi responsabilità (che potrebbero essere anche penali) fatevi venire qualche scrupolo.
  • - Scritto da: Davide Impegnato
    > Sono d'accordissimo sul fatto che MP3, MPEG e
    > JPEG degradano l'immagine ma, ancora una volta,
    > non sappiamo qual è il termine di
    > paragone.
    >
    > Un JPG da 2 megapixel di un francobollo è
    > un'immagine degradata o no? se faccio una foto
    > del campidoglio (e in Italia non c'è il diritto
    > di panorama) quello che ottengo è un'immagine
    > degradata o no?

    Dal punto di vista tecnico jpg è sempre degradata anche se imposti la compressione al minimo perché non permette in nessun caso di ritornare all'immagine non compressa originale.
    Dal punto di vista filosofico o pratico, possiamo discuterne. Ma tecnicamente jpg è un formato che include di suo un degrado, più o meno evidente certo a seconda dei settaggi, ma sempre inevitabilmente presente.

    > Secondo te, se io prendo un DVD e gli tolgo 2
    > righe, una sopra ed una sotto, il risultato è una
    > degradazione irrecuperabile che ti autorizza a
    > distribuire liberamente quello che hai copiato.

    Stiamo parlando in linea teorica perché la legge parla di immagini (fisse) e suoni ma non di filmati.
    Per togliere due righe devi riencodare il filmato. Mpeg-2 (la codifica video del DVD) non permette di rieditare l'immagine senza essere costretti a ricodificare tutto. Il discorso potrebbe già essere diverso se il DVD fosse un formato non compresso, nel qual caso non ci sarebbe (o comunque non sarebbe necessaria) una perdita di qualità.
    Mi puoi obiettare che se salvi senza comprimere (cioè in RGB uncompressed) non perdi qualità, e in effetti è così; tuttavia nella stragrande maggioranza dei casi al taglio farai seguire una ricompressione per non tenere file di dimensioni bibliche (che sono anche scomodi da gestire) sul disco.

    > Sotto l'aspetto tecnico è ineccepibile, ma vai a
    > spiegarlo, tu, al giudice che ti sta per
    > condannare.

    Stiamo facendo pura accademia, i giudici in Italia, in buona parte, non sono sufficientemente preparati alle questioni informatiche. Con le dovute eccezioni.
    Tuttavia, il concetto di degradato nei formati multimediali è un concetto ben preciso ed è quello che ti ho detto. Poi potremmo pensare che PROBABILMENTE il legislatore INTENDEVA scrivere "degradato in maniera evidente e percettibile dall'uomo medio"... peccato che non l'abbia scritto, e in Italia le leggi contano scritte, lo sanno bene gli avvocati e i pubblici ministeri che si danno battaglia al processo proprio su queste ambiguità delle leggi dovute più o meno volutamente all'ignoranza (in questo caso informatica) dei legislatori.

    > Ripeto, il problema è la definizione di immagine
    > degradata, definizione che NESSUNO HA. Non esiste
    > una legge che definisca per filo e per segno
    > cos'è un'immagine degradata e cosa no, quindi
    > tutto può essere degradato come tutto può non
    > esserlo. Se intendi affidarti al sottile filo
    > delle definizioni tecniche, vai pure avanti, ma
    > poi non piangere se il giudice, sentito il CD e
    > l'MP3, li considera uguali e ti
    > condanna.

    Io ho solo detto dal punto di vista tecnico. Che poi nessuno sappia esattamente cosa intendesse il legislatore per immagine/suono degradati, o per fini didattici e scientifici, non ci piove. Ma questo, probabilmente, sarà uno dei primi problemi del prossimo governo.
    E per quanto riguarda il giudice, basterebbe portare in un tribunale il grafico delle due forme d'onda e si dimostrerebbe palesemente che non sono uguali. Certo l'mp3 SOMIGLIA all'originale (nessuno lo nega), ma non è UGUALE.
  • PS:

    > E diresti una stronzata perché lo standard PAL è
    > un'immagine NON COMPRESSA a 720 (o 768
    > dipende)x576 con una cadenza di 50 campi
    > interlacciati, per mantenere questa qualità
    > significa creare un filmato che occupa sui 3 GB
    > per ogni MINUTO. Qualunque filmato che occupi uno
    > spazio inferiore a questo è
    > degradato.

    Se io prendo un filmato RAW PAL e lo zippo, occupa meno e non è degradato. DivX può essere settato in diverse maniere, può arrivare ad avere una qualità enormemente superiore al PAL. Io prendo un bluray e lo comprimo con DivX. Poi lo confronto con il DVD e può risultare infinitamente migliore. Ho degradato, secondo te? sono a posto con la legge?
  • - Scritto da: Davide Impegnato
    > Se io prendo un filmato RAW PAL e lo zippo,
    > occupa meno e non è degradato.

    Ok.

    > DivX può essere
    > settato in diverse maniere, può arrivare ad avere
    > una qualità enormemente superiore al PAL.

    Se parti dal PAL non puoi avere in nessun caso una qualità superiore. Puoi anche espandere il filmato fino a avere 1600x1200 di risoluzione ma comunque non puoi ricostruire dal nulla quello che non hai. In ogni caso, non con le normali tecnologie a portata di tutti.

    > Io
    > prendo un bluray e lo comprimo con DivX. Poi lo
    > confronto con il DVD e può risultare
    > infinitamente migliore. Ho degradato, secondo te?

    Hai degradato rispetto al tuo supporto di partenza. Lo stesso discorso potrebbe valere per un DVD e un VideoCD.

    > sono a posto con la legge?

    Teoricamente sì purché tu scriva da qualche parte che la fonte è il blu-ray e non il dvd. Ma ripeto è mera teoria.
  • tutti bravi a tessere le lodi dei pirati che rubano alle software house per distribuire il warez agli straccioni che non hanno soldi per comprarsi office e photoshop ma li trovano per il SUV e le scarpe di Prada da 300 euri.

    il warez e' un crimine e va punito, severamente.

    ma questo non e' neanche il problema principe quanto che piu' accedere al warez e' istantaneo e veloce piu' le software house vedranno ridursi al minimo il proprio budget per creare nuovi prodotti con consequente morte del software commerciale in molti settori.

    la pirate bay non e' quindi certo un novello Robin Hood telematico ma solo un volgarissimo ladro che scrocca sul lavoro altrui.

    ed e' anche molto immorale la cosa, visto che oltre al warez molti dei siti di tracking sono dediti a pornografia o peggio.
    non+autenticato
  • 1) Non tutti quelli che scaricano poi possono permettersi di comprare Prada e SUV. Risparmiare per comprare cultura? Due problemi:
    a) ne avresti di meno
    b) alimenteresti il circolo vizioso del "lo distribuisco se ci guadagno".
    Lo stesso circolo che mi porta a non trovare un'opera (anche una qualunque) di Herbert Spencer da nessuna parte, dato che non è più pubblicato da 20 anni.

    2) Esiste anche il software open-source, non per questo inferiore.

    3) La pornografia sarà immorale (per te) ma non di certo illegale.
    non+autenticato
  • Di quale software house sei a capo??? A bocca aperta Occhiolino
  • 1) la copia delle canzoni è sempre esistita. se mi dici che da ragazzo NON HAI MAI registrato una canzone dalla radio su una bella cassettina vergine allora forse puoi azzardarti a parlare.

    2) un sito che ospita i torrent, non distribuisce nulla perchè il P2P è scambio di file diretto tra gli utenti (informati) senza che un singolo bit dei file sia sul sito in questione.

    3) la pirateria ha sempre formato il mercato. quando mircosoft word/excel hanno vinto sui loro corrispettivi lotus amipro/123 è stato semplicemente perchè le aziende (cioè chi ci si aspetta che paghi il software) preferivano acquistare i prodotti microsoft in quanto, avendoceli a casa copiati, i nuovi dipendenti sapevano gia usarli senza dover fare (costosi) corsi di utilizzo. da imprenditore ti posso dire che è sempre stato cosi, dai tempi di windows 3.0 in poi. e anche su fasce di prodotti piu costosi.
    come ad esempio autocad che è piu diffuso di microstation anche se il secondo è di gran lunga migliore (ma meno copiato).
    microsoft non ha mai fatto una seria campagna antipirateria prima di diventare leader di mercato proprio per questo.
    non+autenticato
  • > 3) la pirateria ha sempre formato il mercato.
    > quando mircosoft word/excel hanno vinto sui loro
    > corrispettivi lotus amipro/123 è stato
    > semplicemente perchè le aziende (cioè chi ci si
    > aspetta che paghi il software) preferivano
    > acquistare i prodotti microsoft in quanto,
    > avendoceli a casa copiati, i nuovi dipendenti
    > sapevano gia usarli senza dover fare (costosi)
    > corsi di utilizzo. da imprenditore ti posso dire
    > che è sempre stato cosi, dai tempi di windows 3.0
    > in poi. e anche su fasce di prodotti piu
    > costosi.
    > come ad esempio autocad che è piu diffuso di
    > microstation anche se il secondo è di gran lunga
    > migliore (ma meno copiato).
    >
    > microsoft non ha mai fatto una seria campagna
    > antipirateria prima di diventare leader di
    > mercato proprio per
    > questo.
    Forse il suo argomento è proprio questo, ammettiamo che tu voglia far concorrenza a excel, oltre a dover combattere con la microsoft, ti ritrovi il tuo prodotto in distribuzione a zero euro...
    Capirai che è una situazione poco sostenibileTriste
    non+autenticato
  • - Scritto da: pippo

    > Forse il suo argomento è proprio questo,
    > ammettiamo che tu voglia far concorrenza a excel,
    > oltre a dover combattere con la microsoft, ti
    > ritrovi il tuo prodotto in distribuzione a zero
    > euro...
    > Capirai che è una situazione poco sostenibileTriste

    certo.
    però i prodotti delle grosse case (office, photoshop, autocad...) sono pensati ed hanno costi diretti alla PMI (a fatica) ed alla grande Impresa.
    nessuno in casa microsoft si aspetta che un utente casalingo spenda 590 euro per un portatile alla coop e ne spenda altrettanti per un Office.
    E non si aspettano neache che uno compri Works!

    L'importante è diventare Sector Standard e conquistare il mercato business.

    Se vuoi fare concorrenza ad un Excel devi quindi puntare al settore impresa, che comunque deve pagarti la licenza. Puoi permetterti di fare un battage pubblicitario tale per cui le imprese comincino a considerarti come alternativa? Pagare le 15 riviste del settore per pubblicarti recensioni come si deve? Pagare il TG di turno per farti un servizio? (la mia marketing manager ste cose le fa, parlo per esperienza diretta). Pagare il megastand alle fiere di settore in giro per il mondo? Dare un servizio 24/7 di assistenza online globale multilingue?
    Certo, le grandi aziende sono in regola e prendono seriamente il licensing management. La PMI meno, anche per gli scarsi controlli della finanza.
    non+autenticato
  • - Scritto da: pippo
    > Forse il suo argomento è proprio questo,
    > ammettiamo che tu voglia far concorrenza a excel,
    > oltre a dover combattere con la microsoft, ti
    > ritrovi il tuo prodotto in distribuzione a zero
    > euro...

    No, devi fare concorrenza anche a openoffice, e quello costa zero euro perché quelli che l'hanno creato hanno deciso di regalarlo alla comunità invece di costringerli a pagare.
  • > microsoft non ha mai fatto una seria campagna
    > antipirateria prima di diventare leader di
    > mercato proprio per
    > questo.

    Microsoft non ha mai fatto una campagna antipirateria. Mai. Se per campagna antipirateria intendi dire "sì, la pirateria ci danneggia", allora quella è una campagna di bugie.

    Microsoft stessa è avvantaggiata dalla pirateria. Windows non esisterebbe se non ci fosse la pirateria. Grazie ai pirati, Microsoft può permettersi di obbligarci a pagare Windows OEM su tutti i computer che acquistiamo. Tra poco l'OEM sarà direttamente sui processori, non si potrà più non pagare. Questo dimostra come la pirateria aiuta microsoft.

    Works lo paghiamo tutti, senza che nessuno lo usi. 60€ per ogni computer, in licenza OEM.

    Comprare un computer significa, oggi, comprare Vista (90€ o 114€ per home basic o premium OEM), Works (60€) e ritrovarsi anche la versione di prova di Office2007.

    Come si fa a fare una campagna antipirateria, visto che basta mettere un numerello dentro a Office ed è già bello che crackato, senza dover nemmeno installare nulla??

    Microsoft ci sta incatenando con la scusa della pirateria. BASTA PIRATARE! Se volete un software, o lo pagate, o ne fate a meno, o ne cercate un'altro che costa meno.

    Se ritenete il software MS il migliore, PAGATELO. Se ritenete che non valga i soldi che costa, NON PIRATATELO. Passate al software gratuito, meglio se libero (visto che MS distribuisce anche sw gratuito, per poi ingabbiarti, come la prova di Office2007).

    BASTA PIRATARE.
  • - Scritto da: Davide Impegnato
    > Microsoft non ha mai fatto una campagna
    > antipirateria. Mai.

    Direttamente no, però è associata BSA e quella le campagne le ha fatte. Senza contare che comunque, per quanto blando, ha creato il WGA che precedentemente non c'era.
  • Dai, non scherziamo. Office2007 enterprise (la versione megasuperultra) s'installa senza nemmeno chiedere un codice. La versione HOME ha l'attivazione, la versione Professional no (così come la Vista enterprise e la Vista Ultimate, se non vado errato).

    Campagna anticopia è aggiungere 2 righe al codice del tipo

    if (nome_cd == Office2007enterprise)
       no_copy(disk);
       create_popup('PIRATA');
    end

    Questa sarebbe un'azione antipirateria. Altro che BSA, che io sinceramente NON HO MAI VISTO (benché frequenti il sito). E' notevole notare come, comunque, la BSA sia un'associazione senza scopo di lucro.
  • - Scritto da: Il Detrattore
    > tutti bravi a tessere le lodi dei pirati che
    > rubano alle software house

    Dove l'hai visto o sentito? Sei disinformato su cosa sia Pirate Bay.

    > straccioni che non hanno soldi per
    > comprarsi office e photoshop ma li trovano per il
    > SUV e le scarpe di Prada da 300 euri.

    Stai dicendo che chi ha denaro è un disonesto per definizione? Sono d'accordo.
    Normalmente le industrie multinazionali hanno più denaro dei consumatori...

    > il warez e' un crimine e va punito, severamente.

    Anche il genocidio in Tibet. Ma non è questo l'argomento.

    > le software house vedranno ridursi al
    > minimo il proprio budget per creare nuovi
    > prodotti con consequente morte del software
    > commerciale in molti settori.

    Sta finendo comunque di morte naturale. Il futuro (e il presente) è open source.

    > la pirate bay non e' quindi certo un novello
    > Robin Hood telematico

    Perché no? Informati.

    > molto immorale la cosa

    Punti di vista.
  • Come stallman insegna,assaltare navi è scorretto!
    Ammiro brokep,ma se vuole parlare di libertà allora che si tiri fuori dai clichè imposti dalle major e dai media.
    Non facciamoci chiamare con il nome che loro voglioni darci
    non+autenticato
  • un vero saggista,un vero profeta della liberta!!1


    ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh
    uhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh
    ihhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh
    ......grande!!
    non+autenticato